Ashtavakra Gita

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20 agosto 2010 In Ashtavakra Gita, Testi antichi

Capitolo XVIII ~ La Pace

Ashtavakra disse:

  1. Loda Colui che è Beatitudine stessa, che è per natura serenità e luce, e che nel conoscerLo rivela il mondo essere solo un sogno.
  2. Uno può gioire degli abbondanti piaceri del mondo, ma non sarà mai felice fino a che non li avrà abbandonati.
  3. Come può uno il cuore è stato bruciato dal sole del dispiacere dei mancati doveri, essere felice e godere della pioggerella della beata quiete?
  4. Questo mondo non è altro che immaginazione. In Realtà è niente. Uno che vede la vera natura dell’esistenza e della non-esistenza non cessa mai d’esistere.
  5. Il Sé – che è assoluto, spontaneo, immortale, immacolato – è senza limiti e non distante da te. Tu sei Esso per sempre.
  6. Per coloro la cui visione diventa limpida, l’illusione si dissolve e il Sé si rivela. Tutti i dispiaceri sono dissolti all’istante.
  7. Tutto quello che si vede è immaginazione; conoscendo il Sè come eternamente libero, il saggio vive come un bambino.
  8. Sapendo il Sé essere Assoluto, sapendo che esistenza e non esistenza sono solo frutto dell’immaginazione, cosa c’è per chi è senza desideri da imparare, da dire o da fare?
  9. Sapendo per derto che tutto è Sé, il saggio non ha traccia di pensieri del tipo “Io sono questo” o “Io non sono quello”.
  10. Lo yogi che trova la quiete non è né distratto né concentrato. Non conosce né piacere né pena. L’ignoranza è dispersa, egli è libero di conoscere.
  11. Paradiso o povertà, guadagno o perdita, vita sociale o solitudine, per lo yogi libero dai condizionamenti non fa differenza.
  12. Merito religioso, piacere dei sensi, prosperità terrena, discriminazione tra questo e quello – tutto ciò non ha senso per lo yogi libero dagli opposti come “Io faccio questo” e “Io non faccio quello”.
  13. Lo yogi che è liberato mentre vive non ha doveri in questo mondo, nessun attaccamento nel suo cuore. La sua vita procede senza il suo intevento.
  14. Per la grande anima che si trova oltre il desiderio, dov’è l’illusione?  Dov’è l’universo? Dov’è la meditazione su Quello? Dov’è la liberazione da loro?
  15. Colui che vede il mondo può provare a rinunciarvi. Ma che può fare colui che è senza desideri? Egli vede che non c’è niente da vedere.
  16. Colui che ha visto il Supremo Brahma pensa “Io sono Brahma”. Ma colui che ha trasceso il pensiero, che cosa può pensare? Egli non conosce nient’altro che il Sé.
  17. Egli raggiunge un controllo di sé che gli permette di vedere la propria distrazione. Ma la grande anima non è proprio distratta; non ha niente da raggiungere, non ha niente da fare.
  18. L’uomo di Conoscenza può vivere come un uomo ordinario, ma non lo è. Egli vede che non è né concentrato né distratto, e non trova alcun difetto in sé stesso.
  19. Colui che è oltre l’esistenza e la non-esistenza – che è saggio, soddisfatto, libero dal desiderio – non fa niente, pure se il mondo lo vedesse in azione.
  20. Il saggio non è preoccupato dall’azione o l’inattività. Egli vive felicemente, facendo qualsiasi cosa necessiti esser fatta al momento.
  21. Come una foglia nel vento, il liberato non è legato dalla vita – senza desiderio, indipendente, libero.
  22. Per colui che ha trasceso il mondo, non c’è gioia né dispiacere. Con mente tranquilla, egli vive come se non avesse un corpo.
  23. Uno che conosce il Sé, la cui mente è serena e senza macchia, non desidera di rnuncuare a nulla, e nemmeno sente la mancanza di ciò che non ha.
  24. Con la sua mente in uno stato naturale di silenzio, il saggio non conosce onore o disonore. Egli fa quello che è da esser fatto.
  25. Uno che agisce sapendo “Questo è fatto dal corpo, non da Me, puro Sé”, invero non fa nulla – non importa quanto sia impegnativa la sua attività.
