VIII. Essere il proprio maestro

Una delle caratteristiche fondamentali di Sahaja Yoga è che ognuno di noi può diventare il proprio maestro.
Noti i principi di base dei chakra e avendo a disposizione uno strumento per monitorare i chakra stessi, in ogni momento è possibile valutare quale è la nostra condizione sottile interiore e migliorarla quando necessario.

Ora, però, conoscere il principio del maestro (detto in sanscrito guru tattwa) può sembrare un’impresa ardita. Infatti, nel passato senza dubbio molte grandi anime si sono incarnate per aiutare gli esseri umani nella loro evoluzione spirituale; ma altrettanti falsi maestri hanno fatto del loro meglio per deviare i loro poveri adepti ed eventualmente le generazioni successive. Con “falsi maestri” non indichiamo solo coloro che si sono presentati come guide spirituali, ma tutti coloro che hanno diffuso la falsa conoscenza in molti settori, come la filosofia, la scienza e la psicologia.
L’intento di questo corso non comunque di fare una lista dei buoni e dei cattivi, ma quello di permettere agli “apprendisti yogi” di imparare da sé come discriminare ciò che li fa evolvere da ciò che li danneggia.

Un metodo discriminatorio sarà sicuramente venendo subito in mente a coloro che hanno seguito le varie lezioni senza saltare immediatamente a questa: tramite le vibrazioni!
Proprio come possiamo conoscere noi stessi, a livello sottile, tramite le nostre mani, possiamo sapere pure degli altri; per esempio, possiamo prendere un libro e, dopo esserci alzati la Kundalini, possiamo mettere le mani in direzione del libro e valutare quello che percepiamo. I criteri di valutazione sono sempre gli stessi: calore, pesantezza o fastidio se qualcosa non va bene, fresco o leggerezza se qualcosa va bene. Ritornando all’esempio, se poniamo le mani verso un libro e percepiamo generalmente fresco, ma pesantezza o fastidio nell’anulare destro, probabilmente lo scrittore o l’argomento trattato presentano delle discordanze con i principi sottili dell’Agnya chakra destro.

Shri Mataji ci ha parlato molte volte delle qualità che un maestro dovrebbe esprimere; ne abbiamo riportate alcune nell’articolo: Le qualità in un maestro; inoltre ci ha indicato molti dei validi maestri spirituali che si sono incarnati e di questi ne presentiamo i dieci fondamentali, detti Adi Guru, nell’articolo Il Principio del Maestro e le sue manifestazioni.
Gli insegnamenti di questi maestri, benché indirizzati ad aiutare la gente della loro epoca, hanno comunque un valore universale e possono esserci di aiuto per equilibrare i centri energetici corrispondenti, ovvero lo Swadisthan e il Nabhi chakra; infatti, vi ricordiamo che lo Swadisthan chakra, benché venga rappresentato tra il primo e il terzo chakra, in realtà esso ruota intorno al Nabhi chakra determinando un’area, detta Void (e in sanscrito Bhaga sagara, ovvero Oceano delle Illusioni). A questo livello, la nostra attenzione viene intrappolata e ciò ci può impedire di orientarla verso i livelli più alti.
Diciamo che ciò che la maggiore illusione è quella del mondo materiale, che tende a dominarci; una volta che diventiamo maestri di noi stessi, impariamo ad avere un rapporto armonioso con la materia, senza venirne dominati.

È possibile trattare quest’area sottile con i soliti trattamenti quali il pediluvio e le vibrazioni o con i mantra, come descritto nell’articolo Mantra per Void o Bhavasagara.

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