Guida alla meditazione

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25 dicembre 2014 In Meditazione, Meditazioni guidate

yogi che meditaLa meditazione quotidiana può essere definita come il momento più importante dello yogi, in quanto ciò permette di nutrire il proprio sistema sottile con l’energia della Kundalini, e quindi di migliorare e aprire i propri chakra.
Non è possible nessun progresso in sahaja yoga, senza dedicare almeno un po’ di tempo ogni giorno alla meditazione. Non è sufficiente frequentare solo i corsi settimanali (anche se meditando in collettività le vibrazioni sono più forti): bisogna irrorare il nostro Albero della Vita, ogni giorno, con acqua sacra per farlo crescere e germogliare, proprio come ogni giorno dobbiamo bere e mangiare per mantenere il nostro corpo fisico in vita.

Quello che suggeriamo, quindi, è di meditare un po’ al mattino e un po’ alla sera. Quanto tempo vorrete dedicare alla meditazione è a vostra discrezione. Se poi non è possibile meditare la mattina o la sera, si può fare in qualsiasi momento della giornata: l’importante è meditare tutti i giorni.

Come meditare?

Meditazione mattutina

Di solito, la mattina, quando ci si alza – magari 10-15 minuti prima del solito, in modo da dedicare quei minuti alla meditazione – si resta in silenzio. Ci si siede comodamente nel nostro Angolo della Meditazione (preferibilmente sempre lo stesso, in modo da arricchirlo di vibrazioni), se riusciamo stiamo seduti a terra con le gambe incrociate, oppure su una sedia. Cercate il più possibile di mantenere la schiena dritta, ma non rigida. A questo punto ci si alza la Kundalini e ci si danno i bandhan (vedi Come cominciare la meditazione). Poi si rimane in silenzio, interiore ed esteriore. Volendo si può dire un mantra a Shri Ganesha, per rendere la propria meditazione più auspichevole.
Alcune persone, che sono un po’ più sul lato sinistro, possono avere difficoltà a rimanere sveglie se si alzano troppo presto. In quel caso, se necessario, ci si può lavorare un po’ il canale sinistro con la candela, o mettere una candela davanti a sé sul lato sinistro. Vedrete che poi, dopo un po’ di pratica, non avrete nemmeno più bisogno di prendere il caffè.
Chiudete la vostra meditazione nuovamente alzandovi la Kundalini e dandovi i sette bandhan.
Shri Mataji ha sempre consigliato di alzarsi presto per meditare, diciamo nell’orario fra le 4 e le 6 del mattino. Chi riuscirà a farlo, vedrà che la propria meditazione ne gioverà parecchio.

Meditazione serale

La sera, quando e se avete più tempo, la meditazione si fa più interessante e – diciamo – complessa. Infatti, si arricchisce di un elemento in più: la pulizia dei chakra.
Dunque la meditazione serale si compone di due parti: la pulizia dei chakra e la meditazione vera e propria.
La pulizia dei chakra consiste in quelle tecniche che stiamo vedendo durante il corso, prima fra tutte: IL PEDILUVIO! Quello, mi raccomando, si cerchi di farlo ogni sera, anche se ci si sente molto stanchi, anzi soprattutto se ci si sente molto stanchi: si scoprirà che la stanchezza non è dovuta altro che alla pesantezza degli stessi chakra.
Prima di cominciare questa operazione, come al solito, ci alziamo la Kundalini e ci diamo i sette bandhan, perché dobbiamo proteggere il nostro sistema sottile da ogni possibile interferenza energetica  esterna. Ricordiamoci, inoltre, di accendere una candela davanti alla foto della meditazione (come abbiamo visto in La meditazione quotidiana): questo è davvero molto importante perché è parte del processo di pulizia dei chakra. Se la cosa può sembrarvi strana, potete fare una prova, usandola e non usandola, e poi decidete da voi stessi quale è la situazione che vi ha dato maggiori benefici.

Una volta che percepiamo i nostri chakra abbastanza rilassati, e che quindi la nostra mente si è grosso modo calmata, possiamo cominciare la meditazione vera e propria. Se abbiamo appena fatto il pediluvio, preoccupiamoci prima di offrire l’acqua purificatrice nel water/gabinetto, in modo da liberarsi definitivamente dalle negatività che avevano appesantito i nostri poveri chakra.
Ora, ci sediamo, su una sedia o a terra con le gambe incrociate, e rimaniamo con le mani bene aperte, poste sulle gambe, a ricevere vibrazioni. Diciamo che, mentre la prima fase ci ha permesso di liberare i chakra dai blocchi (o potete chiamarle negatività), in questa fase gli spazi, che si sono creati, vengono riempiti di vibrazioni positive che aiutano il chakra ad aprirsi e quindi a funzionare meglio. Quindi, anche questa fase è molto importante, anzi importantissima, da non tralasciare; molti sono indotti a pensare che basta liberare i chakra per stare bene, questo in realtà non basta, perché poi quelli tendono a tornare come prima se non vengono definitivamente corretti dalla Kundalini.

In questa seconda fase della meditazione, possiamo rimanere in silenzio, oppure possiamo recitare i mantra adatti ai chakra che riteniamo abbiamo maggiormente bisogno di aiuto (quali chakra abbiano bisogno di aiuto lo percepiamo sulle mani, valutando le corrispondenze dito-chakra). Di solito è prassi dire il mantra di Shri Ganesha per primo, all’inizio di ogni meditazione, perché è proprio la qualità del primo chakra che sostiene la nostra meditazione e l’ascesa della Kundalini.
I mantra si possono dire anche durante la fase precedente, quando lavoriamo i chakra con le tecniche.
Se questo ci aiuta a meditare meglio, possiamo anche sentire della musica, della musica adatta, che non ci faccia addormentare ma nemmeno eccitare, che anzi aiuti i nostri chakra a migliorare. In questo sito ci sono parecchi esempi ed articoli dedicati al riguardo.

Quando finiamo la nostra meditazione, ricordiamoci di alzare nuovamente la Kundalini e darci i bandhan. Se si vuole, prima di ciò, si può dire il mantra del Sahasrara chakra, ovvero il mantra dedicato proprio allo stato di meditazione. Questo mantra possiamo dirlo anche all’inizio della fase di meditazione, a nostro piacimento.

 



di Silvana Donato

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