Guru significa andare oltre la gravità

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2 luglio 2012 In Discorsi, Guru Tattwa

Estratto da un discorso di Shri Mataji Nirmala Devi riferito al Principio del Guru, tenuto nel 6 luglio 1986 in Austria.

Ogni volta è una bellissima sorpresa vedere il modo in cui i sahaja yogi stanno diventando un tutt’uno con il Divino. Si può vedere molto chiaramente l’espressione della loro gioia, la concezione del Divino. Per questo desidero che siate tutti seduti nel Regno di Dio come me oggi.
Dobbiamo renderci conto che adesso siamo parte integrante di questa stessa consapevolezza cosmica, il Brahma. Colui che crea, coordina, pianifica ogni dettaglio e ama attraverso la Sua creazione, attraverso la Sua espressione, è questa consapevolezza cosmica.
Noi, non solo ne facciamo parte, ma possiamo manovrarla, possiamo regolarla, possiamo usarla, possiamo farla funzionare… quando siamo in questo stato siamo guru.

Shri Mataji Nirmala Devi

Guru significa essere più elevato della gravità

Guru significa qualcosa che è più elevato della gravità della terra, o più forte della gravità della terra.
Che cos’è la gravità della terra? Se la consideriamo superficialmente, la intendiamo come qualcosa che agisce sul nostro corpo per tenerci ancorati alla terra. C’è anche una forte pressione atmosferica sulla nostra testa, come molti elefanti che stanno sulla nostra testa. In più, la Madre Terra possiede la gravità per attrarci a sé. È così che, a livello grossolano, concepiamo la gravità; e, a volte, interpretiamo a livello grossolano anche il Principio del Guru.

A livello grossolano si pensa che un bravo guru sia quello che vi attrae a sé – può trattarsi di fascino fisico o di altre attrattive di tipo grossolano. Ed è per questo motivo che la gente va sempre dai guru falsi, superficiali.

Ma colui che è oltre la gravità della Madre Terra, oltre il grossolano, il sottile, il più sottile e il sottilissimo – oltre tutte queste attrazioni – quello è il guru.

Quindi, ad un livello molto grossolano, generalmente vediamo che la gente si sente attratta verso gli altri attraverso l’elemento fisico; la gravità agisce attraverso il corpo.
Un guru che assomigli ad un attore del cinema è oltremodo apprezzato. Non si riesce a vedere la totalità della bellezza, ma solo un aspetto.
In India, i primi falsi guru che si presentarono, avevano persino l’abitudine di truccarsi il viso. Oppure andavano da speciali decoratori che acconciavano i loro capelli come i jata (capelli arricciati) di Shankara (Shiva) e gli occhi erano tinti fin qui con pesante carbone nero. E tutto il corpo era ricoperto di una strana polvere.
Oppure indossavano un kashaya, un abito tinto del colore dello zafferano senza usare lo zafferano. Con due rupie potete procurarvelo. E la gente era attratta da queste persone. Portavano un elefante, si sedevano su un elefante proprio per aumentare la capacità di attrazione di quella gravità superficiale, e giravano per le strade. E la gente si inchinava e dava loro qualsiasi cosa volessero.

Questo non può elevare nessuno. Qualsiasi attrazione fisica può rendervi schiavi, non può darvi la libertà. Vi darà delle abitudini per sottomettere il vostro corpo e inoltre vi renderà schiavi del vostro guru se lui sa come rendersi attraente in vari modi.

La comprensione complessiva della consapevolezza cosmica può essere racchiusa in un’unica breve frase: “Non può essere attratta dalla gravità di nessuna stella, terra, luna o sole”.

Le altre attrazioni che si hanno dalla Madre Terra riguardano tutte il cibo, l’avidità, la lussuria – il peggio del materialismo.  Tutto questo deriva dalla materia. Quando iniziate ad abituarvi a questo, diventate schiavi, non guru.

Quindi la prima prova per tutti dovrebbe essere: per essere un buon guru occorre superare l’attrazione della materia.

In un modo più sottile si può notare che accade così: una signora o un signore acquistano un ashram in Sahaja Yoga e un sahaja yogi inizia a vivere in quell’ashram. Il proprietario della casa inizia a preoccuparsi della casa e di tutte le cose materiali che si trovano in essa, invece che dell’emancipazione dei discepoli o dei sahaja yogi che ci vivono.
Tutta l’attenzione è sulla manutenzione materiale della casa e non sull’emancipazione dei sahaja yogi che dovrebbero elevarsi nella consapevolezza cosmica. E una persona così, se si mette a pensare di essere il guru o in qualche modo anche un sahaja yogi, si sbaglia di grosso.