  26. Il liberato agisce senza dichiarare di star aggendo, ma non è uno sciocco. E’ felice e beato persino nel samsara.
  27. Avendone avuto abbastanza della continua travagliante attività della mente, il saggio trova riposo. Egli né pensa, né sa, né sente, né vede.
  28. Oltre la quiete, oltre la distrazione, la grande anima non pensa niente della liberazione p del legame. Avendo visto che l’universo è vuoto, anche se sembra esistere, egli è Dio.
  29. Chi si sente responsabile di tutto, sta sempre in attività anche quando il corpo riposa; il senso che è libero del senso di responsabilità, è come se non facesse nulla anche se il corpo è in azione.
  30. La mente del liberato non è né tormentata né compiaciuta. E’ inattiva, senza agitazione, senza desideri e libera dal dubbio.
  31. Il liberato non si sforza per meditare o agire. Azione e meditazione giusto avvengono.
  32. Sentendo la Verità ultima, l’uomo ottuso è sconcertato. L’uomo saggio udendo la Verità si ritira in sé e appare ottuso.
  33. L’ignorante pratica la concetrazione e si sforza di non pensare. Il saggio, come se in un sonno profondo, non fa niente.
  34. L’ignorante non trova pace sia nello sforzarsi che nel non-sforzarsi. Il saggio trova in sé semplicemente nel conoscere la Verità.
  35. Sebben siano per natura il solo Sé, pura intelligenza, amore e perfezione, le persone mondane non vedranno questo attraverso meditazione e pratica.
  36. L’uomo ignorante non sarà mai liberato dalle sue pratiche ripetitive. Beato è chi dalla semplice comprensione, entra nella libertà senza tempo.
  37. Poiché desidera conoscere Dio, l’ignorante non puoi mai diventarLo. L’uomo saggio gioisce del Supremo perchè è libero dal desiderio.
  38. Incapace di rimanere saldo e tenace per la salvezza, l’ignorante continua a perdersi nell’illusione del mondo. Vedendo il mondo come la fonte di ogni miseria, il saggio se ne libera alla radice.
  39. Lo sciocco pensa che la pace viene controllando la mente; non la otterrà mai. ll saggio conosce la Verità ed è quiete stessa.
  40. Per colui che pensa che la conoscenza sia cose e idee, come potrebbe esserci la conoscenza del Sé? Il saggio non vede le cose separate – solo il Sé eterno.
  41. Lo sciocco prova a controllare la mente con la mente. Il saggio si diletta nel Sé solo: non c’è mente da controllare!
  42. Alcuni credono nell’esistenza; altri credono che niente esista. Raro è colui che non crede in niente e non è mai confuso.
  43. Deboli intellettuali possono credere che il Sé sia Uno senza altro (nella non-dualità). Ma essendo intrappolati nell’illusione essi non conoscono effettivamente il Sé, così rimangono  inappagati tutta la vita.
  44. La mente di chi cerca la liberazione dipende dalle cose per via della percezione; ma la mente del liberato, che è sempre libero dal desiderio, non percepisce niente.
  45. Gli uomini timorosi temono le esperienze sensorie proprio come fossero delle tigri. Essi cercano rifugio nelle grotte e provano a non pensare al mondo.
  46. Le esperienze sensorie sono come elefanti che, nell’incontrare un uomo senza desideri, lo vedono come un leone. Essi immediatamente girano i tacchi o, se incapaci di scappare, lo compiacciono servendolo.
  47. Un uomo senza dubbi, che conosce il Sé, non ha bisogno di pratica o liberazione. Vedendo, udendo, toccando, odorando, mangiando – egli vive come viene, felicemente.
  48. Uno la cui mente è svuotata e priva di conflitti dal semplice udire la Verità, non vede niente da fare, niente da evitare, niente che gli provochi indifferenza.
  49. Il saggio fa qualsiasi cosa appaia esser fatta senza pensare al male o al bene. Le sue azioni sono quelle di un bambino.
  50. Dipendendo da nulla, uno trova felicità. Dipendendo da nulla, uno ottiene il Supremo. Dipendendo da nulla, uno passa attraverso la tranquillità al Sè Unico.
