Dal Muladhara al Void, Derby 1982

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6 aprile 2012 In Discorsi, Mooladhara

Estratto da un discorso pubblico, “Muladhara, Swadisthan, Nabhi, Void”. Derby (Inghilterra), 10 Luglio 1982.

Shri Mataji Nirmala DeviRingrazio tutti i sahaja yogi del Derbyshire e di Birmingham per avermi dato l’opportunità di parlare ai ricercatori di questo posto.
In questi tempi moderni abbiamo ricercatori: è qualcosa di veramente unico. Non abbiamo mai avuto ricercatori prima d’ora, per lo meno non così tanti. C’erano persone in cerca di denaro, come ve ne sono molte al giorno d’oggi; gente che rincorreva il potere conquistando Paesi su Paesi. Erano pochissimi coloro che ricercavano le perle della beatitudine di Dio. La ragione era che la consapevolezza, la consapevolezza collettiva degli esseri umani, forse non li faceva considerare capaci o forse non faceva sentire loro la necessità della ricerca.

Ma oggi vi è una combinazione splendida per la quale sono nati su questa terra ricercatori di altissima qualità. Le persone che stanno ricercando sono tantissime. Non sono soltanto una o due qua e là, sedute in cima ad una montagna o in una grotta o altro, che provano a meditare; ma sono tantissimi coloro che stanno ricercando, che si sentono insoddisfatti di se stessi e di ciò che hanno. Pensano che ci debba essere qualcosa al di là. Quelli che sentono di non avere ancora trovato il proprio significato, quelli che percepiscono di dover trovare lo scopo della propria vita, quelli che sentono che deve esserci qualcosa di più elevato rispetto alla realtà in cui si trovano, tutte queste persone sono ricercatori, non da oggi ma da migliaia di anni.

Ai tempi di Cristo non ce n’era nessuno, direi, perché anche quelli che Cristo prese come Suoi discepoli, a dire il vero vennero forzati a farlo; Lui dovette andare a cercarli, trovarli e parlare loro. Perciò dobbiamo dire che questi sono tempi molto importanti nella storia della creazione, in cui ci sono tantissimi ricercatori; ma oggi, il problema dei ricercatori è che non sanno cosa stanno cercando. Non hanno idea di cosa cercare, di come cercare, di cosa aspettarsi. Si inoltrano in un territorio sconosciuto, davvero sconosciuto per loro. E l’area sconosciuta nella quale stanno cercando, è ora rappresentata da numerosi individui. Ciascuno dice: “Sono io quello che può darvi ciò che cercate”. Un altro dice: “Sono io quello in grado di farlo”.

Conoscere attraverso la propria consapevolezza

Naturalmente, si crea confusione. Di fatto, i tempi moderni sono i tempi della confusione, di grande confusione. E quando c’è questa confusione, solo allora troviamo anche una soluzione grandiosa, una soluzione permanente per risolvere il problema una volta per tutte.

Non c’è mai stata tanta confusione come oggi nella mente degli esseri umani, riguardo a ciò che è giusto o sbagliato. Mai così tanta. (In passato, i malfattori, i malvagi, ndt) commettevano tutte le cose definite sbagliate, con la consapevolezza di fare il male. Invece, le brave persone dicevano: “Bene, questo è il bene, e noi faremo il bene”. Ognuno sapeva cosa era giusto o sbagliato. Poteva agire di conseguenza. Ma al giorno d’oggi nessuno sa cosa sia sbagliato e cosa sia giusto.

A parte ciò che è giusto o sbagliato, qui si tratta di qualcosa di molto di più: dovete conoscere voi stessi. Perché in noi esiste questa consapevolezza di non conoscere noi stessi, di non conoscere l’assoluto. Viviamo in un mondo relativo di cose (materiali); ciascuno sembra essere conscio — o magari lo percepisce a livello subconscio oppure inconscio — sicuramente in ognuno di noi esiste la sensazione di non sapere. Ed è una percezione molto onesta. È una sensazione del tutto sublime di dover sapere di più.