Il punto è dov’è la vostra attenzione. Se siete il guru, dov’è la vostra attenzione? Se la vostra attenzione è sulla correzione e il nutrimento di voi stessi e degli altri, allora, prima di tutto, siete sahaja yogi. E quando vi elevate al di sopra della forza gravitazionale del materialismo, a quel punto potreste essere chiamati guru.

Esiste qualcosa che si eleva in opposizione alla gravità

Ogni cosa vivente ha una capacità di elevarsi in opposizione alla gravità, fino ad un certo punto, ad un certo limite. Abbiamo visto, ad esempio, che gli alberi nascono dalla Madre Terra e crescono verso l’alto, fino ad una estensione limitata. Ogni albero, ogni tipo di albero ha i propri limiti. Un cedro sarà un cedro e una rosa sarà una rosa. Tutto è controllato dall’energia gravitazionale.

Ma esiste qualcosa che si eleva in opposizione alla forza gravitazionale e che non ha limiti: è la vostra Kundalini.

Essa non può essere controllata dall’energia gravitazionale, a meno che non siate voi a volerlo. Niente può controllarla tranne voi e il vostro sé. Quindi, appena diventate responsabili della vostra Kundalini, avete fatto un passo avanti, nel senso che avete vinto la forza che è l’energia gravitazionale.

Inoltre, il ciclo di tutti i cinque elementi è strettamente collegato. Tutti i cinque elementi devono entrare in un ciclo tale che nulla viene sprecato, niente viene sciupato, tutto è organizzato. Ma questo ciclo è spezzato unicamente dal risveglio della Kundalini. Infatti entrate nella dimensione più elevata che è la consapevolezza cosmica, e che voi stessi siete in grado di regolare.

Questa consapevolezza cosmica è il Param Tattwa, è il principio di tutti i principi che controlla tutti i principi.

Controlla quindi anche i principi di tutti i cinque elementi. Controlla Mana Shakti [mana significa mente, pensiero anche inteso come sentimento], controlla l’evoluzione e vi conferisce il potere di far evolvere gli altri. Questo grandioso Brahma Shakti è dunque ai vostri piedi di loto.

Forse i sahaja yogi non si rendono conto di ciò che hanno ottenuto. La sola differenza tra un Adi guru ed un guru, un satguru [vero guru] direi, è che l’Adi guru sa di essere il potere che controlla, sa di essere in assoluta unione con il Brahma Tattwa, con la (consapevolezza) cosmica.
Con quanta autorità parla, con quale assoluta sicurezza si esprime!
Non esistono dubbi nella sua mente. In ogni suo insegnamento dirà: “In verità vi dico che io sono in unione con il Brahma Tattwa, che io sono il Brahma e controllo tutto questo Tattwa”. Quella sicurezza fa di lui un profeta.
Infatti, qualsiasi cosa dica o profetizzi, è la verità. Tutto ciò che dice riguardo al passato è la verità. E lui lo sa; non ha dubbi.

L’autorità con cui parlò Mosè, l’autorità con cui parlò Socrate, l’autorità con cui parlò Lao Tse… tutti questi grandi Adi Guru, da Adi Nath a Sai Nath, non dissero: “Se fate così andrà bene”, o “In quell’altro modo andrà bene” [frasi pronunciate con tono incerto, dubbioso, ndt]. No! Dissero: “Le cose stanno così, è meglio che le facciate!” “È proprio così.”

L’importanza della Realizzazione

Ma, nei tempi moderni, questi guru potrebbero non riuscire nel loro compito. Ecco perché è dovuta venire una Madre. Innanzitutto per darvi la realizzazione. Perché quei guru non si sono resi conto di un altro punto, e cioè che i loro discepoli non li capiscono per niente. Qualsiasi cosa facciano la fanno per timore reverenziale. Ma il timore reverenziale non è dotato di capacità di comprensione. O magari i primi l’hanno avuta, ma non la generazione successiva.

Così hanno trasformato i guru in una facciata e loro si sono impossessati dell’intero edificio, creando problemi di ogni genere, uccidendo l’universalità e la collettività.

