I canali energetici e i loro principi sottili

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29 settembre 2010 In Canali energetici

Sole e lunaI canali energetici sono le linee di connessione fra i nostri centri energetici, i chakra. Essi hanno però delle caratteristiche specifiche che vanno a riflettersi anche nei vari chakra.

Abbiamo visto che il canale sinistro si chiama Ida Nadi ed è il canale che si prende cura del nostro lato emotivo. È detto altresì canale lunare o Tamo Guna. Nella filosofia cinese viene indicato con il termine Yin, andando a delineare tutte le caratteristiche femminili del nostro carattere: l’emotività, la sensibilità, la delicatezza, la grazia, etc.
Il canale destro è invece il canale dell’azione ed è chiamato Pingala Nadi. Viene anche detto canale solare o Rajo Guna. Nella filosofia cinese viene indicato con il termine Yang, che ingloba tutte le caratteristiche maschili della nostra personalità: il dinamismo, il senso di responsabilità, il pensiero creativo, etc.

Così come è noto, lo Yin e Yang sono opposti, ma assolutamente complementari e dipendenti l’uno dall’altro; lo stesso vale per i nostri canali energetici: non può esserci equilibrio dentro di noi se uno prevale sull’altro.
Se è l’aspetto Rajasico a prevalere, allora saremo persone iperattive, eventualmente stressate e aride, perché il calore di questo canale (che è un canale solare e quindi tende a surriscaldarsi) porta a far evaporare tutta l’acqua in noi (che è l’elemento che ci rende non solo idratati fisicamente, ma anche morbidi caratterialmente). Se è invece l’aspetto Tamasico a prevalere dentro di noi, allora tenderemo a essere dominati dalle nostre emozioni, ad essere tristi e nostalgici e il nostro canale sinistro tenderà a raffreddarsi in quanto esso è un canale lunare.
L’unione di Rajo e Tamo Guna dà origine a Sattwa Guna, che è il canale centrale, il canale dell’equilibrio e dell’evoluzione. Esso è quindi l’unione e l’integrazione degli opposti. Sattwa significa “Verità”.

Se provassimo ad osservare come sono disposti i canali energetici, noteremo che all’equilibrio il canale destro e il sinistro sono completamente sovrapposti. Possiamo immaginarli come due tubi sovrapposti e, se consideriamo le loro sezioni trasversali, queste risultano concentriche. Quindi tutto lo spazio di intersezione fra loro, risulta formare il canale centrale e sarà lo spazio dedicato alla Kundalini per salire.
Nel momento in cui noi sfruttiamo troppo l’energia del canale destro (Rajasica), o del sinistro (Tamasica), o entrambe, allora i due canali tenderanno a scostarsi dal centro; come possiamo notare nell’immagine, una loro sezione trasversa rivela che l’intersezione dei canali si riduce notevolmente e lo spazio a disposizione della Kundalini per salire sarà ridotto.
Per questo motivo, durante le prime meditazioni, potremmo sentire poco (o per niente) le vibrazioni fuoriuscire dal nostro Sahasrara. Naturalmente, un po’ alla volta, la Kundalini stessa aiuterà i canali a ritornare all’equilibrio.

Sezione trasversa dei canali energetici

Così come i chakra, anche i canali energetici hanno degli archetipi che li rappresentano.
Per l’Ida Nadi è Shri Bhairava, mentre per il Pingala Nadi è Shri Hanuman; le loro rispettive shakti sono Shri Mahakali e Shri Mahasaraswati. Mentre per il Sattwa Guna il principio è Shri Mahalaxmi.
Shri Mahakali, Mahasaraswati e Mahalaxmi sono i poteri (shakti), ovvero l’essenza delle qualità dei tre canali (trigunatmika).
Vedremo in seguito, nella sezione mantra, perché è importante citare questi principi. Ricordiamo per il momento che i nomi dei principi hanno di per sé la capacità di aiutare i corrispondenti chakra/canali a migliorarsi.
Sia Shri Hanuman che Shri Bhairava hanno avuto le loro manifestazioni terrene più volte nella storia.

Le loro manifestazioni probabilmente più note sono state quelle di Shri Buddha e Shri Mahavira.
Come abbiamo visto parlando dell’Agnya,  Shri Buddha si è manifestato come il signore dell’Ego, che è proprio la terminazione del canale destro; mentre Shri Mahavira è stato il signore del Superego, che è la terminazione del canale sinistro. Con queste due incarnazioni, essi hanno determinato un grosso passo avanti nella nostra crescita sottile, in quanto ci hanno aiutato a superare i limiti dall’ego e dal superego, ovvero a liberarci dalla schiavitù della mente.

Peraltro Shri Hanuman (che nella nostra tradizione è noto col nome di Arcangelo Gabriele) si è manifestato sulla Terra proprio come Hanuman (uomo-scimmia) all’epoca del Re Rama, di cui fu fedele servitore per molto tempo e che aiutò per trovare la moglie rapita dal demone (vedi Ramayana). Egli aveva straordinari poteri, quale quello di volare, o di cambiare la propria dimensione, o di poter allungare la sua coda quanto voleva. La sua intelligenza, il suo dinamismo e la sua dedizione erano notevoli, essendo queste qualità specifiche del Pingala Nadi.

Fra le molteplici incarnazioni Shri Bhairava (che nella nostra tradizione è noto col nome di Arcangelo Michele) c’è William Blake, poeta incisore che attraverso la Sua arte ha voluto risvegliare la “Divina umanità” degli esseri umani.



di Silvana Donato

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