Abramo

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AbramoAbramo nacque e crebbe in Ur (Mesopotamia) tra il XVIII e XVI secolo AC. Storie della sua vita sono narrate sia nella Bibbia (Genesi) che nel Corano.
A quel tempo, le persone adoravano gli idoli, offrivano loro sacrifici e celebravano rituali primitivi che potevano sfociare in isteria collettiva. Nonostante questo fosse il credo generale, fin da bambino in Abramo crebbe una solida fede che Dio fosse unico. Un aneddoto evidenzia la sua tendenza.
Quando Abramo era bambino, viveva con suo padre, Terach, e i suoi due fratelli. Abramo si chiedeva spesso chi fosse il creatore del mondo. Così un giorno andò da suo padre e lo chiese a lui. Terach, che lavorava in un negozio che vendeva idoli, tirò fuori dallo scaffale un idolo e tranquillamente rispose che l’idolo aveva creato il mondo. Ma Abramo non fu soddisfatto dalla risposta e andò a chiedere allo zio. Suo zio rispose a sua volta che la luna e le stelle avevano creato il mondo. Abramo non era proprio convinto che fosse quella la verità, ma sentiva nel suo cuore che su nei cieli esistesse un “onnipotente” creatore del mondo… Yahvè.
E un giorno, finalmente, quel Dio, unico Dio in cui lui aveva creduto, gli parlò e disse: «Va’ via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti mostrerò; io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra» (Genesi 12).
Abramo seguì la parola del Signore e migrò, con sua moglie Sara e suo nipote Lot, verso la terra promessa che era Canaan (locata nell’attuale Israele), dove si stabilizzò e visse per un po’ di tempo. Come un periodo di una carestia si abbatté in quella terra, Abramo scese in Egitto con la moglie per soggiornarvi e visse lì per alcuni anni, poi ritornò nella sua terra.
Il tempo passava, ma la promessa progenie ancora non arrivava. Così essi, di comune accordo, decisero che Abramo avrebbe potuto avere un erede dalla serva egiziana di Sara, Agar, e il figlio che nacque venne chiamato Ishmael (che viene considerato uno dei patriarchi della religione Islamica). Successivamente, Sara si pentì dalla sua decisione e chiese ad Agar di lasciare la casa.
Comunque, anche se Sara aveva passato da tempo l’età fertile, ancora Dio prometteva loro un figlio e il figlio finalmente arrivò e fu chiamato Isacco.
Successivamente, la fede di Abramo fu nuovamente testata da Dio che gli chiese di offrire in sacrificio suo figlio Isacco. Il devoto Abramo preparò l’altare ed era sul punto di uccidere il figlio, quando un Angelo di Dio lo fermò. Moderne interpretazioni vedono questo episodio come un atto intenzionale per porre fine all’uso corrente di offrire sacrifici umani.
Abramo sopravvisse la moglie Sara. Si risposò ed ebbe altri sei figli. Si dice che sia morto all’età di 175 anni.

Insegnamenti

Il credo in un unico, eterno Dio

Per comprendere il valore del credo di Abramo, è importante considerare gli usi e delle credenze del popolo del suo tempo. L’idolatria era la pratica comune di quel tempo; essa poteva sfociare in pratiche brutali e disumane: certo non avevano niente a che vedere con la Pura Devozione Interiore verso Dio. Abramo raggiunse questa comprensione già in tenera età e trovò non poche difficoltà per convertire il suo popolo a questa nuova e più evoluta fede.
Questo aspetto della vita di Abramo è maggiormente evidenziato nel Corano: “E quando Abramo disse al suo popolo ‘Servite Dio e temetelo! è meglio per voi che lo sappiate. Voi servite degli idoli invece di Dio e così create una menzogna. In verità, coloro che voi adorate invece di Dio non possono provvedere a voi. Cercate provvidenza presso Dio e serviteLo e ringraziateLo; e a Lui potrete tornare!…’ Ma la risposta del suo popolo fu solo di dire ‘Uccidetelo o bruciatelo!’. Ma Dio lo salvò dal fuoco. Questi sono segni per un popolo che crede.” (Corano 29,16-23)
Può essere interessante soffermarsi sulla costituzione della parola YHVH, usata da Abramo per nominare Dio.
YHVH è un Sacro Tetragramma formato da quattro consonanti impronunciabili, cosa che mostra che Dio è oltre ogni definizione e qualificazione. La lettera maschile ‘Y’ rappresenta l’unità. l’Assoluto. La lettera femminile ‘H’ corrisponde all’Eterno Femminile, alla Madre Celeste e il suo significato in ebraico è “soffio”. La lettera maschile ‘V’ rappresenta il figlio, il Verbo eterno base della creazione. YHVH rappresenta la manifestazione completa di Dio, la Trinità di cui Dio Padre non è che un componente. (ref. Cabala)

La fede e l’arresa a Dio

La vita stessa di Abramo è una chiara dimostrazione della sua fede e della sua arresa a Dio. Anche sotto le più incredibili richieste, egli fu pronto a credere e a seguire il volere di Dio.
Egli abbandonò il suo paese d’origine per raggiungere una lontana terra promessa; è bene ricordarsi che a quei tempi la distanza fra la Mesopotamia e Israele era una distanza enorme da percorre e il cammino poteva essere seminato di pericoli di ogni genere. L’altro grande esempio è il sacrificio di Isacco, al quale Abramo acconsentì pur essendo l’unico figlio.



di Silvana Donato

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