Infatti il Brahma Tattwa è il potere della collettività.

È in ogni cosa, nell’atomo, nella molecola, nel cuore umano. È riflesso ovunque, a seconda del riflettore. E controlla. I Guru Primordiali avevano questa comprensione, ma forse non erano dotati di comprensione umana, nel senso che se oggi dite loro (agli esseri umani) qualcosa magari vi ascoltano, ma domani se ne dimenticheranno.

Quindi era necessario che riceveste tutti la realizzazione. Diversamente, senza la realizzazione, a che serve? A che serve parlare dei colori a chi non ha occhi? Quindi si deve dare la realizzazione. Ma non dovrebbe essere fatto con diffidenza. Quando un guru non sente bene le vibrazioni, diventa diffidente riguardo al dare la realizzazione. Ma persino quando le sente distintamente, non parlerà in modo autoritario.
L’autorità non implica in nessun caso aggressività. Autorità significa che, essendone voi dotati, per questo la esprimete. Come questa luce che adesso risplende sul mio viso: risplende, non è aggressiva. Infatti questa è la sua qualità: deve risplendere, quindi risplende.

Allo stesso modo un guru risplende davanti ai discepoli. È molto facile capire la parola risplendere. Quando avete qualcosa di sporco, non risplende. Persino l’oro, che è sempre splendente, che non è ossidabile, se lo mettete sotto il fango non risplenderà. Dovete lavarlo, pulirlo e strofinarlo per bene affinché risplenda.
Ma per il Guru Tattwa si deve iniziare dalle basi. L’oro, prima di raggiungere il suo stato di oro, è stato mescolato con svariati altri elementi. Ha dovuto essere scaldato, fuso, setacciato e ha dovuto subire numerosi procedimenti prima di diventare oro.

Ebbene, quando diventate sahaja yogi, dovete diventare oro.

Il secondo lavoro consiste nel mantenere splendente questo oro. E la terza cosa sarebbe di ottenere un posto nella corona di vostra Madre, affinché non possiate mai ossidarvi.
Occorre passare attraverso questi tre stadi.
Prima di tutto, per giudicare voi stessi, per essere un guru, dovete essere dotati di una vostra gravità propria che non sia vincolata dalla gravità di Madre Terra. Questo è proprio il minimo. Il che non significa indossare solo esteriormente il kashaya, l’abito che indica che siete un sanyasi. Ma dovreste essere sanyasi nell’intimo. Un sanyasi che sia sanyasi interiormente avrà magari un grosso conto in banca, ma non ne saprà nulla. Sarà molto indifferente e desideroso ogni giorno di rinunciarvi.
Un sanyasi deve essere al di sopra della lussuria. Non dovrebbe conoscere la lussuria, l’attrazione della lussuria. E può conseguire tutto ciò mediante la sua Kundalini e il suo Muladhara.
Infatti adesso voi avete la capacità di ascendere oltre la gravità. Ormai avete il potere di ascendere oltre questa lussuria a causa della quale la vostra attenzione viene danneggiata completamente.

In Sahaja Yoga, però, abbiamo di tutto.
Sulle strade indiane, ad esempio, potete trovare le auto più moderne, Rolls Royce, Mercedes, così come un carro di buoi ed anche un’infinità di mucche e bufali; di tutto. Analogamente, penso, in Sahaja Yoga abbiamo di tutto.
Abbiamo alcune persone di grandissimo valore che cercano di conseguire uno stato di inossidabilità, mettono l’attenzione su questo, si danno da fare. Ma abbiamo anche individui del tutto inutili, che stanno attaccati a Sahaja Yoga per usarlo ai fini di una popolarità personale o forse per i propri profitti. Non so per cosa.
Ho visto gente che tiene conferenze in nome di Sahaja Yoga e che è seriamente bloccata.

Vi è questa gravità che agisce in voi, ricordatelo. La gravità della Madre Terra. Qualche tipo di gravità che dovrebbe essere individuato. Ma alcuni non sono altro che vermi, non possono ascendere. E gli estranei vedono solo questi vermi e tentano di dire che Sahaja Yoga non è una buona cosa.

