Ashtavakra Gita

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20 agosto 2010 In Ashtavakra Gita, Testi antichi

Capitolo I ~ Ricerca della Realizzazione del Sé

  1. Raja Janaka disse:
    Maestro, come può essere raggiunta la Conoscenza, acquisito il distacco e ottenuta la liberazione?
  2. Ashtavakra rispose:
    Se tu desideri ottenere la liberazione, abbandona le passioni come fossero veleno.
    Cerca il perdono, la semplicità, la compassione, la soddisfazione e la verità come fossero un nettare.
  3. Tu non sei né la terra, né l’acqua, né il fuoco, né l’aria o lo spazio.
    Per liberarti, sappi essere il testimone di tutti questi elementi come Sé Consapevole.
  4. Se tu distacchi te stesso dal corpo e ti abbandoni allo stato di pura consapevolezza, tu diverrai contento, pacifico e libero da ogni legame immediatamente.
  5. La tua anima non appartiene ai Brahmani e a nessun altra casta, non si classifica per età o secondo una qualche idea derivata dai i sensi.
    La tua anima dimora nella felicità, quando è senza attaccamenti, non presenta alcuna forma apparente ed è testimone di tutto.
  6. Rettitudine e disonestà, piacere e dolore sono connessi con la mente e non con il tuo Sé interiore.
    Tu non sei colui che agisce e nemmeno colui che gode dei frutti delle azioni.
    Tu sei sempre libero.
  7. Se sei il testimone di tutto allora sarai completamente libero; la schiavitù è essere qualcosa diverso dal testimone.
  8. Credere che “Io sono colui che fa” è come il morso di un velenoso serpente.
    Realizzare invece che “Io non faccio niente” è il delizioso nettare della felicità.
  9. La sola comprensione che di essere solo Pura Consapevolezza brucia la foresta dell’ignoranza.
    Sii oltre le illusioni e sarai felice.
  10. Senti l’estasi, la suprema beatitudine nel momento in cui realizzi questo mondo essere irreale proprio come quando scopri che quello che credevi un serpente è in realtà una semplice corda; sappi questo e sii felice.
  11. Se tu pensi di essere libero, allora sei libero. Se tu pensi di essere vincolato, allora sei vincolato. E’ giustamente detto: tu diventi quello che pensi.
  12. Il Sé è il solitario testimone, onnipervadente e perfetto; è calmo perché è libero da pensieri, da attaccamenti, da attività e da desideri: è solo il pensiero a farci credere che sia come un qualsiasi oggetto del mondo.
  13. Medita sul Sé che è immutabile, consapevole e non-duale.
    Liberati dall’illusione che ci sia separazione fra ciò che dentro e fuori di te.
  14. Mio caro, a lungo ti sei identificato con il tuo Ego.
    Fa che il tuo Sé neutralizzi questa falsa identificazione con la spada della Pura Conoscenza.
    Così sarai felice.
  15. Tu sei ora e per sempre libero, luminoso, trasparente, fermo.
    Il tuo unico impedimento è che stai ancora cercando di placare la tua mente.
  16. Questo mondo viene da te ed in te si insinua.
    In realtà, tu sei una consapevolezza superiore: non confinarla in un pensiero limitato.
  17. Tu sei incondizionato, immutabile, senza forma.
    Tu sei solido, imperscrutabile, imperturbabile.
    Fa sì che il tuo intelletto non sia turbato da desideri inadeguati che ti arrivano dal mondo.
  18. Se riconosci che l’apparente è non reale e l’immanifesto è perpetuo, eviterai di ricadere nell’illusione di nuovo.
  19. Così come un’immagine esiste sia fuori che dentro di uno specchio, così Dio si trova dentro e fuori il corpo.
  20. Così come lo stesso spazio esiste fuori e dentro una tazza, allo stesso modo l’eterno e onnipresente Brahma esiste fuori e dentro tutti gli elementi naturali.

Brahmani: casta indiana dei sacerdoti.
Brahma: indica il principio eterno, immutabile e onnipervadente di Dio.

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di Silvana Donato

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