  51. Quando uno realizza che non è né l’attore nè lo spettatore, l’agitazione mentale è placata.
  52. Le azioni del saggio, libere da falsità e motivazioni, brillano come chiara luce. Non così accade a quelle dell’illuso ricercatore che mostra un comportamento pacifico quando in realtà è ancora fermamente attaccato ad esse.
  53. Slegato, svincolato dalle proiezioni della mente, i saggi sono liberi di giocare e gioire, oppure di ritirarsi in un rifugio in montagna.
  54. Sia onorando un erudito spirituale, un dio, o un sacro tempio; sia vedendo una donna piacente, un re, un beneamato amico – in ogni occasione il cuore del saggio rimane imperturbato.
  55. Sebbene i suoi servi, figli, mogli, figlie, nipoti e tutti i suoi parenti lo deridano o lo disprezzino, lo yogi rimane imperterrito.
  56. Sebbene compiaciuto non prova piacere; sebbene addolorato non prova sofferenza. Questo meraviglioso stato è compreso solo da coloro che sono come lui.
  57. Il credere nel dovere crea un mondo relativo affinché si attui. Il saggio che sa di essere il Sé senza forma, eterno, onnipervadente, immacolato, trascende il dovere e il mondo.
  58. Persino quando non fa nulla, l’ottuso è ansioso e distratto. Persino nel mezzo di una grande azione, il saggio rimane tranquillo.
  59. Persino nella vita pratica, il saggio rimane felice. Felice di sedere, felice di dormire, felice di muoversi, felice di parlare, felice di mangiare, ecc.
  60. Poiché conosce il Sé, il saggio non è disturbato dalla vita pratica. Egli è profondo e fermo, come un vasto lago. Non è come le persone comuni, i suoi dispiaceri sono svaniti.
  61. Per l’illuso persino il riposo è attività. Per il saggio, persino l’azione porta il frutto della quiete.
  62. Il deluso è spesso avverso alle cose della vita. Per uno che non ha pensiero per il corpo, attaccamento e avversione non hanno senso.
  63. La mente illusa è presa nel pensare e nel non pensare. La mente del saggio non è presa dai pensieri, perché pensa solo ciò che è appropriato.
  64. Il saggio non vede nulla essere fatto sebbene sia realizzato con le sue mani. Come un bambino è puro e agisce senza motivo.
  65. Beato è colui invero che conosce il Sé. Sebbene veda, tocchi, odori, mangi, non desidera mai e non cambia.
  66. Per uno che è vuoto e immutabile, dov’è il mondo e la sua immaginazione? Dov’è lo scopo? E dov’è il senso di esso?
  67. Glorioso invero è colui che, libero dal desiderio, incarna la Beatitudine stessa. Egli è diventato assorbito nel Sé.
  68. In breve, la grande anima che ha realizzato la Verità è libera dal desiderio, dal piacere e dalla liberazione. In tutto lo spazioe e il tempo non è attaccato a nulla.
  69. Che cosa rimane per Uno che è Consapevolezza stessa, che vede la non-esistenza di un mondo creato dal nero pensiero di un nome?
  70. La pace è naturale per uno che sa per certo che niente esiste, che vede le apparenze essere illusioni, a cui l’inesprimibile è apparente.
  71. Regole di condotta, distacco, rinuncia, ascetismo – che cosa sono queste cose per colui che vede l’irrealtà delle cose, che è la Luce della Consapevolezza?
  72. Come può esserci gioia o dispiacere, legame o liberazione, per uno che percepisce la non-esistenza e illumina l’infinito?
  73. Fino al momento della Realizzazione del Sé, l’illusione prevale. Il saggio vive senza i pensieri di “Io” e “Mio”. La sua connessione con l’illusione è spezzata.
  74. Che cos’è la conoscenza? Che cos’è l’universo? Che cosa sono i pensieri come “Io sono il corpo” o “il corpo è mio”? Il saggio è immortale e privo di dispiacere. Egli è solo Sé.
  75. Quando un uomo debole abbandona la meditazione cade preda dei capricci e dei desideri.
  76. Persino ascoltando la Verità, l’uomo dall’intelletto ottuso rimane aggrappato all’illusione. Attraverso sforzo e repressione egli potrebbe apparire esteriormente composto, ma interiormente brama il mondo.