La vostra Kundalini ha il potere, ha tutti i poteri di rendervi eccelsi. Un’erba normale può diventare un cedro. Non esistono limiti. Ma voi dovete avere fiducia in voi stessi ed in Sahaja Yoga. Se non avete fiducia in voi stessi o in Sahaja Yoga, niente può farlo funzionare. La cosa più importante, però, è la sincerità e questa nessuno può infondervela.

Il vero guru deve essere genoroso

Esistono svariate descrizioni di un guru, di come dovrebbe essere un Satguru. Non in Occidente, lì non l’ho visto, perché a mio avviso non hanno mai creduto nei guru; però hanno molti “guru”,  falsi maestri spirituali, che non sanno niente della Kundalini, non sanno niente di Brahma; e vogliono denunciare le idee indiane non perché sono indiane, ma perché, se Sahaja Yoga si afferma, loro perderanno tutti i loro introiti. Da dove prenderanno il denaro e le corone? Quindi vogliono proporsi come la soluzione, senza ottenere nulla, oltraggiando il nome di Cristo, dicendo di tutto contro di Lui, stupidamente, senza conoscere il Divino.

Nessun sahaja yogi guru accetterà denaro, e nessuno si inchinerà loro; né accetterà alcuna attenzione speciale.

Nel senso che in un certo posto avevamo un ashram in cui il guru e la gurui [guru al femminile] divennero molto importanti, e la gurui voleva che il tè le fosse servito a letto su un bel vassoio e divenne una mini Mataji – o una più grande Mataji, infatti io non pretendo tutte le cose che esigeva lei. Io non chiedo mai niente, qualsiasi cosa fate per me è grandiosa.
Ed è così che costoro pensarono di essere grandi guru pretendendo questo e quel privilegio.

Il guru deve soffrire più di tutti: è così che può comandare. Deve essere un esempio di austerità e distacco; è così che otterrà rispetto. In Sahaja Yoga nessuno rispetterà un guru che abbia guadagnato denaro a spese dei sahaja yogi.

Il potere di comprendere nasce soltanto quando diventiamo il potere della consapevolezza cosmica.

Infatti, la consapevolezza cosmica capisce tutto; stando seduti qui potete capire qualsiasi cosa senza dover andare in quel luogo. Qualsiasi cosa. E poiché vostra Madre è Mahamaya [Mahamaya significa “grande illusione”] , magari la situazione non è evidente, ma un giorno apparirà. Dovete quindi contare su quell’aspetto di Sahaja Yoga, secondo cui (una certa situazione) è un lavoro di Mahamaya. Non dovremmo sentirci disturbati o confusi, tutto si mostrerà.

Quindi voi siete doppiamente benedetti. Per prima cosa avete avuto la realizzazione — che si dice sia la cosa più ardua in assoluto da ottenere — avete vinto la gravità. E, in secondo luogo, vostra Madre è la Madre di tutti gli Adi Guru. È Colei che ha insegnato a tutti gli Adi Guru. Lei ha creato gli Adi Guru e Lei farà di voi degli Adi Guru.

Ma la qualità deve essere quella dell’oro. Il guru deve accettare ogni sfida, qualsiasi cosa, affrontarla, risolverla, purificarsi, vedere da solo fin dove è arrivato.
Non deve dipendere da qualche certificato attribuito da voi. Non è artificialità, non è falsità; è realtà. E quando pervenite alla realtà, dovete capire che dovete essere soddisfatti di voi stessi. A quel punto subentra la sicurezza. È così che subentra l’autorità, nel senso che siete sicuri di voi stessi, che tutto ciò che fate è la realtà. Realtà e niente altro.
E questo potere è in voi. La Kundalini è in voi. Lei è vostra Madre.

Avete sprecato tutta la vostra vita in cose di ogni genere. La gente ha affrontato innumerevoli penitenze compiendo grandi imprese anticulturali per rovinarsi e distruggersi. Che cosa ci hanno guadagnato? Noi progettiamo la nostra distruzione in modo devastante. Ma lavoriamo alla nostra costruzione e alla nostra ascesa con quella assiduità, con quella prudenza, con quella cura, con quella comprensione minuziosa?

E l’aspetto migliore è che quando lo fate diventate gioiosi, siete ricompensati all’istante.

