Categoria «Kundalini»

Carl Jung e la Kundalini

24 ottobre 2013 Inserito in In evidenza, Kundalini, Scienza

“Non mi sento obbligato ad essere junghiano”

Un’affermazione come questa, fatta da Carl Jung negli ultimi anni della sua vita, è destinata a lasciare il segno nel tempo e a rivelare chiaramente la sua attitudine nei confronti della psiche.
Carl JungEgli vedeva il proprio ruolo scientifico come quello di uno studioso dei fenomeni, sempre aperto alle ambivalenti, e per molti aspetti ambigue, intrusioni dell’inconscio nella sfera conscia dell’ego. Jung vedeva l’ego in qualche modo connesso con il vasto ed impersonale ambito del Sé, che nei suoi ultimi lavori egli identificava come la sola realtà fondamentale ed oggettiva cui l’uomo può attingere. In questa prospettiva, la stratificata e stupefacente complessità delle funzioni dell’anima risulta, per l’essere conscio, sfuggente, pressappoco come avviene nel concetto Buddhista di maya.
L’occidente vede la maya (cioè la natura e la realtà percepite, organizzate, identificate dai sensi e dunque facilmente illusorie) come la realtà a tutti gli effetti. La nostra civiltà si è infatti focalizzata sulle esperienze esteriori dell’uomo, producendo delle conseguenze spesso catastrofiche, che sfociano nelle frequenti disfunzioni psichiche di tante persone, in molti casi dovute proprio alla trascuratezza dei valori della realtà interiore dell’essere umano.

Jung considerò la cultura indiana non per le opposizioni personale/impersonale o soggettivo/oggettivo, ma centrando la sua attenzione sul rapporto tra la consapevolezza personale e la Kundalini, le quali non si presentavano come una cosa sola: gli Dei erano completamente diversi dagli esseri umani. Era perciò necessario vivere, e stabilizzare, una presenza di salda consapevolezza del mondo prima che fosse possiblie che il distacco gradualmente emergesse permettendo che l’altra, oggettiva realtà si connettesse con il conscio.

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