Ashtavakra Gita

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20 agosto 2010 In Ashtavakra Gita, Testi antichi

Capitolo III ~ Distacco dai piaceri mondani

  1. Ashtavakra disse:
    avendo realizzato te stesso essere l’Uno, sereno e indistruttibile, come potresti desirerare ricchezza?
  2. Proprio come immaginando dell’argento in una madre perla causa l’insorgenza dell’avidità, così l’ignoranza riguardo al proprio Sé causa il desiderio per gli oggetti percettibili.
  3. Avendo realizzato te stesso come Colui in cui le onde del mondo si sollevano e s’infrangono, perché ti affanni dietro alle turbinio della vita?
  4. Avendo realizzato te stesso come Pura Consapevolezza, meravigliosa oltre ogni descrizione, come puoi tu rimanere schiavo dei piaceri?
  5. È strano che nel saggio che ha realizzato il Sé in Tutto e Tutto nel Sé, continui a persistere il senso possessività.
  6. È strano che uno che dimora nell’Assoluto, pur godendo di piena libertà libertà, possa essere ancora preda della sensualità, come usava un tempo.
  7. È strano che sapendo che la lussuria è un nemico della Conoscenza, uno così debole e vicino alla morte, possa ancora bramare piaceri sensuali.
  8. È davvero strano che uno che è distaccato dalle cose di questo mondo e del prossimo, che può discriminare tra ciò che è transiente e ciò che è eterno, che anela alla moksha, possa ancora aver paura della liberazione.
  9. Sia acclamato che tormentato, il saggio sereno dimora nel Sé e non è mai compiaciuto né tantomeno deluso.
  10. Una grande anima testimonia le azioni del proprio corpo come fossero quelle di un altro.
    Come potrebbero turbarlo elogio o biasimo?
  11. Realizzando che l’universo è un’illusione, avendo perso tutta la curiosità, come potebbe uno con mente sgombra dalle illusioni sentire paura, anche al giungere della morte?
  12. Con chi potremmo comparare la grande anima che, soddisfatta nel conoscere il Sé, rimane senza desiderio pur nella delusione?
  13. Perché una persona, che percepisce il non-essere degli oggetti, dovrebbe preferire una cosa a un’altra?
  14. Colui che è distaccato, non affetto dagli opposti, libero dal desiderio, non prova né piacere né dolore al susseguirsi degli eventi.

moksha: liberazione dal samsara (vedi questo articolo).

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di Silvana Donato

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