L’elemento Etere

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20 dicembre 2010 In Elementi, Etere

Atomo: cose c'e' fra atomo ed elettrone?Secondo gli antichi l’Etere era la parte più alta, pura e luminosa dello spazio.
L’etere cosmico sarebbe quindi un’ipotetica sostanza, estremamente rarefatta e imponderabile, che riempirebbe tutto l’Universo. I fisici stessi hanno introdotto questa entità fittizia che riempirebbe lo spazio, altrimenti considerato vuoto, perché non riuscivano a far quadrare alcune teorie fisiche.

Al concetto di etere si associa generalmente quello di onde elettromagnetiche: è provato che esse siano in grado di essere trasmettesse nel vuoto (anzi, la propagazione nel vuoto è migliore, perché la presenza di un materiale, sia pur trasparente, la rallenta), ma ancora sono in atto studi che spieghino come questo sia possibile.
Negli anni ’80, alcuni scienziati russi hanno avanzato l’ipotesi dell’esistenza di un campo curvo di tipo elettromagnetico detto campo di torsione. Secondo Anatoli Akimov il campo di torsione sarebbe caratterizzato da campi di energia sottile, la cui emanazione sarebbe in grado di viaggiare alla velocità di almeno 109 volte quella della luce (ovvero avrebbe una frequenza di molto maggiore); inoltre i campi di torsione associati ai comuni campi elettrici, magnetici e di gravità porterebbero ad una teoria unificata dei campi tale da estendere il reame della scienza fino ad includere gli effetti del reame della consapevolezza (come dire? si passerebbe dalla fisica alla metafisica con una teoria scientifica).

Torniamo un po’ indietro e chiariamo un po’ il concetto di onde e di campo per coloro che ne sono a digiuno.
Un’onda viene definita come una perturbazione che si propaga nello spazio trasportando energia. Un’onda ha sempre origine in una sorgente, che è ciò che produce una perturbazione dello spazio che la circonda. Abbiamo diversi tipi di onde: sonore, quelle elastiche, luminose, radio ecc.
Il concetto di onda si ritrova in tutti i campi della fisica. In alcuni casi (onde sonore, elastiche, onde del mare) l’ambiente in cui si propaga l’onda è un mezzo materiale (aria, terra, acqua); la luce e tutte le altre radiazioni elettromagnetiche possono invece propagarsi sia nella materia che nel vuoto. Tanto per intenderci le onde elettromagnetiche sono quelle dei cellulari, dei forni a microonde, ecc.
Il campo, come suggerisce la parola stessa, è il campo d’azione di queste onde. Si esende a partire dalla sorgente fino a, in teoria, all’infinito; in realtà l’energia tende a disperdersi durante la propagazione delle onde e il campo avrà un raggio d’azione limitato nello spazio e nel tempo (come descritto nelle leggi di Maxwell). Naturalmente l’intensità del campo sarà quindi tanto maggiore quanto più si è vicini alla sorgente.
Se prendiamo come esempio il cellulare, il campo sarà l’area in cui il cellulare riesce a connettersi tramite le sue onde elettromagnetiche con la stazione ricevente più vicina (cella). Quando usiamo il cellulare in movimento, la comunicazione non viene interrotta; quello che succede è che ogni volta che usciamo da una cella e accediamo ad una nuova cella, automaticamente, senza che ce ne rendiamo conto, il telefono si collega alla nuova antenna. Ogni cella infatti ha un campo d’azione limitato.

Shri Mataji ci ha detto che le vibrazioni sono onde elettromagnetiche ad altissima frequenza (superiore a quella delle onde correntemente usate) e che la teoria del campo di torsione le descrive a livello scientifico molto chiaramente.
Soffermiamoci su alcune interessanti caratteristiche delle onde elettromagnetiche.

  1. L’insieme di tutte le onde elettromagnetiche esistenti (spettro elettromagnetico) si estende su un ambito enorme di frequenze, dalle basse frequenze delle onde radio fino a quelle molto alte dei raggi gamma (prodotti ad esempio nelle reazioni nucleari all’interno del Sole).
    Più alta è la frequenza più le radiazioni possono penetrare nella materia. Quindi immaginiamo quale possa essere il potere di penetrazione nella materia delle vibrazioni, che hanno sicuramente una frequenza molto superiore a quelle delle radiazioni conosciute!
  2. Un’onda elettromagnetica trasporta energia nella direzione della propagazione; questo è valido anche per le vibrazioni, poiché, come abbiamo visto (vedi Conoscere e trasformare il mondo con le vibrazioni), le possiamo dirigere verso un chakra o verso una persona. L’entità dell’energia trasmessa dipenderà da quanto noi saremo antenne trasmittenti di essa, ovvero sorgenti.
  3. Le onde elettromagnetiche sono uno strumento estremamente rapido e versatile per inviare informazioni a distanza (es. radio, cellulari, TV, computer). Le vibrazioni sono lo strumento più rapido e preciso per tutte le informazioni sottili, al punto che istantaneamente possiamo conoscere lo stato sottile di qualcuno che si trovi dall’altra parte del mondo!

