Come ho superato il tormento dell’asma

Se è la tua prima volta su questo sito, prendi prima la tua Realizzazione del Sè
25 ottobre 2010 In In evidenza, Testimonianze

Ho scoperto Sahaja Yoga a 42 anni, e l’anno in cui  questo è successo  la mia asma allergica (alle graminacee ) era arrivata a un livello insopportabile: senza ampie dosi di cortisone , per me, era ormai impossibile respirare, in quelle due settimane di giugno!

L’incontro con Sahaja Yoga è avvenuto nel novembre 2003, ma solo a marzo, ritornata dall’India (dove avevo avuto un’esperienza esaltante ed sconvolgente allo stesso tempo), avevo iniziato a meditare con una certa regolarità. Non  capivo ancora bene cosa fosse questo “Sahaja Yoga”, però le persone che avevo conosciuto fino ad allora (e in India c’era gente che veniva da ogni parte del mondo) avevano negli occhi qualcosa di  davvero speciale!

Quando, giunti al mese di giugno, raccontai allo yogi che mi aveva introdotto a Sahaja Yoga della mia asma e mi sentii rispondere: “Prova col ghiaccio!” subito mi feci  una bella risata e  replicai  : “Col ghiaccio! Ma se ormai non è più sufficiente neanche il cortisone, figurati come può esserlo un po’ di acquetta gelata!”

Senza fare una piega, e facendosi scivolare addosso tranquillamente il mio sarcasmo, lo yogi in questione mi guardò con un bel sorriso e rispose: “E tu prova: al massimo non succede niente!”

Così, in preda al panico che provoca l’impossibilità di respirare, la prima notte di crisi (crisi che arriva sempre verso le quattro di notte… ora fatale in cui non hai il coraggio di interrompere il sonno di nessuno, nemmeno della tua migliore amica!) anziché avvicinarmi alla bomboletta di cortisone mi avvicinai al freezer: tirai fuori una di quelle tavolette di plastica che contengono il ghiaccio, mi stesi sul tappeto e appoggiai la tavoletta sulla parte destra della mia schiena; intanto, parlando da sola, mi dicevo: “Ma tu sei proprio matta: ma possibile che credi a tutto quello che ti raccontano?”

Dopo 10 minuti iniziai a sentire i polmoni che si aprivano, era come se qualcosa dentro si stesse sciogliendo e il mio respiro cominciava lentamente a tornare regolare. Dopo 20 minuti non avevo più asma, il respiro era perfettamente regolare e io,  incredula e grata allo stesso tempo, me ne tornai felicemente a dormire.
Nei quindici giorni successivi il mio rendez-vouz col ghiaccio alle quattro di notte diventò un appuntamento fisso e più l’asma aumentava  più io aumentavo il tempo di mantenimento della tavoletta di ghiaccio. Quando alla fine del mese l’allergia passò ero stravolta dal sonno, visto che avevo passato tutte quelle notti con gli occhi spalancati sdraiata sul  ghiaccio,  ma felice di non aver preso il cortisone nemmeno una volta!
Da quel giorno ho pensato che questo Sahaja Yoga dovesse  essere qualcosa di davvero speciale e mi ci sono tuffata anima e corpo.

Negli anni successivi l’effetto del ghiaccio non è stato così potente come quel primo anno però il cortisone non l’ho più toccato e al massimo mi sono aiutata qualche notte con il Ventolin, che è solo un vasodilatatore. Mentre quest’anno, a maggio e giugno (che è il periodo critico),  non è stato necessario nemmeno il ventolin e ho superato brillantemente il periodo dell’allergia  aiutandomi solo con il ghiaggio.
La conoscenza di Sahaja Yoga mi si rivela ogni giorno di più nella sua grandezza, potenza e profondità; ma forse questo è inutile dirlo,  perché Sahaja Yoga  è un’esperienza da vivere più che  una cosa da raccontare!


NOTA: prima di usare ogni tecnica è sempre bene valutare l’origine del problema!

Naturalmente, siccome ogni tecnica usata in Sahaja Yoga è basata su elementi naturali che vanno a lavorare alla radice del problema, prima di usare una qualsiasi tecnica è bene valutare quale sia la radice del problema: se di lato destro o sinistro.
L’asma è una malattia psicosomatica dovuta a problemi con il chakra del cuore nel suo aspetto destro e a volte anche quello centrale. Questa disfunzione si sviluppa quando si hanno problemi con il padre oppure se il padre è morto presto e questo triste accadimento ha lasciato tracce di infelicità o insicurezza; oppure può derivare da problemi con il marito. Infatti il Cuore destro manifesta i principi del padre e del marito, ed in generale l’aspetto maschile.
L’asma è curabile con Sahaja Yoga.

Articolo di Elena Sansonetti



di Silvana Donato

Ci sono 5 commenti

  1. CIRO ha detto:

    E’verissimo, pratico sahaja yoga da circa 6 anni,provengo da forti attacchi d’asma. Da bambino una bronchite asmatica e durante la pre-adoloescenza dovetti andare in ospedale quasi soffocavo, venni sottoposto ad una flebo, ancora ricordo quella notte, pensavo di rimanerci…crescendo mi aiutavo col ventolin e nelle crisi piu’forti col bentelan almeno penso cosi’si scriva…bhe non ci crederete o meglio nn ci potevo credere da qnd sno entrato i sahaja yoga e medito regolarmente, il primio anno avro’avuto qualche episodio sporadico, adesso sno 5 anni che ne in primavera ne in nessun altra stagione l’asma torna a visitarmi. ma la cosa sensazionale che all’origine dei miei attacchi effettivamente c’e’stato il rapporto burrascoso con mo padre….non ho risolto del tutto la nostra relazione padre-figlio, ho iniziato pero’a perdonarlo, a lavorarmi il cuore destro e le cose vanno meglio a testimonianza di cio’vi e’ l’asma che e’slo un brutto ricordo e siccome i ricordi fanno parte del passato mi sembra di non averne mai sofferto :))

  2. vito ha detto:

    Ciao:) io ho l’allergia alla polvere alle graminacee ma non ho l’asma…il trattamento sopra indicato x me va bene lo stesso??

  3. bushra ha detto:

    ciao 🙂 ho avuto la bronchite asmatica va bene per me questo::?

go to the top
go to the top

Caro Utente, in nome del nuovo GDPR, ti informiamo che questo sito NON tratta o vende i tuoi dati personali.
Sappi che alcuni blocchi funzionali del sito salvano delle informazioni sul tuo browser, utili per il loro funzionamento.
Noto tutto ciò, se sei d’accordo, ti invitiamo a proseguire su questo sito.