Bhagavad Gita – Capitolo 16

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2 luglio 2011 In Bhagavad Gita, Testi antichi
  1. Shri Krishna disse: Libertà dalla paura, purezza di cuore, stabilizzazione nella conoscenza dello Yoga, generosità, armonia del Sé, adorazione, studio delle scritture, austerità, dharma;
  2. non-violenza, verità, libertà dall’ira, rinuncia, serenità, avversione alla critica verso gli altri, compassione per tutti gli esseri, assenza di avarizia, gentilezza, modestia, fermezza;
  3. energia, perdono, forza d’animo, purezza, assenza di malizia, libertà dall’orgoglio – questi i tesori di chi nasce per il cielo.
  4. Ipocrisia (pseudo-religiosità), insolenza e presunzione, rabbia, arroganza, durezza e ignoranza – questi appartengono a chi nasce per l’inferno.
  5. Le virtù del cielo portano alla liberazione ma i peccati dell’inferno sono le catene dell’anima. Non addolorarti, Arjuna, perché il cielo è la tua dimora ultima.
  6. Ci sono due nature in questo mondo: una è del cielo, l’altra è dell’inferno. La natura del Paradiso è stata spiegata, ascolta ora di quella del male, dell’Inferno.
  7. Le persone malvage non sanno ciò che dovrebbe essere fatto o quello che non dovrebbe essere fatto. La purezza non è nei loro cuori, né la buona condotta, né la Verità.
  8. Essi dicono: “Questo mondo non ha verità, non ha fondamento morale, non c’è Dio. Non c’è una legge della creazione: che cos’è la causa della nascita se non la lussuria?”
  9. Fermi in questa visione, questi esseri carenti di intelligenza spirituale, intraprendono ogni genere di azione malvagia: essi sono i nemici di questo bel mondo, lavorano per la sua distruzione.
  10. Essi torturano la loro anima con desideri insaziabili e pieni di superbia, insolenza e orgoglio, essi sostengono le loro idee oscure e portano avanti le loro azioni impure.
  11. Così essi sono assediati da innumerevoli paure e preoccupazioni per tutta la vita. Il loro più alto scopo è il godimento dei piaceri dei sensi.
  12. Essi sono incatenati da centinaia di speranze vane, completamente dominati dalla lussuria e dalla collera, si sforzano con mezzi scorretti di ammassare ricchezze per soddisfare tutti i loro vizi.
  13. “Ho ottenuto questo oggi, devo esaudire questo desiderio. Questa ricchezza è già mia e pure quella lo sarà!”.
  14. “Ho ucciso quel nemico, abbatterò anche altri. Io sono un signore, io godo la vita: ho successo, potere e felicità”.
  15. “Io sono ricco e nobile di nascita, chi altro c’è come me? Io pagherò per riti religiosi, io farò delle beneficienze, e me la spasserò”. Così dicono nella loro ingannevole illusione.
  16. Condotti lontano da molti pensieri sbagliati, impigliati nella rete delle illusioni, incatenati ai piaceri delle loro voglie, essi cadono giù in un inferno marcio.
  17. Nella loro alterigia di vana gloria, ubriachi di orgoglio per la loro ricchezza, essi offrono i loro sacrifici sbagliati per ostentare, andando contro la legge divina.
  18. Nelle loro catene di egoismo e arroganza, di violenza, collera e avidità, questi esseri maligni Mi disprezzano: sia in loro stessi (in quanto sono il loro Sé) e negli altri.
  19. Nei vasti cicli delle rinascite Io li scaglio inesorabilmente giù verso la distruzione: loro, i più bassi fra gli esseri umani, crudeli e cattivi, la cui anima è puro odio.
  20. Rinati in una vita più vile, sempre più nell’oscurità, nascita dopo nascita, essi non vengono a Me, Arjuna, ma precipitano in basso, lungo il sentiero dell’inferno.
  21. Tre sono i cancelli di questo inferno, la morte dell’anima: il cancello della lussuria, quello dell’ira, e quello della cupidigia. Queste attitutidini così distruttive per la propria anima devono essere assolutamente evitate.
  22. Quando un essere umano si è liberato da queste tre porte di tenebra, compie ciò che è buono per la sua anima, ed allora egli entra nel Sentiero Supremo.
  23. Ma l’uomo che rigetta le parole delle Scritture e segue l’impulso del desiderio non raggiunge né la sua perfezione, né la gioia, né il Sentiero Supremo.
  24. Che le Scritture siano quindi la tua Autorità nel decidere ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. Apprendi le parole delle scritture e agisci come deve essere fatto.
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di Silvana Donato

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