Bhagavad Gita – Capitolo 7

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1 luglio 2011 In Bhagavad Gita, Testi antichi
  1. Shri Krishna disse: Ascolta ora, Arjuna, come tu mi conoscerai completamente nel praticare lo Yoga, mantenendo la tua attenzione orientata verso di Me e prendendo completo rifugio in Me.
  2. E io ti rivelerò questa conoscenza e la sua realizzazione, appresa la quale nient’altro rimane da essere conosciuto a questo mondo.
  3. Tra migliaia di uomini forse uno solo compie sforzi per la perfezione; e tra migliaia di quelli che si sforzano, a stento uno solo ottiene la piena realizzazione e Mi conosce nella Mia vera forma.
  4. Le forme visibili della Mia natura sono otto: terra, acqua, fuoco, aria, etere; la mente, la ragione, ed il senso dell’Io (ego).
  5. Ma dietro la Mia natura visibile c’è il Mio Spirito invisibile, che è la sorgente della vita che permette a questo universo di essere.
  6. Sappi che ogni cosa a questo mondo si manifesta grazie a queste due Mie Nature e che Io sono il suo inizio, il suo sostentamento e la sua fine.
  7. In questo intero, vasto universo non c’è niente di superiore a Me. Tutti i mondi sono connessi a Me, come le perle in un filo.
  8. Io sono il gusto delle acque vive e la luce del sole e della luna. Io sono OM, il sacro verbo dei Veda, il suono nel silenzio, la virilità negli uomini.
  9. Io sono la fragranza pura che viene dalla terra e l’ardore nella fiamma. Io sono la vita in tutti gli esseri, e l’austera vita negli asceti.
  10. Arjuna, sappi che Io sono da sempre l’origine di tutte le creature. Io sono l’intelligenza degli intelligenti. Io sono la gloria dei gloriosi.
  11. Io sono la forza di coloro che sono forti, quando questo potere è libero da passioni e desideri egoistici; e sono il desiderio in tutti gli esseri quando questo è puro, e non va contro il dharma.
  12. E sappi che le tre Guna, i tre stati dell’anima [1], vengono da Me. Ma Io non sono in loro: essi sono in Me.
  13. L’intero mondo è sotto l’illusione di queste tre aspetti dell’anima, e nessuno riconosce Me, che sono aldilà di questi, sebbene Io sia eterno e immutabile!
  14. È difficile andare oltre la Mia apparenza illusoria (maya): ma solo quelli che vengono a Me, vanno aldilà di questa illusione.
  15. I depravati, gli sciocchi, gli esseri infimi non vengono a Me; la loro discriminazione è degradata nell’illusione, hanno scelto la via del male.
  16. Ci sono quattro tipi di persone virtuose, che Mi sono devote, Arjuna: gli afflitti, i ricercatori di conoscenza, chi cerca benessere, e chi ha la saggezza.
  17. La più grande di queste è la persona che ha la saggezza, che è sempre dedicata a Me con devozione completa, poiché Mi ama ed Io l’amo.
  18. Questi quattro tipi di persone sono valide: ma la persona cha ha la conoscenza spirituale (jnani) ed Io, siamo Uno. La sua intera anima è in Me che sono il suo Fine Supremo.
  19. Alla fine di molte nascite, colui che possiede la conoscenza viene a Me. “Dio è tutto”, dice questa grande persona. Trovare un’anima (mahatma) così sublime è davvero raro!
  20. Gli uomini che sono stati impediti nella conoscenza dai loro desideri, adorando altri dei, adottando gli opportuni riti e rituali.
  21. Se una persona desidera con fede adorare questo o quel dio, Io do fede a quell’uomo, una fede ferma ed incrollabile.
  22. E quando questa persona, piena di fede, va e adora quel dio[2], da lui ottiene la realizzazione dei suoi desideri; ma in realtà qualsiasi cosa buona viene da Me.
  23. La ricompensa ottenuta da queste persone di limitata saggezza è però di breve durata. Coloro che amano altri dei vanno verso quei dei, ma coloro che amano Me, l’Assoluto, vengono a Me.
  24. Gli ignoranti pensano che Io sia di quella forma della più bassa natura, riconoscibile dagli occhi mortali: essi non conoscono la Mia Natura più alta, imperitura e suprema.
  25. Perché non tutti possono vedere la Mia Gloria: Io sono nascosto dal velo dell’illusione (yoga-maya), e nella sua illusione il mondo non riconosce in Me Colui che non è mai nato ed è eterno.
  26. Io conosco il passato, il presente, il futuro e tutti gli esseri viventi, o Arjuna, ma nessuno, in verità, conosce Me.
  27. Tutti gli esseri sono nati nell’illusione di credersi entità separate, illusione che nasce dal desiderio e dall’avversione.
  28. Ma ci sono persone che fanno ciò che è bene, ed i cui peccati sono completamente rimossi. Essi sono liberi dall’illusione del dualismo e Mi adorano con tutta la loro anima.
  29. Poiché coloro che cercano rifugio in Me e cercano di liberarsi dalla vecchiaia e dalla morte, conoscono la Verità Assoluta (Brahma), sanno del Sé (Atma), e sanno tutto sull’argomento dell’azione (Karma).
  30. Essi Mi riconoscono come Signore sulla terra e come Signore in cielo, e nel fuoco del sacrificio. Le loro anime sono pure, e Mi riconoscono persino nel momento della morte.

Note

[1] sattva guna: luce serena, rajo guna: vita inquieta, tamo guna: oscurità (vedi nota nella Introduzione).
[2] amore terreno, ricchezza, ecc.

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di Silvana Donato

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