Per esempio, nel fare tutte queste cose (indica il palco, ndt) avrete gioito tutti, non c’è dubbio. Qualsiasi cosa si faccia nel nome di Dio viene immediatamente ricompensata. Ciò che è più sottile in assoluto è sotto forma di gioia. E il più grossolano in assoluto è sotto forma di cose di ogni genere. Perché dunque non fare qualcosa con completa comprensione, in modo meticoloso, attento? Perché non con totale attenzione e concentrazione? Perché la ricompensa è la gioia.
In definitiva, non cerchiamo altro che la gioia. A livello razionale lo capiamo, ma non con il cuore. Non arriva facilmente al cuore. Adesso la gente chiede: “Madre, apri il mio cuore”: come devo fare ad aprirlo? Ditemelo. Si deve ricorrere alla chirurgia a cuore aperto, credo, per come stanno le cose.

Per aprire il vostro cuore, il guru deve essere generoso. È esattamente l’opposto di ciò che fanno questi altri falsi guru. Che cosa avete dato voi?

Per esempio, ospitate alcune persone con voi a casa vostra e voi siete il guru. Che cosa avete dato loro? A livello materiale, vediamo. Poi, a livello fisico, avete mai massaggiato loro la testa? Io ho massaggiato la testa di innumerevoli persone. Almeno il cinquanta per cento di voi lo ha avuto.
Che tipo di benessere fisico avete dato voi a quelle persone? Se siete un guru, qual è la sicurezza emotiva che avete dato a quella persona, se la sgridate,  “Perché hai messo lì quella cosa? Perché non l’hai messa là?” ?

Tra gli esseri umani accade anche il contrario. Se si cerca di essere gentili con qualcuno, quella persona diventa piena di ego. Pericoloso, sapete. Siete cortesi con qualcuno, siete gentili, gli date del denaro o qualcosa, e poi vengono a dirvi: “Venga a vedere quella persona”. Certe volte sono sorpresa, come può essere? Ma succede. Insomma, io sono stata vittima di queste assurdità. La gente si è sentita di dirmi: “Madre, Lei ha viziato quella persona”. Ma io proprio non capisco, come posso viziarla?

Perché ciò accade? Perché gli esseri umani hanno un’altra grande caratteristica di non riuscire a capire che qualcuno possa interessarsi a loro, perché loro non sanno interessarsi di nessuno. Se qualcuno si interessa di loro, diventano egoisti.

Sono venuta a sapere che quando alcuni indiani arrivarono dall’estero la gente li considerò come se fossero arrivati degli Adi Guru. Loro possono essere peggiori di voi. E lo sono, senza dubbio. E voi vi mettete a venerarli in quanto indiani. E poi capite che quello che avete portato dall’India è un somaro che vi prende a calci tutto il tempo.
L’immagine di quella virtù indiana non c’è. A causa di questo problema il guru trova impossibile rapportarsi con i discepoli.

Ma esiste una soluzione: lasciateli a vostra Madre ed io li metterò in riga. Tutti questi problemi potete affidarli a me. Quando la gente cerca di approfittare di voi o andare sull’ego, dite: “Adesso ti affiderò a Madre, io non mi occuperò più di te”. Questo li metterà a posto.
Loro non sanno che questa consapevolezza cosmica è anche molto dispettosa. Ha molti assi nella manica. E può ricorrere a tali espedienti che la gente è stupefatta e sbalordita.
Quindi, se non sapete affrontare tutti i problemi di questo genere, potete affidarli a me. E un’altra cosa riguarda la loro Kundalini, dire loro che hanno un blocco qui o lì. È vostro dovere dire: “Hai un blocco all’ego. Meglio correggerlo”.

Ognuno di noi può diventare guru

Ora, tutti voi potete diventare guru. Ciascuno di voi può diventare guru e può sviluppare la grande capacità di essere un tutt’uno con questa consapevolezza cosmica, completamente liberi dalle strette della gravità terrestre, del materialismo. Senza aver ottenuto questo, non avete alcun diritto di dire a nessuno cosa fare.

Dovrebbe essere innanzitutto una vostra pratica e un precetto nella vostra vita, nel vostro esempio. E a quel punto il vostro esempio sarà sufficiente a convincere gli altri.

Oggi, attraverso questa comprensione che dovete elevarvi oltre la forza gravitazionale del materialismo… che è ovunque la religione odierna, comunque possano chiamarla.

La Kundalini è la sola cosa che possa portarvi, come il gambo del loto, fuori da questo fango del materialismo.

