Introduzione

La Bhagavad Gita è una dei trattati sullo yoga più famosi e fra i più antichi. Per chi non la conoscesse, quest’opera suddivisa in 18 capitoli, è parte di una più ampia opera epica che va sotto il nome di Mahabharata. Essa consiste nella conversazione tra Shri Krishna, incarnazione di Dio, ed Arjuna, uno dei principi guerrieri.
Nel mezzo del campo di battaglia, Arjuna è preso dallo sconforto perché non si sente di uccidere i suoi amici e parenti e chiede consiglio a Shri Krishna, il quale lo aiuta confidandogli il Segreto della Vita di tutti gli esseri; gli rivela la Sua vera natura, quella di Dio Supremo e di quali ostacoli dobbiamo affrontare per raggiungere il Bene Ultimo e la Liberazione. Oltre al retto comportamento, è molto importante lo Yoga, che si ottiene grazie alla meditazione; perché solo uno che è nello stato di Yoga, di completa connessione con il Divino può veramente comprendere la Verità e godere della vera gioia incondizionata.

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Cap 1 – Lo smarrimento di Arjuna

Quando Arjuna vide i suoi parenti faccia a faccia, chi in un esercito, chi nell’altro, fu sopraffatto dalla pietà e così parlò con cuore afflitto:
“Io non posso quindi uccidere i miei propri parenti, i figli del re Dhristarastra, il fratello di mio padre. Anche se costoro, avendo la mente sopraffatta dalla cupidigia, non vedono il male nella distruzione di una famiglia, né nel tradimento degli amici, perché noi, che vediamo il peccato della distruzione, non dovremmo scongiurare tutto questo terribile male?”

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Cap 2 – Krishna conforta Arjuna: immortalità del Sé

Krishna disse: “Tu piangi per chi non merita il pianto. Il saggio non si addolora né per i vivi né per i morti, poiché vita e morte sono transitorie: così come il Sé del nostro corpo mortale passa attraverso l’infanzia, la giovinezza e la vecchiaia, allo stesso modo lo Spirito passa in un altro corpo. Per la morte di ciò che non può morire, cessa di provare pietà.
Pensa anche al tuo dovere e non vacillare. Non c’è cosa migliore per un guerriero che combattere in una guerra giusta.”

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Cap 3 – Jnana Yoga vs Karma Yoga

Arjuna disse: “Se Tu pensi, o Krishna, che la contemplazione è migliore dell’azione, perché mi costringi all’azione terribile della guerra?”
Krishna disse: “L’intero mondo è legato all’azione. Non c’è nulla nei tre mondi, perché essi sono miei. Eppure Io lavoro. Come l’uomo senza saggezza agisce egoisticamente, così l’uomo saggio agisce senza egoismi per il bene di tutto il mondo. Perciò, senza attaccamento, compi ciò che devi fare, perché l’uomo la cui azione è pura raggiunge il Supremo.”

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Cap 4 – L’arte dell’azione distaccata

Krishna disse: “Oggi io rivelo a te questo Yoga Eterno, il supremo mistero.
Sebbene Io in realtà non possa nascere, perché sono eterno, e sia il Signore di Tutto, tuttavia Io sono venuto al mio regno della natura, e nasco e rinasco, grazie al mio meraviglioso potere. Ogni volta che la giustizia decade e l’ingiustizia avanza, il mio Sé prende forma sulla terra.
Che cos’è l’azione? Che cos’è l’inazione? Io t’insegnerò la verità sull’azione e questa verità ti renderà libero dalle miserie.”

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Cap 5 – L’illusione dei sensi

Entrambi conducono verso la liberazione, ma lo Yoga dell’azione è superiore alla rinuncia all’azione. Sappi che chi non desidera e non disprezza i frutti dell’azione è il vero rinunciatario, poiché chi è al di sopra dei due contrari presto trova la sua liberazione. Gli yogi, rigettando gli attaccamenti egoistici, eseguono le azioni prescritte con il corpo, con la mente, con l’intelligenza e con i sensi distaccati per purificare la propria anima. Coloro le cui mente è sempre equanime ottengono la vittoria della vita su questa terra. Liberi dal dualismo, vedono Tutto come Uno, e sono Uno con Tutto.

