Lo scolaro erudito

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27 dicembre 2010 In Racconti

Un giorno, alcuni uomini stavano venendo traghettati attraverso un fiume. Fra di loro vi era un pandit (uno scolaro erudito indiano).
Il viaggio si presentava alquanto noioso per il pandit, ma ebbe l’idea di parlare con uno dei suoi compagni di viaggio, che sebravano essere dei semplici operai. Si diceva fra sé e sé: “Non che parlare con loro mi potrebbe portare un qualche beneficio, ma mi aiuterà a passare il tempo.”
Così cominciò chiedendo: “Chi siete e da dove venite signori?”
Uno di loro si presentò dicendo: «Sono un fattore, signore, da un villaggio che si tova sull’altra sponda del fiume.»
Subito il pandit intervenne: «io sono uno scolaro. Ho fatto degli studi profondi delle Upanishads. Avete letto le Unpanishads?» «No, signore» Rispose il fattore. «Ah no, non le avete lette? O poveri voi! Un quarto della vostra vita è stato allora sprecato» replicò lo studioso.
Poi continuò: «Bene, avrete almeno letto i Shastras allora?» «No, signore, non li ho letti» fu la risposta e così lo scolaro visibilmente meravigliato commentò: «Allora metà della vostra vita è sprecata! E cosa mi dite dei sei sistemi di filosofia?» «Mi dispiace, ma non ne ho mai sentito parlare, signore» fu la risposta.
Ancor più sbalordito, lo studioso osservò: «Non li avete mai sentiti nominare? Ma allora, mio caro amico, ben tre quarti della vostra vita…hey, che succede?», quando all’improvviso il tempo era cambiato e il fiume era diventato agitato e la barca stava vacillando.
Era sopraggiunta infatti una tempesta e la barca era diventata insicura, per cui il barcaloio incitò tutti i passeggeri a tuffarsi e a nuotare fino a riva.
A questo punto il fattore, sul punto di tuffarsi, si rivolse al vanitoso scolaro: «Signore, spero che voi sappiate nuotare?» e il pandit: «N-n-no! Non ho mai imparato a nuotare in tutta la mia vita!»
«Non ha mai imparato a nuotare? Allora, mi dispiace, ma tutta la sua vita è andata, panditji!» e si tuffò lasciando il pandit a bocca aperta a guardare tutti gli altri che nuotavano verso riva.



di Silvana Donato

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