Celesti impressioni

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28 ottobre 2011 In Racconti

Una volta, Nasr Eddin camminava in compagnia di un derviscio errante che, a forza di orazioni e digiuni, era approdato ad estasi in cui attraversava la volta celeste, ricche di visioni paradisiache. Almeno così diceva.

“Racconta ancora”, gli dice Nasr Eddin, “poichè io, semplice credente, non sono mai riuscito a distaccarmi da terra neppure di un centimetro”.
“Per Allah il Misericordioso!” dice il derviscio, “una notte ho raggiunto il quarto cielo. Una luce insostenibile mi ha obbligato a chiudere gli occhi, venti profumati mi avvolsero interamente e mi sentive leggero come polvere…”

“Come ti invidio o santo derviscio! Non hai sentito come una palma accarezzarti il viso? Sembra che allora si sia pervenuti al quinto cielo”.
“Certamente”, dice il derviscio, “questa impressione è indimenticabile!”.

“Indimenticabile, ecco chi non mi stupisce”, gli dice Nasr Eddin, “poichè era la coda del mio asino che era già arrivato”.

(Da “Sublimi parole e facezie di Nasr Eddin Hodja – Luni Editrice)

(derviscio è colui che è sulla strada per diventare santo/illuminato)



di Andrea Greco

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