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Cap 6 – Descizione della meditazione yoga

Krishna disse: “O Arjuna, devi sapere che il Sanyasa della rinuncia è anche lo Yoga dell’azione santa, perché nessuno può essere uno Yogi se non rinuncia ai suoi pensieri.
Quando la mente è contenuta nella quiete dello Yoga, ed essendo purificata riesce a percepire il Sé e in esso trova piena soddisfazione, allora il ricercatore conosce la gioia dell’Eternità: una conoscenza percepita dalla ragione molto al di là di ciò che i sensi possono percepire. Egli dimora lì e non si muove dalla Verità.
Essendo stabilizzato in questo stato, nessuna sofferenza può sconvolgerlo, perché non appena la sofferenza giunge viene dispersa. Sappi che questo è chiamato Yoga.”

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Cap 7 – L’illusione del mondo

Krishna disse: “Le forme visibili della Mia natura sono otto: terra, acqua, fuoco, aria, etere; la mente, la ragione, ed il senso dell’Io (ego). Ma dietro la Mia natura visibile c’è il Mio Spirito invisibile, che è la sorgente della vita che permette a questo universo di essere. In questo intero, vasto universo non c’è niente di superiore a Me. Tutti i mondi connessi a Me, come le perle in un filo.
O Arjuna, Io conosco il passato, il presente, il futuro e tutti gli esseri viventi, ma, in verità, nessuno conosce Me.”

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Cap 8 – Le dimensioni dell’Assoluto Immortale

Arjuna disse: “Quando arriva il tempo del trapasso, come possono riconoscerti quelli che hanno ottenuto il controllo sulle loro menti?”
Krishna disse: “Colui che alla fine del suo tempo abbandona il suo corpo pensando a Me, egli, in verità, viene a Me, senza alcun dubbio. Poiché in verità nell’ultimo istante di vita, viene in mente il pensiero che è stato costantemente l’oggetto della propria attenzione. Pensa quindi a Me tutto il tempo, ricordati di Me e combatti. E con la mente e la ragione su di Me, tu verrai, senza dubbio, a Me.”

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Cap 9 – Conoscenza del Sé e del mondo

Krishna disse: “Ti rivelerò questo mistero supremo, la conoscenza del Sé e quella del mondo, e una volta conosciuta tu sarai libero dal peccato. Questa conoscenza è il mistero supremo, è saggezza, è purificazione suprema. Vista in una nuova visione meravigliosa, è la via della virtù molto facile da seguire, che conduce alla più alta Perfezione.
Ma coloro che non hanno fede in questa Verità, non riuscendo a venire a Me, continuano ad essere coinvolti nel ciclo delle rinascite (samsara).”

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Cap 10 – La Gloria del Supremo

Arjuna disse: “Parlami ancora, in tutti i particolari, del Tuo Potere e della Tua Gloria, poiché non sono mai sazio, mai, di ascoltare questo nettare divino.”
Krishna disse: “Ascolta e ti rivelerò alcune manifestazioni della mia gloria divina, ma solo le più maestose, Arjuna, poiché non c’è mai fine alle Mie manifestazioni. O Arjuna, Io solo sono il creatore, il sostenitore e il distruttore di tutta la creazione. Di tutta la conoscenza, Io sono la conoscenza del Sé. Dei molti sentieri della ragione Io sono quello che conduce alla Verità.”

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Cap 11 – Krishna rivela la sua vera forma ad Arjuna

Arjuna disse: “Per Tua grazia, mi hai rivelato il segreto supremo del Tuo Essere Universale, Tu mi ha descritto il Tuo Sé Assoluto ed è così che bramo vedere la Tua Maestosa Forma..”
Krishna disse: “Contempla, Arjuna, a centinaia, a migliaia le mie varie forme divine di innumerevoli sagome e colori..”
Sanjaya disse: “Quando Krishna, il Signore Assoluto dello Yoga, ebbe così parlato, o re, si mostrò ad Arjuna nella Sua Suprema Maestosa Forma..”