Ora, quando pronunciamo la parola “conoscere”, pensiamo ad esempio alla frase: “Io non conosco il Derbyshire, non ci sono mai stata.”
Ora, che cosa significa che non so nulla del Derbyshire? Non so nulla del Derbyshire? Posso leggere dei libri. Posso informarmi. Posso apprendere tutta la storia del Derbyshire. Posso scoprire quali sono state le persone che hanno realizzato splendide porcellane in questo luogo. Posso scoprire tutto sulla loro storia. Posso leggere tutto in proposito. Ciò nonostante, perché dico che non so nulla sul Derbyshire? Perché non ci sono mai venuta prima. Non sono mai stata a Derby, non sono mai stata in questa zona, non ho mai visto questo posto, non l’ho mai visitato, non ne ho avuto esperienza; perciò non lo conosco.
Questa è esattamente la situazione: la situazione è che noi non conosciamo il Divino. Abbiamo letto testi sull’argomento, ne abbiamo sentito parlare, tantissimi hanno scritto su questo. Ogni volta che sanno che c’è un’inchiesta al riguardo, se ne escono con libri, libri su libri, hanno scritto migliaia di libri. Quanti di essi sono autentici e quanti non lo sono? È impossibile scoprirlo, perché in realtà non lo sappiamo.
Supponiamo che qualcuno sostenga che il Duca di Bedford sia nato nel Derbyshire: bene, come farò a saperlo? Non potrò saperlo finché non incontrerò qualcuno che provenga davvero da quel luogo e lo sappia. Allo stesso modo, anche la conoscenza che abbiamo del Divino crea molta confusione. Ma questa non è conoscenza. Non è mai la conoscenza.

Il concetto di conoscenza ci deriva da una specie di risposta razionale alle nostre domande, che possiamo capire con l’intelletto, mediante la nostra intelligenza. Ma ora quest’area è oltre l’intelligenza, oltre la razionalità, oltre tutto ciò che è limitato: è l’area illimitata. Tutte le aree illimitate possono essere conosciute soltanto mediante l’esperienza della vostra consapevolezza.
Ora, si dovrebbe comprendere che è una questione molto delicata: come conoscere qualcosa mediante un’esperienza della nostra consapevolezza?
Non un’esperienza come vedere all’improvviso una luce, e considerare questa un’esperienza. Intendo dire che potete sempre vedere una luce, non è niente di grandioso. A questo proposito, certe persone dicono di aver visto una luce brillare improvvisamente davanti a sé, non è niente di grandioso. Potrebbe esserci qualche area dalla quale può provenire il bagliore, e magari non vi serve a niente; ma voi potreste proprio avere la sensazione di averne fatto esperienza. Perciò occorre comprendere che vedere non equivale a sperimentare. Per esempio, un cane vede questo strumento (microfono), ma che ne sa? Lo vede e basta.

La consapevolezza, la consapevolezza umana possiede moltissimi aspetti grandiosi in confronto alla consapevolezza animale. Per esempio, possiamo dire che gli animali non sono consapevoli della bellezza, gli animali non sono consapevoli della pulizia. Gli esseri umani hanno queste cose innate, possono sentirle. Possono percepirle sul loro sistema nervoso centrale. Perciò, qualunque sia la vostra consapevolezza, deve essere avvertita sul vostro sistema nervoso centrale.

Non si tratta solo di qualcosa di immaginario o di una dissertazione intellettuale: “Sì, sì, lo so, lo so”. Non è questo. La conoscenza dovrebbe giungervi attraverso le vostre sensazioni, così come io posso sentire che questo (microfono) è caldo o freddo, mentre una pietra non percepirà nulla. Allo stesso modo, questa sensazione deve pervenire attraverso il vostro sistema nervoso centrale. Ciò significa che la vostra stessa consapevolezza deve essere attivata, deve acquisire una nuova dimensione.

