Bhagavad Gita – Capitolo 4

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1 luglio 2011 In Bhagavad Gita, Testi antichi
  1. Shri Krishna disse: Ho rivelato questo Yoga eterno a Vivasvan, il sole, il padre della luce. Egli a sua volta lo ha rivelato a Manu, suo figlio, il padre dell’uomo. E Manu lo ha insegnato a suo figlio, re Ikshvaku, il santo.
  2. Poi fu tramandato di padre in figlio lungo la discendenza dei re-saggi; ma nello scorrrer del tempo, questa dottrina fu dimenticata dagli uomini.
  3. Oggi Io rivelo a te questo Yoga Eterno, il supremo mistero, perché tu Mi sei devoto e amico.
  4. Arjuna disse: La Tua nascita fu posteriore a quella del sole, che nacque prima di Te. Qual’è dunque il significato delle Tue parole “Ho rivelato questo Yoga a Vivasvan”?
  5. Shri Krishna disse: Molte sono state le Mie nascite, o Arjuna, e molte sono state le tue. Ma Io ricordo le Mie vite passate, e tu hai dimenticato le tue.
  6. Sebbene Io in realtà non possa nascere, perché sono eterno, e sia il Signore di Tutto, tuttavia Io sono venuto al mio regno della natura, e nasco e rinasco, grazie al mio meraviglioso potere[1].
  7. Ogni volta che il dharma[2] decade e l’ingiustizia avanza, il mio Sé prende forma sulla terra.
  8. Per la salvezza dei buoni, per la distruzione del male negli uomini, per stabilire il regno della giustizia (dharma), Io vengo su questa terra era dopo era.
  9. Chi riconosce la Divinità della Mia nascita e del Mio agire, quando lascia questo corpo mortale, non va più di nascita in nascita, perché viene a Me.
  10. Libere da attaccamenti, paure e rabbia, completamente assorbite in Me, molte persone purificate dalla conoscenza e dalle penitenze, completamente affidandosi a Me, si sono uniti a Me.
  11. In qualsiasi maniera gli uomini si rivolgono a Me, essi trovano il Mio amore: perché molte sono le strade seguite dall’uomo, ma alla fine tutte conducono a Me.
  12. Coloro che aspirano al potere terreno sacrificano agli dei della terra, perché lavorando in questo mondo si può ottenere successo e potere subito.
  13. I quattro ordini della società[3] sono nati da Me, seguendo la naturale tendenza delle loro qualità (guna) e delle loro azioni (karma). Sebbene Io sia l’autore di tutto ciò, sappi che Io, essendo immutabile, non faccio nulla.
  14. Io sono libero dai legami delle azioni, perché in esse Io sono libero da desideri. Anche chi vede Me in questo modo sarà distaccato dall’azione.
  15. Questa verità era conosciuta dagli antichi, che trovarono la libertà nelle loro azioni. Anche tu, agisci come hanno fatto gli antichi.
  16. Che cos’è l’azione? Che cos’è l’inazione? Anche alcuni saggi non l’hanno capito chiaramente. Io t’insegnerò la verità sull’azione e questa verità ti renderà libero dalle miserie.
  17. Si deve sapere che cos’è l’azione giusta e l’azione proibita, ed anche l’inazione nell’azione. Le intricate vie dell’azione sono misteriose.
  18. Colui che realizza l’inazione nell’azione e l’azione nell’inazione, è il più intelligente fra tutti gli umani, ed è un maestro nel compiere tutte le azioni.
  19. Colui le cui iniziative sono libere dal desiderio ansioso e da pensieri inquieti, e la cui azione si è purificata col fuoco della conoscenza, costui è chiamato erudito (pandit) dai saggi.
  20. Qualsiasi lavoro intraprenda, tale persona è sempre contenta: non si aspetta nulla, non si affida a nulla e vive sempre in piena gioia.
  21. Non ha vane speranze, è il maestro della sua anima, rinuncia a qualsiasi senso di proprietà; lavorando solo per il suo sostentamento, è libero dal peccato.
  22. È contento qualunque cosa Dio gli dà, è al di sopra delle coppie degli opposti, è senza invidie, sempre uguale nel successo e nel fallimento: non è legato all’azione.
