Ashtavakra Gita

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20 agosto 2010 In Ashtavakra Gita, Testi antichi

Capitolo XIII ~ Felicità

  1. Raja Janaka disse:
    La piena soddisfazione interiore, data dalla chiara consapevolezza che ogni pensiero è fittizio, non è facile da afferrare nemmeno da chi possiede solo un perizoma.
    Così, nella mia mente, sono indifferente sia a rinuncia che ad accettazione e sono felice.
  2. Il corpo è stressato dagli esercizi.
    La lingua si stanca di parlare.
    La mente si intorpidisce con il pensare.
    Abbandonando queste pratiche come obiettivi della vita, io sono felice.
  3. Realizzando che quando agisco in realtà non faccio nulla, faccio quello che viene e così sono felice.
  4. Gli yogi che sono ancora attaccati al loro corpo insistono nel compiere o nell’evitare certe attività.
    Io sono libero nelll’associarmi o dissociarmi da tali attività e così sono felice.
  5. Non ho niente da guadagnare o perdere dallo stare in piedi, dal camminare o dall’essere sdraiato.
    Così dovunque sto in piedi, cammino o dormo sono felice.
  6. Non ottengo niente dal dormire e nemmeno dallo sforzarmi per ottenere successo.
    Se non penso in termini di perdita o guadagno sono felice.
  7. Vagliando in parecchie occasioni che le molteplici e contraddittorie forme di felicità variano a seconda delle circostanze, e avendo abbandonato la preoccupazione di compiere azioni auspichevoli o inauspichevoli, io vivo felice.

solo un perizoma: e dentro di sé è persino attaccato all’esistenza di questo minuscolo possedimento.

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di Silvana Donato

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