La vostra stessa consapevolezza deve acquisire una nuova dimensione. Tutte le altre esperienze non hanno nessun significato nell’evoluzione, a ben guardare. Nel processo evolutivo, è la consapevolezza che migliora, che acquisisce dimensioni sempre migliori. E queste dimensioni raggiungono l’apice nel momento in cui diventate esseri umani, quando la vostra consapevolezza è del tutto pronta a ricevere la consapevolezza dell’Essere Universale, dell’Essere Collettivo, così da diventare voi stessi l’essere collettivo.

Ora vorrei parlarvi di come tutto questo è collocato dentro di noi.
Per ogni scopo pratico, non dovreste dare per scontato ciò che vi dico, ma non dovreste nemmeno negarlo. È come entrare in una nuova università: ascoltiamo il professore e cerchiamo di seguirlo. Se vi propone un’ipotesi, allora comincerete a farvi un’opinione, ad elaborarla. Se è vera, allora la definirete una legge. Allo stesso modo, dovremmo addentrarci in questa nuova conoscenza innanzitutto valutandola, non rifiutandola. Se poi è vera, allora dobbiamo crederci. Non dovrebbe esserci fede cieca riguardo a Sahaja Yoga; la fede cieca non aiuta affatto. Né dovrebbe esserci un rifiuto.

E se potete ascoltare, con questa disponibilità, ciò di cui vi parlo come un’ipotesi… non è necessario che l’accettiate adesso. Ma per me è giunto il tempo di dimostrarvi la verità. E la verità può esservi dimostrata. È giunto il momento di dimostrare l’esistenza di Dio; di dimostrarla, non tenendo una grande conferenza o citandovi in tribunale o cose del genere, bensì ve la proverò mediante la vostra consapevolezza. Sarà mediante un’esperienza assoluta della vostra consapevolezza che percepirete Dio Onnipotente. È giunto il tempo di dare prova delle scritture, di tutte le scritture. È giunto il tempo di dimostrare la vostra connessione con Dio, la vostra relazione con Lui, il vostro rapporto con l’Essere Primordiale; che lo chiamiate Dio o in altro modo, non fa alcuna differenza per Dio. Con qualsiasi nome lo chiamiate, Dio esiste, e non è come voi lo concepite. Dio non è come credete o come lo conoscete voi, ma Egli è come è.

Finché non lo percepirete voi stessi, non crederete in Lui. Ed anche se in determinate circostanze ci credete, si tratta di una fede cieca. Non ha alcun significato per nessuna persona razionale e verrà un giorno in cui queste persone denunceranno questo tipo di fede cieca.

Il Potere Innato di Puro Desiderio

Dentro di noi, come ho detto, esiste un sistema innato che ci è pervenuto mediante la crescita della nostra consapevolezza in diverse fasi, ed è come una storia, scritta dentro di noi, di come diveniamo esseri umani. Siamo stati suddivisi in differenti fasi: il primo di tutti è lo stadio del carbonio (uno yogi indica il Muladhara chakra sullo schema del corpo sottile, ndt), nel quale abbiamo ricevuto la vita, nel quale la materia inanimata ha preso vita. Questa fase è collocata in questo punto. Si trova al di sotto di quel grande potere che risiede dentro di noi nell’osso triangolare e che chiamiamo Kundalini. Questo potere è anche descritto nella Bibbia come Albero della Vita: “Apparirò dinanzi a voi come lingue di fuoco”. Ma essendo la Bibbia una cosa assolutamente microscopica, questo simbolismo non può essere spiegato, finché non avrete acquisito la vostra nuova consapevolezza, la consapevolezza vibratoria, non può essere spiegato.

