L’Amore del Mondo

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23 ottobre 2010 In Testimonianze

Vorrei raccontare un’esperienza che ho avuto poco tempo fa e che mi ha particolarmente colpito, nella sua semplicità, perché mi ha mostrato come lo stato di consapevolezza senza pensieri risulti utile nei momenti più “impensati”.

Ero al parco, primo maggio, una bellissima giornata di primavera.
Dopo aver fatto un lungo giro in bici, mi sono fermata a fare un po’ di esercizi ginnici. Mentre usavo uno degli attrezzi ginnici del “Percorso Vitae” di Villa Pamphili, sono scivolata e ho preso una storta alla caviglia. Nonostante il dolore, ho cercato di avviarmi verso casa in sella alla bici e usando il solo piede destro.
Ma mi ero appena immessa nella strada principale all’uscita dal parco che la mia vista ha cominciato ad annebbiarsi; anzi direi proprio che stavo quasi per perdere i sensi. Allora mi sono subito fermata e seduta a terra chiedendo aiuto ai passanti, con un filo di voce (anche la voce stava andando via oltre che alle mie forze). A quel punto, una dopo l’altra, molte persone si sono fermate, persino i vigili urbani e poi una dottoressa!!! Ecco, a pensarci era una situazione alquanto imbarazzante vedere tutte quelle persone fermarsi e  preoccuparsi per me (è venuta pure l’ambulanza) e tutto per una semplice storta…

Eppure, in quel momento così ordinario è successa una cosa molto bella.
Infatti, in una situazione del genere uno potrebbe aspettarsi una reazione interiore di disagio o imbarazzo; e invece non sentivo nulla di tutto ciò, nessun sentimento negativo. Uno stato di consapevolezza senza pensieri è automaticamente scattato dentro di me e osservavo la mia situazione in completo distacco.
Anzi, più di questo. Percepivo un dolore che si diffondeva per il corpo a partire dalla caviglia, in qualunque posizione mi mettessi. Ma in quello stato di consapevolezza senza pensieri, nessuna presumibile ansietà e preoccupazione si permetteva di bloccare la mia connessione con il mondo (yoga); ed ad un certo punto, come per magia, ho cominciato a sentire chiaramente l’amore delle persone che mi erano accanto, perfetti sconosciuti, e che si stavano preoccupando per me.
E così si è creata una situazione particolarissima: percepivo il dolore ma quasi non lo sentivo più, perché ero completamente avvolta da questo amore che mi elevava ad uno stato più elevato di benessere interiore, che chiamerei senza dubbio beatitudine:  l’Amore del Mondo.



di Silvana Donato

Ci sono 3 commenti

  1. Angela Spissu ha detto:

    Silvana, sei una spontanea poetessa gentile, capace di trasmettere dolcissime immagini che accarezzano la vita di chi legge i tuoi racconti. Grazie!

    • Silvana Donato ha detto:

      Vorrei riportare l’esperienza, raccontata da uno yogi, di una carissima sahaja yogini inglese, una delle prime, che ci harecentemente lasciato.

      Cari tutti,
      mi piacerebbe raccontarvi una meravigliosa esperienza che Pamela ebbe circa un mese fa al Centro Salute di Sahaja Yoga in India.
      Penso fosse la prima mattina dopo il mio arrivo e Pam era assolutamente raggiante – anche più del solito! Durante la sua meditazione mattutina, era improvvisamente entrata nello stato che tutti ci sforziamo di raggiungere. Con le sue parole, sperimentò lo Stato di Turiya.
      Non riesco a ricordare ogni dettaglio della sua descrizione dell’esperienza, ma una cosa mi ha davvero colpito. Disse di aver realizzato quanto erronei possiamo essere, quando parliamo di amore – diciamo cose del tipo “IO” amo questa persona, parliamo del “mio” amore per mio figlio, questa persona è molto amorevole ecc. Come se l’amore è un qualcosa di personale e disponibile in quantità limitata.
      In quello stato, così disse, lei sapeva che tutte queste idee erano sbagliate – l’amore solo è, ed è ovunque. Noi viviamo tutti in un mare di amore che satura ogni cosa. Esso è ogni cosa.
      Naturalmente tali parole suonano familiai a noi che sono quasi un luogo comune, ma quella mattina Pamela aveva sperimentato questo come semplice realtà. Era divenuta pienamente consapevole di questo campo di amore. Lei viveva in esso.

      Quale più alto obiettivo potrebbe esistere per una vita umana, se non toccare quella Verità? Pamela ci era riuscita.

  2. CIRO ha detto:

    Una strana sensazione di smarrimento, confusione, tristezza, rabbia di non aver dato il massimo per ringraziarla della sua divina bonta’. E’venuta a mancare colei che riempie ogni istante della mia giornata con amore compassionevole, riuscendo a farmi percepire la sua presenza. Adesso
    il timore e’non riuscire ad avvertire le sue vibrazioni. So che non e’cosi’ che continua ad esserci. Il suo e’uno spirito divino che ritorna spirito per seguirci dall’alto o sotto altre forme…ma questo momento di disorientamento, invade l’anima.
    Ciao Madre, grazie ovunque tu sia per avermi fatto percepire la pace, la serenita, la gioia, pulendo il mio spirito dal passato infido, donandomi un presente che credevo soltanto ultraterreno, per avermi insegnato che il futuro e’ cio’che non e’ ancora. lo stesso futuro nel quale sempre desidero che tu ci sia, in veste di Spirito Guida, come colei che mi accompagna nei sentieri del viaggio che mi avvolge con le vibrazioni divine.
    Jai Shri Mataji….ciro

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