Yoga: scienza antica, virtù moderna

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26 aprile 2010 In Articoli vari
Shri Mataji Nirmala Devi
Shri Mataji Nirmala Devi

Lo Yoga è un’antica filosofia originaria dell’India che si avvale di una tradizione tramandata da millenni e di trattazioni di alto valore spirituale (come gli antichi Veda o gli Yoga Sutra di Patanjali).

Eppure, per quanto sia antica, essa si basa su contenuti sempre attuali, perché sono precipui dell’essere umano. Essi definiscono la qualità intrinseca di ogni essere umano, come essa si sviluppa e come può essere migliorata per permettergli di raggiungere il livello più alto della propria evoluzione.

Nella storia, vari maestri illuminati si sono adoperati a passare questi insegnamenti ai propri discepoli (di solito molto pochi), nella speranza che essi potessero ascendere e ottenere la propria realizzazione spirituale. Il percorso che questi discepoli dovevano affrontare era generalmente molto arduo e non tutti riuscivano ad arrivare alla meta.

L’estrema disciplina a cui i maestri sottoponevano i discepoli era dovuta al fatto che essi dovevano purificarsi liberandosi da tutti loro vizi e i loro condizionamenti, fino a che, una volta raggiunto il massimo livello di purificazione, finalmente potevano ottenere la propria realizzazione spirituale. Allora e solo allora potevano godere dei frutti dei loro sacrifici, vivendo in uno stato di assoluta beatitudine.

È ovvio che un percorso del genere sarebbe alquanto impraticabile ai giorni nostri ed assolutamente impossibile a livello di massa.

Per questo era necessario elaborare un metodo che permettesse la diffusione di tali preziose conoscenze al mondo intero, senza però sminuirle del loro valore. L’idea era quella di permettere l’accesso allo yoga in modo semplice e naturale, senza dover rinunciare alla propria vita quotidiana, ma anzi permettendo alla propria vita quotidiana di diventare un mezzo per la propria crescita.

Fu così che il 5 maggio del 1970, Shri Mataji Nirmala Devi trovò la soluzione a questo dilemma.

La soluzione che si prospettava più semplice era quella di permettere agli esseri umani di percepire immediatamente il loro benessere interiore, cosicché venisse spontaneo in loro il desiderio di dedicarsi a stabilizzare quello stato meraviglioso. Shri Mataji sapeva che l’unico modo per ispirare questa consapevolezza nelle persone poteva realizzarsi mediante il risveglio di un’energia sacra risiedente nell’osso sacro e chiamata in sanscrito Kundalini.

Una volta risvegliata, quest’energia sale lungo la colonna vertebrale ed attraversa i nostri centri energetici, per poi connettersi a livello dell’osso della fontanella (posto sulla cima della nostra testa) con l’energia universale. Yoga è un termine sanscrito che significa “unione” e corrisponde proprio all’unione fra la Kundalini e l’energia universale.

È quindi la Kundalini stessa che ci mostra la via per la nostra crescita, donandoci fin dal primo istante una sensazione di rilassamento e di rinnovata serenità. È la Kundalini stessa che ci aiuta nella nostra “purificazione”, in quanto passando per i centri energetici li nutre, li cura e permette loro di raggiungere il massimo  stato di benessere.

È per questo che tale tipo di yoga è stato chiamato sahaja, perché sahaja in sanscrito significa “innato” e quindi “spontaneo”. Ed in effetti noi non dobbiamo fare null’altro se non permettere alla Kundalini di svolgere questo meraviglioso compito.



di Silvana Donato

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