Bene, questo potere è il potere del desiderio, del desiderio supremo, dell’unico desiderio, del vero desiderio dentro di noi. Tutti gli altri desideri divengono inutili.
Guardate ora i Paesi ricchi: la gente lì ha raggiunto il benessere, è ricca, benestante, ma non è felice. Paesi dove vivono persone estremamente facoltose, come Svezia e Svizzera, fanno a gara per il numero di suicidi fra i giovani. Recentemente ho appreso che gli svizzeri sono più ricchi. E si suicidano molti più giovani svizzeri che svedesi.
È a questo punto che dovremmo renderci conto che, se la ricchezza materiale ha rappresentato il nostro desiderio, non è però il vero desiderio, perché una volta ottenuta la ricchezza avremmo dovuto essere persone molto felici e gioiose; invece non lo siamo. E il fondamento dell’economia è che i desideri in particolare possono essere soddisfatti, ma in generale non sono mai soddisfatti. Significa che la materia non può appagare i vostri desideri.
Qual è dunque il (vero) desiderio? L’oggetto della ricerca è celato in questo potere, ed è l’aspirazione a diventare un’unica cosa con Dio, lo Yoga, l’unione con Dio. Ciò che chiamiamo battesimo.

Nel Corano è chiamato pir. Dovete diventare pir, nati due volte. È descritto in varie lingue, ma è sempre la stessa cosa. È la stessa cosa in tutte le scritture. Se provate a comprenderne il significato, vi sorprenderete che tutte abbiano detto le stesse cose.
Ora, qualcuno potrebbe dire: “Potrebbero esserci altri metodi, Madre. Può esserci qualcos’altro in grado di farlo”. Non esistono altri metodi, perché questo è stato fatto funzionare dentro di voi per migliaia e migliaia di anni, fin da quando siete diventati carbonio. Ed è tutto predisposto dentro di voi dalla natura.
È come se qualcuno dicesse che un seme debba germogliare in qualche altro modo. Non vi sono altri metodi per un seme. Il seme ha in sé un germoglio che deve essere risvegliato: è il solo modo in cui funziona. Funzionerà dentro ciascuno di voi nello stesso modo. Questo potere deve essere sollecitato dentro di voi. Deve essere risvegliato dentro di voi. Se viene risvegliato in voi, esso sale.
Ma cos’è questo potere? È quello di diventare una cosa sola con lo Spirito. Così, questo potere sa di doversi unire con il Divino.

Ora, noi abbiamo moltissimi altri desideri. Dovremmo chiederci come si colleghino a questo. È così, come quando noi diciamo: “Andiamo nel Derbyshire ad incontrare tutti”. Poi arriviamo fin qui, raggiungiamo Guild Hall, veniamo qui e non vi incontriamo. Allora tutto il mio viaggio, il mio arrivo è inutile, perché non vi ho incontrati. Non ha assolutamente alcun significato. Allo stesso modo, tutti gli altri desideri esistono soltanto per soddisfare questo desiderio, il desiderio supremo, quello di diventare uno con il Divino.

Si possono dire moltissime cose sulla Kundalini. Devo aver parlato centinaia di volte riguardo alla Kundalini, e per saperne di più dovrete venire in Sahaja Yoga e approfondirne la conoscenza. Ma per il momento vi ho parlato in breve di cosa sia la Kundalini e di come essa sia collocata lì.

Il nostro maestro interiore

Ora, il secondo centro al di sopra (della Kundalini, ndt) – in realtà qui (sullo schema del corpo sottile, ndt) sembra che consideriamo il secondo come il terzo – è il potere, direi, il centro responsabile della nostra ricerca. Si chiama Nabhi chakra, e ci spinge verso la ricerca.
Quando siamo allo stadio animale, ricerchiamo il cibo attraverso lo stomaco. E vi stupirà sapere che anche quando diventiamo esseri umani, ricerchiamo il denaro attraverso lo stomaco. Possiamo essere sviati un po’ di qua e di là, ma alla fine ricerchiamo persino Dio attraverso il nostro stomaco.
Intorno allo stomaco, si trova l’area che occorre attraversare, vale a dire l’area dei Maestri. Tutti i Maestri primordiali, come Mosè, Socrate sono nati in questa zona. Vi sono dieci principali Esseri primordiali che vennero su questa terra per spiegarci che cosa dobbiamo fare nella nostra ricerca. Essenzialmente vennero per insegnarci ad equilibrare noi stessi, a darci equilibrio così da poter ascendere.

