OM: simbolo della creazione

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3 novembre 2010 In Scienza

La creazione è stata realizzata in totale coscienza e con una totale comprensione. E’ un processo eterno in cui si passa dal sonno al risveglio e si ritorna al sonno del creatore; proprio come nel caso di un albero: prima c’è un seme che è un albero potenziale, poi c’è l’albero e più tardi si ritorna al seme.

Quercia

Prima dell’inizio c’è soltanto esistenza, Parabrahma, lo stato dell’Essere, un Essere Indifferenziato e Indefinito. Poi questo stato d’Essere si definisce, si concentra, diviene il seme primordiale: il Brahma  Bija.
Questo seme ha un potere germinatore che è parte integrante di esso stesso. Ed è così che questo Essere Unico in risveglio comincia a differenziarsi. Il seme emette attorno a sé il suo potere germinatore che va a costituire un cerchio di energia: il cerchio primordiale o Adi Valaya.

Poi il potere, ovvero il cerchio di energia, si concentra e diviene un’entità, il punto primordiale (Adi Bindu), che orbita intorno al seme. Si ha così l’inizio della separazione in due aspetti:

  • il Seme che è la Forza di Germinazione, l’Essere Supremo
  • il suo potere: la Shakti.

L’Essere Supremo è colui che osserva il gioco della creazione realizzata dalla Shakti: Ella agisce ed Egli è lo spettatore. Finché tra i due c’è la separazione, allora la creazione è in atto. Quando essi si ricongiungono, si ritorna allo stadio indifferenziato di Brahma Bija, dove lo Sposo e la Sposa sono totalmente identificati l’Uno con l’Altra.
La separazione tra i due aspetti (quello dello spettatore e dell’energia creatrice) assume la forma di un tenero gioco detto Lassya: infatti l’Essere Supremo respinge la sua Shakti, la allontana per spingerla a creare; in questo modo, il cerchio che Ella descrive si trasforma in ellisse, o in parabola. Questo è il movimento primordiale (Adi Gati) che descrive la parabola (Paradakshina) avente nel cuore l’Uovo Primordiale, Pinda. La figura così descritta è la combinazione Lingam-yoni tradizionale.

Anche la Shakti emette la sua energia attorno a sé stessa, ad anello. Quindi ora troviamo due Adi Bindu: uno Spettatore-Sposo-Padre, l’altro Dinamico-Sposa-Madre. Questi due principi sono anche noti come Sadashiva o Paramatma il primo (il cui riflesso è il Sé, o Atma, che si trova nel chakra del Cuore) e Adi Shakti o Madre Primordiale il secondo (un residuo di questa energia è la Kundalini che si trova nel nostro osso sacro).
Il gioco di attrazione-repulsione tra i due Adi Bindu crea una tale tensione sulla parabola che questa si deforma sempre più. Infine si apre in due rami e l’anello di energia della Shakti si snoda, e va a formare il terzo e mezzo; e così è costituito l’OM.

A partire da ciò la creazione continua. L’OMKARA (la sillaba OM) si differenzia in tre poteri, i poteri dei tre canali energetici:

  • nel Tamo Guna (Esistenza – Desiderio) prende il nome di Mahakali
  • nel Rajo Guna (Attività – Attivazione) prende il nome di Mahasaraswati
  • nel Sattwa Guna (Rivelazione –  Essere Collettivo o Virata) prende il nome di Mahalaxmi.

Tutta la creazione è caratterizzata da Innocenza e Santità, qualità rappresentate da Shri Ganesha, il figlio unico della Madre Primordiale. Quindi prima della creazione era Uno, dopo la creazione l’Uno si è scisso in Tre: il Padre, la Madre e la relazione fra loro di Assoluta Innocenza che è il Figlio.
(traduzione di un documento redatto da Shri Mataji

Omkara



di Silvana Donato

Ci sono 4 commenti

  1. rita galatolo ha detto:

    molto bello,semplice ed esauriente

  2. paolo ha detto:

    vero:bello e semplice:ma perchè le altre religioni non ne hanno mai parlato?

  3. Silvana Donato ha detto:

    Forse perchè non lo sanno.
    Ogni profeta e incarnazione ha parlato di diversi aspetti della religione che si adattavano alle condizioni della popolazione del tempo. Per esempio, Abramo (un excursus della sua vita si trova anche in questo sito) dovette introdurre l’idea del Dio unico che ai suoi tempi non esisteva. Mosè dovette dare le leggi di comportamento dharmico al suo popolo e così via.
    In alcuni paesi come l’India (ma non solo in India) c’era una più alta comprensione della spiritualità ed è molto probabilmente per questo che hanno approfondito certe conoscenze. Giusto per fare un esempio, le conoscenze sui chakra derivano dagli antichi meditanti che riuscivano durante le loro meditazioni ad andare così in profondità da conoscere i chakra, le loro qualità, i suoi che emettevano (detti anahat, ovvero suoni non prodotti da frizione o percussion), ecc.

    Putroppo coloro che sono venuti in occidente in passato non avevano una conoscenza così completa ed è per questo che certe conoscenze non si sono diffuse finora.

  4. cri ha detto:

    per me non é cosi semplice…eheheh

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