E questo è ciò che occorre conseguire, specialmente in Occidente. Assume forme sempre più sottili – perciò state in guardia – e alla fine si esprime come ego.

Tutti i materialisti sono egoisti e razzisti, sono ladri e saccheggiatori. Vanno in altri Paesi come il Sud Africa e ci si stabiliscono bellamente – ladri e saccheggiatori. E si appropriano della ricchezza degli altri.

Tutto questo può diventare molto sofisticato ed abbellito; (ma) noi dobbiamo combatterlo. Ma per combatterlo dobbiamo uscirne completamente. Altrimenti non possiamo combatterlo, quando ci siamo dentro.
Quindi tutti noi dovremmo cercare di venirne fuori completamente. Ciò non significa che dobbiate tutti togliervi i vestiti e dire: “Abbiamo rinunciato a tutto”. Questa è un’altra moda iniziata adesso. Ma significa rispettare tutto ciò che è bello, tutto ciò che è buono, senza essere dominati da niente. Non siete nelle grinfie di niente.
Se voglio io posso indossare una catena d’oro oppure niente, non importa, non mi interessa. Questo dovrebbe essere l’atteggiamento: se devo, se devo farlo, lo farò. Niente può dominarmi. Niente può conferirmi uno status. Io sono salda nel mio status, nella mia posizione e nella mia autorità. Infatti io sono quella consapevolezza pura. Niente può rovinarmi, niente può abbassarmi, niente può farmi inchinare. Ma neppure posso dominare gli altri.

È così che diverremo grandi guru.

Pensate, qui ci sono seicentoventi persone, e un solo guru è sufficiente a trasformare il mondo intero. Con seicentoventi guru, che Dio salvi il mondo adesso.

(Lungo applauso) C’è una bellissima ode di Adi Shankaracharya, Tad Nishkala, sul Brahma Tattwa. “Io sono quel Brahma”. È su questo tema. L’avete? Fatemela vedere. È il modo migliore per comprendere ciò che siete. Portatela. È molto famosa. L’avete?

Sahaja yogi: Dakshina Murti?

Shri Mataji: No, non quello, un altro. Portalo. Avete il libro?

È questo. Questo, è questo. Lo leggiamo in inglese.

Parla di ciò che vi accade quando ottenete il Nirvana.

Guido legge:

OM. Io non sono la mente, né l’intelligenza, né l’ego, né l’attenzione, non sono le orecchie né la lingua, né i sensi dell’olfatto e della vista. Non sono etere, né aria, né fuoco, né acqua, né terra. Io sono Eterna Beatitudine e Consapevolezza. Io sono Shiva! Io sono Shiva!

Non sono il prana, né i cinque respiri vitali, né i sette elementi del corpo, né le sue cinque guaine, né le mani, né i piedi, né la lingua, né gli altri organi dell’azione. Io sono Eterna Beatitudine e Consapevolezza. Io sono Shiva! Io sono Shiva!

Paura, avidità o illusione, disgusto o piacere non ho. Niente orgoglio né ego, né dharma o liberazione, né desiderio della mente, né l’oggetto stesso del desiderio. Io sono Eterna Beatitudine e Consapevolezza. Io sono Shiva! Io sono Shiva!

Niente del piacere e del dolore, della virtù e del vizio io so, né mantra, né luogo sacro, né Veda né sacrificio. Non sono colui che mangia, né il cibo o l’atto del mangiare. Io sono Eterna Beatitudine e Consapevolezza. Io sono Shiva! Io sono Shiva!

Morte o paura non mi appartengono, né distinzioni di casta; non ho padre né madre, neppure una nascita, né amico, né compagno, né discepolo, né guru. Io sono Eterna Beatitudine e Consapevolezza. Io sono Shiva! Io sono Shiva!

Non ho forma né immagine, l’Onnipervadente io sono, ovunque esisto, e invero di là dai sensi io sono, non sono la salvezza né cosa conoscibile. Io sono Eterna Beatitudine e Consapevolezza. Io sono Shiva! Io sono Shiva!

Shri Mataji: È questo che siete. Siete eterna beatitudine e consapevolezza. La consapevolezza, la pura consapevolezza.

Ritengo che questo debba essere… ognuno deve ricordarlo a memoria. E dovete recitarlo in tutti gli ashram. È un ottimo sistema per ricordarvi ciò che siete.

Video del discorso



di Shri Mataji Nirmala Devi

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