Bhagavad Gita – Capitolo 17

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2 luglio 2011 In Bhagavad Gita, Testi antichi
  1. Arjuna disse: Coloro che non seguono le indicazioni delle Scritture, ma offrono sacrifici pieni di fede – qual è la loro condizione, Krishna? È di Sattva, Raja o Tama [1] – di luce, di fuoco o di oscurità?
  2. Shri Krishna disse: La fede degli esseri umani, nata secondo la loro natura, è di tre tipi: sattvica, rajasica e tamasica. Ascolta come.
  3. La fede di un uomo è conforme alla propria natura, Arjuna. Il suo essere è fatto di fede; uno si identifica con qualunque fede abbia.
  4. Le persone sattviche adorano gli dei; le persone rajasiche adorano i demoni del potere e della ricchezza (yaksha e rakshasa); le persone tamasiche adorano spettri e spiriti dei morti.
  5. Gli uomini egoisti e falsi che, mossi dalla loro concupiscenza e dalle loro passioni, eseguono terribili penitenze non richieste dai libri sacri:
  6. folli che torturano gli elementi di vita nei loro corpi e Me che dimoro in loro. Sappi che sono proprio dei demoni.
  7. Ascolta ora la differenza tra i tre tipi di cibo, i tre tipi di sacrificio, i tre tipi di penitenza, ed i tre tipi di doni.
  8. Le persone che sono sattviche amano il cibo che è puro, che dà salute, che da potere mentale, forza e lunga vita; che ha gusto, è piacevole e nutriente, e che rende contento il loro cuore.
  9. Le persone in cui prevale il Raja, amano il cibo dal sapore forte: amaro, aspro, molto piccante, salato e asciutto e che porta pesantezza, disturbi e anche malattia.
  10. Le persone di tipo tamasico mangiano cibo che è stantio e senza gusto, che è marcio e lasciato dal giorno prima, impuro, inadeguato per offerte sante.
  11. Un sacrificio è puro, Sattva, quando è un’offerta di adorazione in armonia con la legge santa, senza aspettative per una ricompensa, e con il cuore che dice “È il mio dovere”.
  12. Ma un sacrificio che è fatto per l’interesse di una ricompensa, o per l’interesse della vana gloria è un sacrificio impuro, che nasce dal Raja.
  13. E un sacrificio contrario alla legge santa, senza fede, senza sacre parole e doni di cibo, senza l’offerta dovuta, è un sacrificio di tipo tamasico.
  14. Riverenza per gli Dei, per i nati due volte, per i maestri dello Spirito e per i saggi; e anche purezza, dharma, castità e non violenza: questa è l’armonia del corpo.
  15. Parole che danno pace, parole che sono piacevoli e benefiche, e anche la lettura dei libri sacri: questa è l’armonia nel parlare.
  16. Quiete della mente, compassione, silenzio, controllo di sé, gentilezza amorevole e un cuore puro: questa è l’armonia della mente.
  17. Questa triplice armonia è chiamata pura (sattvica) quando è praticata con suprema fede, senza desiderio per una ricompensa e con unicità di anima.
  18. Ma la falsa austerità fatta per la reputazione, per l’onore e l’adulazione è impurità: essa è di tipo rajasico ed è instabile ed incerta.
  19. Quando la penitenza è auto-tortura, dovuta all’ottusità della mente, o quando mira a far del male ad altri, allora tale penitenza è detta di tipo tamasico.
  20. Un dono è puro (sattvico) quando è dato col cuore alla giusta persona, al momento giusto, e nel luogo giusto, e quando noi non ci aspettiamo niente in cambio.
  21. Ma quando il dono è dato aspettandosi qualcosa in cambio, o con l’interesse per una ricompensa futura, o quando è dato controvoglia, il dono è di tipo Raja.
  22. E un dono dato alla persona sbagliata, al momento sbagliato e nel luogo sbagliato, o un dono che non viene dal cuore, ed è dato con orgoglioso disprezzo, è un dono d’oscurità (tamasico).
  23. OM, TAT, SAT. Queste parole designano i tre aspetti di Brahma (Beatitudine, Consapevolezza, Verità) che i bramhini hanno usato per i Veda e i sacrifici dall’inizio dei tempi.
  24. Quindi è di buon auspicio che coloro che adorano Brahma comincino ogni atto di sacrificio, offerta o penitenza pronunciando l’OM, in accordo con le Sacre Scritture.
  25. Per coloro che cercano la liberazione (moksha), pronunciare la parola TAT significa praticare sacrificio, offerta o penitenza senza aspettarsi nessuna ricompensa.
  26. O Arjuna, SAT è usato per designare la Verità Ultima in sé e la bontà della Verità stessa; rappresenta l’Eterno e indica ogni attività auspichevole (di buon auspicio).
  27. Essere costante nella pratica di sacrificio, offerta o penitenza è anche detto SAT; e lo stesso vale anche tutte le azioni dedicate a compiacere il Supremo.
  28. Ma le azioni fatte senza fede sono ASAT (l’opposto di Verità): sacrificio, offerta o penitenza fatti senza fede sono niente, sia in questo mondo che nel mondo a venire.

Note

[1] Sattva Guna corrisponde a Sushumna Nadi (canale centrale), Rajo Guna corrisponde a Pingala Nadi (canale destro), mentre Tamo Guna corrisponde a Ida Nadi (canale sinistro).

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di Silvana Donato

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