Canale destro o Pingala Nadi

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22 Giugno 2010 In Canali energetici

L’energia che si impiega nelle azioni, fisiche e mentali, viene dal canale energetico destro. A livello fisico esso corrisponde al sistema nervoso simpatico di destra. In sanscrito viene denominato Pingala Nadi o Rajo Guna. Nella filosofia cinese esso è rappresentato dal principio dello Yang, ovvero il principio maschile ed è detto anche canale solare. Analogamente a quanto detto per il canale sinistro, esso si manifesta tanto negli uomini che nelle donne, naturalmente con caratteristiche diverse.

Il Pingala Nadi si sviluppa a partire dallo Swadisthan chakra destro e termina nell’Agnya chakra compreso nella regione sinistra e anteriore della testa. In effetti, è lo Swadisthan il chakra che si occupa della creatività e in particolare nell’aspetto destro esso si manifesta come pura attenzione. Solo con una pura attenzione è possibile compiere un’azione che non stressa o esaurisce.

Il canale destro tende a sbilanciarsi quando uno vive una vita completamente dedicata all’azione, curandosi delle proprie ambizioni più di ogni altra cosa. Al limite può portare ad essere molto severi ed esigenti con sé stessi e con gli altri, a trascurare gli affetti e a diventare aridi e rigidi. Anche le persone con qualità artistiche e creative, che però mirano troppo all’ambizione e sfruttano troppo questo canale, possono alla fine diventare aridi. Senza arrivare ai casi estremi, quando si è troppo orientati all’azione, alla pianificazione e quindi al futuro, si tende a stressarsi facilmente e a sentirsi esauriti oppure facilmente eccitabili e reattivi o persino irascibili. In tale stato, difficilmente si riesce a gioire del presente, perché si pensa sempre a quello da fare dopo.

Liberare la mente e focalizzarla sul presente

Un canale destro bilanciato porta ad esprimere armonia in tutto quello che si fa. Si riesce ad essere sereni ed equilibrati in ogni azione e naturalmente non ci si sente stressati o ansiosi. In particolare l’attenzione non salta da un pensiero all’altro, ma riesce ad concentrarsi perfettamente su quello che si sta facendo nel presente. Grazie alla meditazione si riesce a raggiungere uno stato di silenzio mentale e questo aiuta a trovare la concentrazione perché appunto libera la testa dal tormento dei pensieri.

Amore in azione

Inoltre, mentre un’Ida Nadi bilanciato porta a gioire di sé stessi, della propria esistenza, in modo del tutto complementare un Pingala Nadi bilanciato aiuta ad esprimere la propria benevolenza e trasmettere gioia e serenità agli altri. Tutto ciò avviene spontaneamente, ovvero non è necessario dire agli altri “quant’è bella la vita”, “gioite e vivete in pace e serenità”, ma quest’atmosfera di amore e serenità si diffonde automaticamente a partire da noi stessi per abbracciare tutti quanti. Il modo di trattare gli altri sarà guidato dalla benevolenza, che chiamerei significativamente “amore in azione”, un amore silenzioso e attivo.

Distacco

La qualità precipua del Pingala Nadi è la pura dedizione. Essa è intesa come una “azione distaccata”, ovvero che non è mirata all’ottenimento di qualcosa, secondo un determinato interesse o ambizione.

Esistono diversi trattati yoga (e non solo di yoga) che descrivono la qualità della “azione distaccata”. Per esempio, la Bhagavad Gita è uno di essi: essa è completamente dedicata a spiegare in cosa consiste una “azione distaccata”. La Bhagavad Gita è un dialogo fra il Re Krishna e il principe Arjuna: Arjuna si trova nella condizione di dover combattere contro i propri familiari che, avendo abbandonato la retta via, si erano impossessati del regno in modo illecito. Nonostante ciò, Arjuna si pone lo scrupolo di dover uccidere delle persone che hanno svolto un ruolo importante nella sua vita ed è confuso. Certamente il suo caso è alquanto estremo, ma alla fine può essere ricondotto al solito dilemma: “Qual è la cosa giusta da fare?”.
L’argomentazione di Shri Krishna è abbastanza lunga e vi invito a leggerla tutta, perché con ogni passo porta il lettore sempre più vicino alla comprensione di cosa sia “agire con distacco”. In generale se non si è attaccati al frutto dell’azione, ma si agisce sempre in virtù di un benessere superiore universale, allora si è raggiunto uno stato detto Sthita Pragnya, ovvero di colui che è in uno stato di testimonianza assoluta.

Siamo attori e spettatori della nostra stessa vita.

Per essere pratici, potete già attivarvi a sviluppare il distacco tramite un metodo molto semplice e decisamente noto: il perdono. Quando perdonate gli altri e anche/soprattutto voi stessi, allora vi alleggerite da quella tensione che viene dall’aspettarsi qualcosa dagli altri che, non arrivando, vi delude. Questo continuo oscillare tra illusione e delusione, vi porta a perdervi nella vostra mente e a separarvi dalla realtà. Con il perdono, si impara ad accettare quello che non si riesce a capire; si va oltre la propria idea di come le persone debbano essere, di come le cose debbano andare. Le sfide che alcuni debbono affrontare potrebbero sembrare più difficili che per altri, ma bisogna ricordarsi che c’è sempre un motivo, connesso con la propria natura; con il proprio karma.
Grazie al perdono, soprattutto delle cose che ritenete più difficili da perdonate, si riesce a sviluppare il distacco sempre maggiore, cosa che consente di sentirsi sempre più leggeri e dinamici e mai sconvolti dagli eventi.



di Silvana Donato

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