Discorso su Dharma ed equilibrio interiore

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18 dicembre 2011 In Discorsi, Guru Tattwa

Shri Mataji NamasteÈ verissimo che alcuni uomini della preistoria furono molto saggi e dinamici. Forse erano realizzati ma in ogni caso, nella civiltà antica, devono essere stati considerati persone di livello superiore. Diversamente, come potremmo spiegarci la costruzione delle piramidi in Egitto, che sono vibrate internamente? Anche il cervello umano è simile ad una piramide, ma non ancora perfezionato. Le proporzioni della piramide sono divine.
(È tutto dimostrato da uno scienziato nel suo libro su “La natura superiore” in cui ha scoperto che in esse i cadaveri non si decompongono).

Esistono molti esempi del genere. Si accettavano in particolare gli artisti dotati di una consapevolezza superiore (cioè anime realizzate), ed è così anche per il Tajmahal la cui cupola dà risonanza ed emette moltissime vibrazioni poiché ha una forma speciale. Non si tratta di leggende. Tutte queste opere trascendono anche la comprensione dell’uomo moderno.
Il motivo di questo consenso deriva dal fatto che in genere, a quel tempo, gli esseri umani accettavano la virtù (espressione del Dharma) come modello di vita. Non si discostavano della virtù, né in campo sociale né politico. Il Dharma era considerato qualcosa cui uniformarsi.

Occorrono idee ben precise riguardo alle religioni formali di cui si sono appropriati individui che parlano di Dio. Non sono persone realizzate e, anche coloro che lo sono, non hanno piena consapevolezza di se stesse. Parlare di Dio porta alla razionalizzazione delle religioni formali.

Ecco in breve come io definisco il Dharma: il Dharma è il sostegno di ogni cosa nata o creata. È la natura superiore che dà valenza agli atomi degli elementi. È il Dharma che viene espresso come la qualità di questi elementi. L’oro, per esempio, ha la qualità di essere inossidabile.
Gli esseri umani sono strumenti perfetti, simili a computer. Ovviamente, se il loro Dharma è equilibrato, sono i migliori ricettori. Potete comprendere come la consapevolezza divina sia simile alla corrente elettrica che avvia il computer (Realizzazione del Sé). Se nello strumento manca il Dharma, la realizzazione del Sé non dà pieni risultati, essa diventa come un’auto di seconda mano. Il Dharma è il fulcro, e chi è nel Dharma non perde mai l’equilibrio. L’attenzione dunque deve essere sul Dharma, in altre parole, il punto in cui la gravità del peccato non agisce.

L’informazione relativa al Dharma proviene dall’Inconscio, ma lo spostamento dal fulcro può attirare l’attenzione umana verso un’unica direzione o renderla così fluttuante che, alla fine, il raggio vitale si orienta in un’unica direzione: verso l’inferno o verso la distruzione. Perché se i movimenti estremi sono simili ad un’altalena, il delicato fiore della consapevolezza umana si confonde e la gente soffre di malattie di ogni genere.

Che fare dunque?
Gli esseri umani devono conseguire lo stato di Gautama, il quale divenne Buddha. Egli ricercò con assoluta serietà e onestà. Per prima cosa abbandonò tutte le false preoccupazioni terrene. Questo non è necessario, ma quando egli abbandonò ogni speranza di ricerca (l’occupazione della mente), accettò la sua sconfitta, si sentì stanco e cadde ai piedi dello Spirito Santo. Buddha aveva dharma, il suo corpo era puro, la sua mente, l’attenzione, non trovavano gioia nell’avidità o nei desideri terreni. La sua coppa era pronta e si svuotò quando egli, stanco, si arrese e in quel momento, come una pioggia torrenziale, la Shakti riempì la sua coppa e lo rese Shakta, l’Illuminato.
Quando dunque parlate di virtù, voi esortate a conservare la coppa intatta e pura.

Sahaja Yoga è la riprova di tutte le scritture sono state messe in discussione. Ma sono dovuta venire io per spiegare, per dare la realizzazione ed insegnarvi la conoscenza.
Nella scienza, per prima cosa si propone un’ipotesi e poi la si sperimenta. Se si ottengono dei risultati, diventa una legge scientifica. Allo stesso modo, finora, le religioni o le idee riguardo a Dio erano ipotesi, ma occorre capire in che modo questa ipotesi divenga legge grazie a Sahaja Yoga.
Sahaja Yoga riguarda soprattutto il potere di Mahalakshmi, il potere evolutivo, che inoltre integra i tre poteri nel punto oltre il Brahmarandra (sommità della testa). Con tale integrazione, la scoperta di Sahaja Yoga prova che l’essere umano è uno strumento perfetto, un computer costruito in varie fasi, che quando è connesso alla centrale, inizia a dare informazioni.
Esso prova che tutte le religioni sono fiori viventi sull’albero della vita e parlano della Verità. Tutte le Incarnazioni sono vere. Tutto questo può essere dimostrato al momento del risveglio della Kundalini. Essa crea una consapevolezza umana in grado di dialogare con l’Inconscio.

Estratto da una lettera sul Dharma ed equilibrio interiore. Londra, 12 Ottobre 1976.



di Shri Mataji Nirmala Devi

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