Come la pazienza può vincere l’ego

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12 marzo 2011 In Racconti

Una volta c’era uno spazzino che lavorava in un famoso tempio e che era davvero sincero e devoto.

Ogni volta che vedeva migliaia di devoti venire per avere un darshan (visione) del Signore del tempio, egli pensava che il Signore, dovendo stare tutto il tempo lì in piedi per dare il suo darshan, doveva sentirsi molto stanco.

Sry Yantra

Così un giorno, molto innocentemente, si rivolse al Signore del tempio, se poteva prendere il Suo posto per un giorno così che il signore potesse riposarsi un po’. La Deità del Tempio replicò “Non mi spiacerebbe proprio fare una pausa… ti trasformerò come Me stesso, ma tu devi promettere una cosa: tu devi stare fermo in piedi proprio come Me, sorridere a tutti e solo dare le benedizioni. Non interferire mai con alcunché e non dire mai niente. Ricorda che sarai solo la deità e abbi fede che ho sempre un piano generale per tutto.”

Lo spazzino acconsentì.

Il giorno successivo, lo spazzino prese il posto della deità e un uomo ricco arrivò e pregò il Signore. Gli offrì una generosa donazione e pregò che i suoi affari fossero ancora più prosperosi. Mentre andava via, il ricco sbadatamente si lasciò cadere il portafogli pieno di soldi proprio là. Ora, lo spazzino in forma di deità non poteva chiamarlo e così decise di controllarsi e rimanere quieto.

Proprio allora un pover’uomo giunse e mise una moneta nell’Hundi e disse che era tutto ciò che poteva permetteri e pregò il signore che avrebbe continuato a prender parte del servizio al Signore. Disse anche che la sua famiglia era in uno stato di disperato bisogno di necessità primaria, ma lasciava tutto nelle buone mani del Signore per trovare una soluzione. E quando aprì i suoi occhi, si ritrovò davanti a sé il portafogli lasciato dall’uomo ricco.

Il pover’uomo ringraziò il Signore di cuore per la Sua gentilezza, prese il miracoloso dono con sé e tutto contento se ne tornò a casa dai suoi familiari.

Lo spazzino in forma di deità fu ancora una volta tentato dall’intervenire, ma riuscì a contenersi e a rimanere fermo e sorridente.

A quel punto, giunse un marinaio. Egli pregò di avere un viaggio sicuro, in quanto si prospettava molto lungo. Proprio allora giunse l’uomo ricco con la polizia e disse che qualcuno gli aveva rubato il portafogli; non appena vide il marinaio là, chiese alla polizia di arrestarlo pensando che fosse stato lui il responsabile.

Allora, lo spazzino in forma di deità voleva dire che il marinaio non era il ladro, ma siccome non poteva, si sentii molto frustrato.

Il marinaio rivolse lo sguardo verso il Signore e chiese perchè proprio lui, una persona innocente, veniva punito in quel modo. Mentre il ricco signore guardò il signore e Lo ringraziò per averlo aiutato a trovare il ladro.

E così, a quel punto, lo spazzino in forma di deità non potè più trattenersi dal dire quello che aveva testimoniato, e pensò che persino se il vero Signore si fosse trovato lì, avrebbe certamente interferito per scagionare l’innocente; quindi cominciò a parlare e disse che il marinaio non era il ladro, ma era stato un pover’uomo a portar via il portafogli. Sia l’uomo ricco che il marinaio ringraziarono.

Quando giunse la notte, il vero Signore tornò a prendere il Suo posto e chiese allo spezzino com’era stato il suo giorno. Lo spazzino disse, “Credevo che sarebbe stato più semplice, ma ora so che i Tuoi giorni non sono facili, ma almeno ho fatto una cosa buona”. Allora spiegò cosa era successo e il Signore si mostrò molto seccato nell’udire quanto era avvenuto, mentre lo spezzino sperava che il Signore lo avrebbe apprezzato per la sua buona azione.

Il Signore chiese, “Perché non ti sei semplicemente attenuto al piano? Non hai avuto fede in Me. Pensi che io non comprenda i cuori di coloro che vengono qui? Tutte le donazioni che mi fa l’uomo ricco sono denaro rubato ed è solo una piccola frazione di quello che possiede e pretende da me di contraccambiare illimitatamente.

L’unica moneta offertami dal pover’uomo era l’ultima moneta che aveva e l’ha donata a Me, pieno di fede.

Il marinaio non aveva fatto niente di male, ma se il marinaio si fosse imbarcato quella notte, sarebbe morto per naufragio; ma venendo arrestato, avrebbe passato la notte in prigione e si sarebbe salvato da una peggiore calamità.

Il portafogli sarebbe finito nelle mani del pover’uomo perché lo avrebbe usato per servirMi. Stavo riducendo il karma dell’uomo ricco tramite ciò e avrei salvato anche il marinaio. Ma tu hai vanificato tutto, perchè hai pensato di conoscere i Miei piani e hai messo invece in atto i tuoi piani.”

Morale della storia: Dio ha piani pronti per tutto… basta avere un po’ di pazienza!

Racconto indiano

Pazienza è... avere fiducia nel Tempismo di Dio

Nota

Questa storiella ricorda un po’ il film “Una settimana da Dio” (Bruce Almighty), interpretato da Jim Carrey, una divertente, ma anche sottile commedia, che mette in rilievo il difficile compito di Dio di gestire tutto l’universo e la nostra difficoltà nel comprendere i suoi segnali e le prove cui siamo sottoposti per migliorare noi stessi.



di Silvana Donato

C'è un commento

  1. giovanni ha detto:

    be!piu che “una settimana da dio”,credo sia molto piu simile alla parabola della “donna adultera”,il significato è perfettamente identico.comunque una storiellina semplice ed efficace:grazie a chi l’ha pubblicata che mi ha permesso di leggerla…

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