  77. Sebbene gli altri lo vedano lavorare, il saggio non fa nulla. La conoscenza ha bandito lo sforzo. Egli non trova alcun motivo per fare o parlare.
  78. Il saggio è senza paura e inattaccabile. Non oscurità, non luce, niente da perdere. Niente.
  79. Pazienza, discriminazione, persino l’audacia – a che servono queste cose ad uno yogi? La sua natura non può essere descritta. Egli non è una persona.
  80. Non paradiso, non inferno, non liberazione per la vita; in breve, la Consapevolezza è Vuoto. Che altro può essere detto?
  81. Il saggio né brama per la soddisfazione, né si agita su qualche altro non-raggiungimento. La sua mente è fresca e traboccante di dolcezza.
  82. Distaccato dal desiderio, il saggio né elogia la pace né incolpa il malvagio. Egualmente contento in felicità e in miseria, egli non cambiarebbe una cosa.
  83. Il saggio non rigetta il mondo né desidera il Sé. E’ libero dalla gioia e dal dispiacere. Egli non vive e non può morire.
  84. Il saggio vive senza speranza. Non ha attaccamento ai suoi figli, moglie o chiunque altro. Il piacere non significa nulla per lui. La sua vita è gloriosa.
  85. Il saggio vaga come gli viene e vive di quello che arriva. Contentezza sempre dimora nel suo cuore. E quando il sole tramonta, egli riposa dove si trova.
  86. Radicato nell’Essere, nessun pensiero rivolto verso l’essere nato o rinato, la grande anima è indifferente alla morte o alla nascita del suo corpo.
  87. Il saggio sta da solo, curandosi di nulla, privo di possedimenti. Va dove vuole, non ostacolato dagli opposti, i suoi dubbi fatti a pezzi. Egli è davvero beato.
  88. Il saggio non hai il senso del “mio”. Per lui terra, sassi e oro sono la stessa cosa. I nodi del suo cuore sono sbrogliati. Egli non conosce né ignoranza né dispiacere; è eccellente in ogni modo.
  89. L’anima liberata non ha desiderio nel suo cuore. E’ contento e indifferente. Non ha equali.
  90. Solo uno libero dal desiderio sa senza conoscere, vede senza vedere, parla senza parlare.
  91. Couli che è senza desiderio eccelle, sia che sia un re o un mendicante. Egli non vede più bene o male.
  92. Che cosa è lussuria o contenimento, o il desiderio per la Verità per lo yogi che ha raggiunto l’obiettivo della vita, e che incarna virtù e sincerità?
  93. L’esperienza di uno che è libero dal  desiderio e dalla sofferenza, che è contento e riposa nel Sé – come può essere descritto e da chi?
  94. Lo stato del saggio non cambia mai. Dormendo profondamente, egli non dorme. Perdendosi in fantasticherie, egli non sta sognando. Gli occhi sono aperti, egli non è sveglio.
  95. L’uomo di Conoscenza sembra pensare, ma non ha pensieri. Sembra avere percezioni, ma non fa esperienza. Sembra avere intelligenza, ma ha la mente vuota. Appare essere una persona, ma non lo è.
  96. L’uomo di Conoscenza non è né felice né miserabile, né distaccato né attaccato, né liberato né alla ricerca della liberazione. Non è né questo né quello.
  97. Anche quando è distratto il beato è tranquillo. In meditazione, non medita. Nell’ignoranza, rimane trasparente. Sebbene istruito, non sa niente.
  98. Il liberato, che dimora incondizionatamente nel Sé, che è libero dal concetto di azione e dovere, che è sempre e dovunque lo stesso, è senza desideri. Non si preoccupa di quello che ha fatto o non ha fatto.
  99. Il saggio non è né compiaciuto dalle lodi, né infastidito dal biasimo. Non è attaccato alla vita e non teme la morte.
  100. Uno dalla mente tranquilla né cerca le folle e nemmeno il deserto. Egli è lo stesso dovunque vada.

Uomini timorosi: suppongo si riferisca agli eremiti, ai sanyasi.

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di Silvana Donato

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