Principi sottili

“Le vibrazioni che sentiamo sono il riflesso della Luce dello Spirito. Lo Spirito è immobile, tutto ciò che fa è riflettersi nell’Anima; questo Suo riflesso crea le onde di vibrazioni che si diffondono.”
Shri Mataji, Volterra 25 Luglio 1986

Con l’acquisizione della consapevolezza vibratoria si entra effettivamente nell’Etere (in sanscrito Akasha), cioè in quello spazio permeato dalle vibrazioni (chaitanya), che solo nello stato di yoga riusciamo a percepire.
L’etere non è più qualcosa di rarefatto e imponderabile, oppure un concetto astratto; diventa invece una dimensione vera e propria, nella quale anche spazio e tempo cambiano di significato: la consapevolezza vibratoria è infatti istantanea e universale, poiché consente di conoscere in modo puntuale e immediato eventi o situazioni personali sia vicini che lontani nello spazio e nel tempo.
Il concetto di sostanza che riempie lo spazio diventa in Sahaja Yoga consapevolezza reale — perché mediata dal nostro sistema nervoso autonomo — della presenza di un’Energia diffusa ovunque, dagli spazi cosmici fino alle più piccole particelle, assolutamente accessibile alla nostra coscienza una volta che la nostra attenzione venga sintonizzata non più sulle ‘vibrazioni mentali’ di ego e superego bensì sul piano sottile.

“Una volta che il Sahasrara è aperto dovete poi scendere nel Vishuddhi chakra. Se l’illuminazione non agisce nel Vishuddhi chakra non potete sentire le vibrazioni. Dovete sviluppare la coscienza collettiva.”
Discorso di Shri Mataji sul Vishuddhi 1988

L’elemento Etere è quindi associato al Vishuddhi chakra, che abbiamo visto essere il chakra della comunicazione. Infatti è tramite esso che noi abbiamo percezione della realtà prima di tutto attraverso i sensi e poi, a livello più sottile, attraverso le vibrazioni. Perndersi cura del Vishuddhi chakra, ci permette di avere una buona percezione delle vibrazioni, sia quelle interiori che quelle esteriori.

“… Se non ci sono impedimenti, la Kundalini sale direttamente al Brahmarandra, sulla sommità del capo, nell’area della fontanella e va oltre. A questo punto l’elemento Etere entra in gioco e la diffonde: è così che sentiamo la brezza fresca, che è energia sottile. Questa è la proprietà dell’etere che è l’essenza dello spazio”.
Discorso di Shri Mataji su gli Elementi e loro qualità, 1985

Per entrare nella dimensione dell’etere (e quindi sentire le vibrazioni dello Spirito) dobbiamo però essere in ‘consapevolezza senza pensieri’:

“Per trasformare le vostre energie in energie dello Spirito dovete permettere allo Spirito stesso di dirigere tutte le cose. Gli sforzi della mente dovrebbero essere ridotti e l’energia dello Spirito dovrebbe lavorare attraverso di voi.
La prima cosa da raggiungere è il distacco; il distacco comincia con il pensiero; se voi abbandonate il dominio che agisce su voi stessi (cioè il dominio del vostro ego e superego), entrate nel dominio dello Spirito.
Provate a sviluppare l’abitudine ad osservare le cose senza pensarci su, abituate la vostra mente a non reagire; dovete avere organi dei sensi che non reagiscono, perché devono reagire solo allo Spirito… poiché lo Spirito stesso è attivo, agisce di per Sé.
Come potete constatare che le vibrazioni non parlano ma agiscono. Se voi potete ridurre l’effetto delle reazioni, allora evolvete molto più in alto.”
Discorso di Shri Mataji del 22 Aprile 1985

Trattamenti e tecniche

Naturalmente non ci sono dei trattamenti che fanno uso dell’elemento Etere in sé, ma ci sono trattamenti che usano le vibrazioni che, come abbiamo visto, si propagano nell’Etere. In merito potete leggere l’articolo: Come migliorare i chakra con le vibrazioni.



di Silvana Donato

Ci sono 4 commenti

  1. Petra ha detto:

    Bellissima spiegazione 🙂

    La scoperta del Sahajayoga per me viene, sicuramente non a caso, dopo una ricerca sui colori e i loro potere terapeutico. In particolare sono rimasta colpita dallo Spectro-Chrome di Dinshah Ghadiali.

    Ho notato che lo spettro visibile (i colori) corrispondo perfettamente ai chakra, dal Mooladhara al Sahasrara, ad eccezione dell’Anahat. Potrebbe spiegare il simbolismo dei colori per i chakra?

    Si potrebbe visualizzare il colore di un chakra mentre si medita su esso?

    Grazie.

    • Silvana Donato ha detto:

      Veramente non conosco questa branca di terapia cromatica. Però certamente i colori hanno un effetto su di noi e sui chakra.

  2. giovanni ha detto:

    Molto interessante e realistico anche perché fisica e metafisica sono ino la conseguenza dell’altra.Ormai é tempo che io vivo e sperimento su me stesso queste teorie.
    si puó anche chiamare come una sorta di telepatia che , con lo strumento dell’amore come meccanismo a spirale si riesce a percorrere alla velocitá del pensiero chiunque e all’istante.
    Dico questo perché lo vivo io come canale ,é bello!
    Ogniuno di noi potrebbe teoricamente farlo ora o in futuro anche se il tempo é relativo.
    ora sono in brasile in amazzonia a contatto con il mio etere che é posizionato nella parte profonda e se si puó dire opposta.
    tanto in alto quanto in basso .
    un abbraccio Giovanni

  3. irene ha detto:

    bellissimo articolo!! grazie di tutto questo grande lavoro!!!!

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