Come dare la Realizzazione agli altri

Se è la tua prima volta su questo sito, prendi prima la tua Realizzazione del Sè
9 aprile 2014 In Articoli vari

Siccome alcuni mi hanno chiesto come si fa a dare la Realizzazione agli altri, allora risponderò a tutti in questo articolo.

Prima di tutto, questo articolo è rivolto a coloro che hanno già preso la Realizzazione del Sé e che seguono il corso meditando regolarmente. Come criterio di autovalutazione, verificate se riuscite a sentire bene le vibrazioni sulle vostre mani, se di solito sentite fresco, ecc. Non c’è un periodo di tempo specifico dal momento in cui avete cominciato Sahaja Yoga, la cosa è molto personale: ci sono persone che riescono a percepire le vibrazioni da subito e ad imparare velocemente (come succede ai bambini per esempio) e chi invece è un po’ più lento.

Naturalmente (altra domanda) la persona a cui desiderate dare la Realizzazione DEVE essere consapevole di quello che sta facendo, altrimenti come potrebbe realizzare alcunché? E poi, considerato che si lavora sul canale sinistro che è il canale del desiderio, se quella persona non ha il desiderio di meditare non ci si può fare niente.
Diciamo che la prima cosa che capita a tutti quelli che cominciano a meditare e a sentire i primi benefici è di voler dare la Realizzazione a tutti i parenti e gli amici. Alcuni casi sono fortunati, ma nella maggior parte dei casi i vostri amici vi guarderanno con sufficienza e scetticismo. Non vi preoccupate, è normale. Pensate positivo: anche loro in modo indiretto beneficeranno della vostra energia positiva, senza dire una parola e senza seguirvi nel vostro percorso.

Dare la Realizzazione agli altri

Come procedere?

Prima di tutto, prima di dare la Realizzazione a qualcuno, è bene alzarsi la Kundalini e darsi i sette bandhan. È una cosa che si impara nelle prime lezioni, quindi se non sapete cosa significa, vuol dire che prima di continuare con questo articolo è bene riprendere il corso e imparare questa tecnica. Diciamo che con il passare del tempo e lo stabilizzarsi della vostra Kundalini (sentirete da voi quando questo avverrà, perché a quel punto sentirete costantemente fresco sul vostro Sahasrara chakra e generalmente fresco sulle mani e dentro di voi), questo passaggio potrà essere non necessario; ma nei primi tempi è bene farlo sempre.

Per dare la Realizzazione agli altri procedete esattamente come avete fatto voi stessi, mettendo la mano destra nei vari punti del canale sinistro e pronunciando le varie affermazioni. A seconda dei casi, potete anche decidere di abbreviare la procedura, usando solo alcune delle affermazioni. Questo dovrete valutarlo caso per caso. Se, per esempio, sapete che quella persona è molto insicura e ha una bassa autostima, allora potrà essere utile l’affermazione “Io non sono colpevole di nulla” che lavora sul Vishuddhi chakra sinistro.
Naturalmente l’ultima affermazione, quando si mette la mano sul Sahasrara chakra, deve esserci sempre, perché è proprio a quel livello che avviene lo Yoga.

Un altro modo di procedere è quello di alzare la Kundalini della persona con le vostre mani, proprio come facciamo con noi stessi. Di solito in questo caso usiamo solo la mano destra, mentre la mano sinistra rimane bene aperta a ricevere le vibrazioni.
Si chiede sempre e comunque alla persona di chiudere gli occhi; questo è molto importante, perché aiuta la sua attenzione a stare dentro e poi anche perché la prima volta che la Kundalini sale passando attraverso l’Agnya chakra questo chakra viene aperto (anche se poco) e questo provoca un’improvvisa dilatazione delle pupille (questo avviso vale solo per la prima volta, si può meditare tranquillamente anche ad occhi aperti).

Dopo aver alzato la Kundalini alla persona, magari potete chiederle cosa sente sulle mani. Se sente fresco tutto bene. Se sente calore potreste già indicarle le tecniche semplici di bilanciamento dei canali (di nuovo, se state leggendo questo articolo, dovreste già conoscerle). Oppure potreste dare dei bandhan alle loro mani per rimuovere il calore e poi offrirlo alla Madre Terra (proprio come fate con i vostri chakra).

Ogni cosa va fatta a vostra discrezione, a seconda dei casi. Se per esempio una persona è malata, ha una malattia grave, il consiglio è di usare la prima tecnica, quella con le affermazione e di non lavorare la persona direttamente. Questo almeno se siete principianti. Magari potrebbe darvi soddisfazione aver aiutato qualcuno, o sollievo se è un vostro caro, ma la conseguenza sarebbe che poi assorbireste il suo problema sottile e vi ci potrebbe volere un bel po’ di tempo prima di liberarvi.
Ricordatevi che il vostro compito non è di diventare dei guaritori, ma di aiutare gli altri a conoscere la via per la propria Realizzazione del Sé. Voi non siete responsabili della vita degli altri, anche se sono vostri genitori o figli o consorte. Altrimenti, poi, si cade nella maya di voler controllare la vita degli altri e di voler imporre le proprie idee – il che in genere ha l’effetto opposto di farli allontanare. Ma non vi preoccupate se questo vi succede, perché succede un po’ a tutti: dopotutto è naturale desiderare il bene di coloro che amiamo.

Un’ultima nota. Se parlate a qualcuno di Sahaja Yoga e non avete con voi un volantino o un riferimento per un corso da seguire, ho creato un dominio apposta chiamato yogafacile.it che ha proprio il vantaggio di essere “facile” da ricordare. Ha i link a tutti siti di sahaja yoga ed, essendo responsive, si legge bene anche sui cellulari.

 



di Silvana Donato

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