Cervino: la montagna sacra

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3 novembre 2014 In Testimonianze

Una delle cose più belle di Sahaja Yoga è il fatto che possiamo verificare “con mano” molte delle cose cose a cui, una volta, dovevamo credere sulla parola.
In un precedente articolo (Swayambhu: i Regali della Madre Terra), avevamo visto che esistono dei luoghi che hanno un potenziale vibratorio molto alto, speciali emanazioni della Madre Terra che vengono chiamate in sanscrito swayambhu.
Anche in Italia esiste una di tali posti speciali che Shri Mataji ha detto essere uno swayambhu di Shri Ganesha, in quanto il suo potenziale energetico è associabile a quello del Mooladhara chakra, il primo chakra. Sapere questa cosa è sicuramente molto bello, ma i fortunati (come voi), che hanno ottenuto il Risveglio della Kundalini, hanno anche la possibilità di verificare questa cosa.

È così che l’estate scorsa, con un gruppo di sahaja yogi da tutto il mondo, abbiamo avuto occasione di visitare questo posto meraviglioso. Il tour è stato organizzato da un simpatico ragazzotto russo. Eravamo più di un centinaio e partivamo da Cabella Ligure dove ci stavamo incontrando per un seminario internazionale.
Già Cabella è un posto fantastico, perché per tanti anni ci siamo incontrati là, anche insieme a Shri Mataji, e quindi ha sviluppato un potenziale vibratorio altissimo. Per chi segue il corso di sahaja yoga, quella è una tappa da non mancare. Durante l’estate ci sono diverse eventi, alcuni dei quali aperti al pubblico, come il “Festival dello Spirito” (Festival Culturale/Musicale), che è una occasione d’oro per fare una prima esperienza profonda e coinvolgente.

Partendo, da un posto così eccezionale, quindi, le aspettative erano davvero alte. In fin dei conti, il Cervino non è che sia proprio un luogo di culto o di pellegrinaggio, ma viene frequentato per lo più da ricchi vacanzieri e incalliti sciatori.
Ebbene, l’atmosfera di quel posto è indescrivibile e suppongo che solo anime sensibili riescano a percepirla a fondo. Chi poi ha avuto il Risveglio della Kundalini, potrà immergersi ancora di più in tale bellezza e armonia.
Appena siamo giunti sul posto, ho infatti potuto subito percepire un immenso gioioso silenzio dentro di me, stato che si è maggiormente intensificato a mano a mano che ci siamo avvicinati al monte e che ci ha completamente avvolto nel suo manto d’amore quando siamo arrivati in cima. Una volta raggiunta quella “altezza” è stato veramente difficile ritornare giù, è stato un po’ come scendere dall’Olimpo nel mondo dei mortali.

Chiunque abbia occasione di visitare questo luogo meraviglioso, con l’ottica di gioire dell’aspetto spirituale di esso, non esiti a farlo.

 



di Silvana Donato

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