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Cap 12 – Il cammino della Devozione

Arjuna disse: “Fra i devoti che sono sempre impegnati nell’adorarti nella Tua Forma (più materiale) e quelli che invece di adorano nella Tua Forma impercettibile e trascendente, chi di questi sono i migliori nella conoscenza dello yoga?.”
Krishna disse: “Coloro che con la loro attenzione salda su di Me, Mi adorano in ogni cosa che fanno e sono dotati di fede assoluta in Me che va oltre la concezione materiale, questi Io considero come i migliori yogi..”

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Cap 13 – Il campo e il conoscitore del campo

Arjuna disse: “O Krishna, desidero sapere di più su questa energia materiale, sulla consapevolezza individuale, sul campo, sul conoscitore del campo, sulla conoscenza e fine della conoscenza.”
Krishna disse: “Questo corpo, Arjuna, è chiamato “il campo”, chi conosce questo è chiamato “il conoscitore del campo”. Sappi che Io sono il conoscitore di tutti i campi (della Mia creazione); e che considero conoscenza quella che comprende sia il campo che il conoscitore del campo.”

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Cap 14 – Le Guna: i tre aspetti sottili della natura

Krishna disse: “Sattva, Raja, Tama – luce, fuoco e oscurità – sono i tre costituenti della natura. Essi sono prodotti per limitare in corpi finiti la libertà dello Spirito infinito. Sattva lega alla felicità, Raja all’azione, Tama, oscurando la saggezza, lega all’inconsapevolezza. Quando la persona saggia vede che i modi della natura (guna) sono gli unici attori di questo vasto dramma, e vede quello che è aldilà di essi, allora viene nel Mio Essere.”

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Cap 15 – Ashvattha, l’Albero della Vita

Krishna disse: “Si dice che c’è un albero eterno (Ashvattha) le cui radici sono in alto e i rami verso il basso, le cui foglie sono canzoni sacre, e colui che le conosce, conosce i Veda. Gli uomini non vedono la forma di questo albero, né il suo inizio, né la sua fine, né la sua base.
Io ti ho rivelato la dottrina più segreta, Arjuna. Colui che la conosce diventa spiritualmente illuminato, ed il suo compito in questo mondo è compiuto.”

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Cap 16 – I nemici della nostra ascesa spirituale

Krishna disse: “Le virtù del cielo portano alla liberazione ma i peccati dell’inferno sono le catene dell’anima. Ci sono due nature in questo mondo: una è del cielo, l’altra è dell’inferno. La natura del Paradiso è stata spiegata, ascolta ora di quella del male, dell’Inferno.
Quando un essere umano si è liberato da queste tre porte di tenebra, compie ciò che è buono per la sua anima, ed allora egli entra nel Sentiero Supremo.”

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Cap 17 – Altre caratteristiche delle tre Guna

Arjuna disse: “Coloro che non seguono le indicazioni delle Scritture, ma offrono sacrifici pieni di fede – qual è la loro condizione, Krishna? È di Sattva, Raja o Tama?”
Krishna disse: “La fede degli esseri umani, nata secondo la loro natura, è di tre tipi: sattvica, rajasica e di tamasica. Ascolta come. La fede di un uomo è conforme alla propria natura, Arjuna. Il suo essere è fatto di fede; uno si identifica con qualunque fede abbia.”

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Cap 18 – Azione, arresa, saggezza, felicità e stabilità

Sanjaya disse: “Così, sentii queste parole di gloria tra Arjuna e Shri Krishna, che colmarono il mio cuore con timore e ammirazione. Per grazia del poeta Vyasa ho sentito queste parole dette in confidenza riguardo il Supremo Yoga, insegnate direttamente dal Maestro dello Yoga stesso, Shri Krishna. Ovunque sia Shri Krishna, Signore dello Yoga, ovunque sia Arjuna, che è maestro dell’arco, lì vi è magnificenza, vittoria, prosperità e giustizia. Questo io credo.”

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Sai Baba commenta un passo della Bhagavad Gita

Per anni si dubitò del fatto che il Maestro Sai Baba di Shirdi fosse capace di leggere o scrivere e certamente nessuno supponeva che conoscesse il sanscrito. Finché un giorno egli fece un’esposizione che dimostrò la sua erudizione, come pure la sua perspicacia e l’umorismo che gli era naturale.

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