  23. Ha raggiunto la liberazione: è libero da ogni legame, la sua mente ha trovato pace nella saggezza e la sua azione è un’azione santa. L’azione di tale persona è pura.
  24. Chi in ogni sua azione vede Dio (Brahma), Dio è l’oggetto della sua dedizione, della sua offerta ed completamente assorto nelle sue attività rivolte a Dio; in verità va verso Dio.
  25. Ci sono yogi che fanno offerte devozionali agli dei; ci sono altri yogi che offrono sé stessi nel “fuoco sacrificale”[4] per Dio.
  26. Altri offrono i propri sensi, come l’udito e la vista, nel fuoco del contenimento; altri offrono gli oggetti dei sensi, come cose dal suono o vista gradevole, al fuoco dei sensi.
  27. Altri sacrificano persino il loro respiro vitale e tutti i sensi nel fuoco della purificazione, illuminata dal lampo della conoscenza.
  28. E altri, fedeli ad austeri voti, offrono in sacrificio le ricchezze, le penitenze, la loro pratica yoga, i loro studi sacri, le conoscenze.
  29. Altri offrono il respiro che entra al respiro che esce, e il respiro che esce al respiro che entra: essi mirano al Pranayama, l’armonia del respiro; ed altri riducendo il loro cibo offrono i loro sensi al respiro vitale.
  30. Tutti costoro, comprendendo il fine ultimo del sacrificio, attraverso di esso si purificano dalle loro impurità; coloro che hanno assaggiato puro nettare come risultato dei loro sacrifici, raggiungono l’Eterno, Bhrama.
  31. O Arjuna, né questo mondo, né il mondo dei cieli sono per chi non celebra sacrifici.
  32. Molti tipi di sacrificio sono prescritti nelle sacre scritture. Sappi che ogni sacrificio è azione santa e sapendo questo tu sarai libero.
  33. Ma più grande di qualsiasi sacrificio terreno è il sacrificio della conoscenza sacra. Perché tale conoscenza, in verità, è il fine di ogni azione santa.
  34. Coloro che hanno realmente visto la Verità possono essere i tuoi insegnanti di saggezza. Con umiltà poni loro domande per conoscere la Verità, e sii a loro devoto di tutto cuore[5].
  35. Quando la conoscenza della Verità sarà tua, Arjuna, non sarai mai più confuso come è successo ora; perché percepirai tutto attraverso il tuo Sé e poi in Me.
  36. E anche se tu fossi il peggior peccatore, con l’aiuto del naviglio della pura conoscenza potrai attraversare il mare del male.
  37. Proprio come un fuoco brucia tutto il combustibile in cenere, il fuoco della conoscenza eterna brucia in cenere tutte le azioni.
  38. Perché al mondo non c’è niente che ci purifichi così bene come la pura conoscenza. Chi ha ottenuto lo Yoga, automaticamente ottiene quella conoscenza del Sè nel corso del tempo .
  39. Colui che ha piena fede, la cui attenzione è concentrata e ha conquistato i suoi sensi ottiene la pura conoscenza e avendola ottenuta, presto trova la pace suprema.
  40. Ma chi non ha fede e saggezza, e che vive nel dubbio, è perso. Poiché né in questo mondo, né in quello celeste la gioia apparterrà mai a colui che dubita.
  41. Colui che rende pura la sua azione attraverso lo Yoga, che veglia sulla sua anima e che con la sua pura conoscenza distrugge i suoi dubbi è libero dalla schiavitù dell’agire egoistico.
  42. Quindi, con la spada della pura conoscenza, uccidi il dubbio nato dall’ignoranza che risiede nel tuo cuore. Trova l’Unità nell’armonia del Sé nello Yoga, e sorgi, grande guerriero, sorgi!

Note

[1] “meraviglioso potere” in sanscrito atmamaya.
[2] dharma: sono le regole di giusto comportamento, di virtù e rettitudine.
[3] Brahmini, Kshatriya, Vaisya, Sudra.
[4] nel senso che offrono tutto di sé stessi a Dio: le loro azioni e il loro Sé.
[5] questo verso è il famoso verso commentato da Shri Sai Baba di Shirdi (vedi articolo)

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di Silvana Donato

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