Come migliorare i chakra con le vibrazioni

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16 luglio 2010 In Chakra, Esercizi, Tecniche

Abbiamo parlato in precedenti articoli di un’emergia chiamata Kundalini, locata nell’osso sacro, che una volta risvegliata è in grado di curare i nostri chakra. Questo “lavoro” della Kundalini avviene in modo spontaneo in virtù della sua innata qualità. Però è possibile aiutare questo processo di miglioramento dello stato dei chakra tramite semplici tecniche.
Abbiamo anche visto che la manifestazione fisica della Kundalini prende il nome di vibrazioni.
In questo articolo vedremo come usare le nostre vibrazioni tramite semplicissimi esercizi che andranno ad intervenire direttamente sui singoli chakra.

Ma come facciamo a sapere quale chakra necessita aiuto?

Bene, questa è la magia di Sahaja Yoga. Una volta che la nostra Kundalini è risvegliata (clicca qui per vedere come), essa stessa, passando attraverso il nostro sistema nervoso autonomo, ci comunica lo stato dei nostri chakra. Se poniamo l’attenzione sulle nostre mani, possiamo percepire dei “segnali” che saranno sempre più chiari ogni volta che meditiamo.
In generale, se sentiamo una brezza fresca fuoriuscure dalle mani, allora significa che va tutto bene e non c’è bisogno di fare niente. Se però sentiamo pesantezza, calore, formicolii, etc, allora ciò potrebbe essere indicazione di uno stato di disagio del chakra.
Abbiamo già visto come intervenire quando una o entrambe le mani sono pesanti o calde, tramite tecniche di bilanciamento dei canali. Ora invece vediamo come intervenire sui singoli chakra.

Come procedere

Cominciamo la nostra meditazione alzandoci la Kundalini (oppure, se è la prima volta, eseguiamo il primo esercizio per risvegliare la Kundalini). Poi poggiamo le nostre mani sulle ginocchia e rimaniamo in silenzio. Immediatamente o dopo breve tempo, cominceremo a percipire delle sensazioni sulle mani o sulle nostre dita, che possono essere anche diverse l’una dall’altra. Come già detto, se sentiamo fresco, va tutto bene e non c’è bisogno di intervenire.
Se invece percepiamo del calore, della pesantezza, del formicolio o sensazioni analoghe, questo è un segnale del disagio (detto anche blocco) di un chakra. A questo punto vediamo sulla mappa dei chakra la corrispondenza fra il dito preso in esame e il chakra e poi interveniamo con una delle seguenti tecniche.
Come potrete vedere queste tecniche sono semplicissime e prevedono solo la conoscenza del posizionamento dei chakra nel nostro corpo e come sono riflessi sulle mani. A tal fine ho riportato qui una versione ridotta della mappa dei chakra. Esiste una versione più dettagliata nell’articolo Mappa dei Chakra. La mappa dettagliata dei chakra è molto utile, perché in realtà i chakra sono riflessi non solo sulle mani, ma anche in altre parti del corpo; e potrebbe succedere che i segnali ci arrivino anche da esse.

mappa dei chakra

Tecnica I – posizionamento della mano

Supponiamo di percepire del calore sul dito medio di entrambe le mani. Vediamo sulla mappa che il dito medio corrisponde al Nabhi che si trova all’altezza dello stomaco. A questo punto, poggiamo il palmo della nostra mano destra sulla pancia e lasciamo che le vibrazioni fluiscano spontaneamente.
Se invece sentiamo il fastidio solo sul dito medio della mano sinistra, allora porremo la mano sul corpo in corrispondenza del chakra ma a sinistra. Procederemo analogamente se sentiamo il fastidio solo sul dito medio della mano destra, ma in questo caso porremo la mano sinistra sul fianco destro all’altezza dello stomaco.

Blocco al centro Blocco a sinistra Blocco a destra
Mettere la mano destra sul Nabhi chakra Mettere la mano destra sul Nabhi chakra a sinistra Mettere la mano sinistra sul Nabhi chakra a destra

Tecnica II – il bandhan

Un’altra semplice tecnica che fa uso diretto delle vibrazioni è il bandhan. Abbiamo già sperimentato l’uso del bandhan (la parola bandhan significa semplicemente arco o cerchio di protezione) nell’esercizio in cui ci alziamo la Kundalini.
In questo caso si procede come segue. Supponiamo nuovamente di aver individuato un problema in corrispondenza del Nabhi chakra, porteremo la nostra mano destra (per questa tecnica si usa solo la mano destra) in prossimità dello stomaco, alla distanza di 3-4 cm.
A questo punto, effettueremo un movimento rotatorio delle nostre dita intorno al chakra in senso orario; dopo aver fatto alcuni giri, portiamo la nostra mano verso terra aprendola, come se volessimo lasciar andare qualcosa verso terra.

Rotazione della mano intorno al chakra Rilasciamento della tensione verso terra
Rotazione della mano intorno al chakra Rilasciamento della tensione verso terra

Questi movimenti hanno il senso, prima di tutto, di aiutare la rotazione del chakra (infatti un chakra per definizione è una ruota di energia) e poi di rimuovere le tensioni cui esso è sottoposto offrendole alla Madre Terra.
Questo è un esercizio che va fatto con una certa attenzione. Sicuramente all’inizio potrà sembrare un po’ insolito, ma una volta che la vostra percezione delle vibrazioni si farà più chiara, allora potrete sentire chiaramente quello che sta succedendo.



di Silvana Donato

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