Ora dovremmo dire che tutti questi grandi profeti, o Esseri Primordiali, furono i Maestri che vennero ad annunciarci che, se ci si spinge troppo sul lato sinistro o sul destro, si perderà il proprio sostegno, la propria qualità di esseri umani. In quanto esseri umani, dovete avere un sostegno (dharma, ndt). Ed è questo il centro che gradualmente sviluppa questa qualità, dallo stadio animale a quello di animali superiori, fino al livello di esseri umani nel quale ci si inizia a rendere conto che queste (valenze di) sostegno (dharma) esistono in noi. Da esse derivano tutte le nostre leggi. I Dieci Comandamenti della Bibbia sono queste dieci (valenze di) sostegno dentro di noi. Questi sono i dieci Guru che vennero sulla terra per salvare gli esseri umani aiutandoli a non deviare dal sentiero centrale, a non spostarsi cioè maggiormente sul lato sinistro o sul lato destro.

Canale destro e canale sinistro

Ora, come vedete qui, il lato sinistro è la parte emozionale dentro di noi, ed anche il potere del desiderio. È l’aspetto emozionale che ci dà il subconscio, oltre il quale si trova il subconscio collettivo. Sul lato destro abbiamo un altro potere, quello dell’azione, grazie al quale cerchiamo di mettere in atto il nostro desiderio. E questo potere dell’azione ci dà il futuro e sostiene le nostre attività fisiche e mentali. Di conseguenza, sviluppiamo nella nostra testa una struttura chiamata ego. Lo hanno tutti. Non c’è da spaventarsi. Quando facciamo qualcosa, abbiamo la sensazione di averla fatta noi, e questo è un mito; tuttavia seguitiamo a credere a questo mito perché non abbiamo ancora visto la realtà.

L’altro potere è quello del lato sinistro dentro di noi, mediante il quale subiamo l’aggressione degli altri, e dal quale ci proviene il nostro passato. Esso crea in noi una struttura che è una conseguenza della nostra attività emozionale, che come vedete qui (schema del corpo sottile, ndt), è come un pallone, chiamata super-ego. Man mano che crescete, queste due strutture si incontrano così nella testa, e si calcifica l’area dell’osso della fontanella sulla sommità del capo; così questa zona, che durante l’infanzia è morbida e pulsante, viene ricoperta completamente. Così sviluppate la coscienza dell’io. Diventate il signor X, Y, Z e così via. Sviluppate la vostra libertà. È la libertà che avete ottenuto di essere il signor X, il signor Y, il signor Z.

Il Centro della Creatività

Dopo aver ottenuto questo, cominciate ad usare il secondo centro (Swadhistan, ndt), il centro della creatività, il centro dell’azione.
Gli animali non hanno ego. Certo, se vivono con gli esseri umani possono svilupparlo, altrimenti non hanno assolutamente ego. E voi, se fate qualcosa di sbagliato, vi sentite feriti, vi sentite colpevoli. Gli animali non si sentono mai colpevoli, perché è nella loro natura uccidere altri animali, è nella loro natura mangiarli, quindi non si sentono mai colpevoli. Sono solo gli esseri umani che dicono: “Oh, non avrei dovuto dire questo. Non avrei dovuto fare quello”. Il senso di colpa è una peculiarità soltanto umana. È una peculiarità soltanto umana quella di aggredire gli altri.

Così entra in gioco il secondo centro, mediante il quale voi pensate, pensate al futuro, pianificate. Per pensare vi occorre energia, e questa energia la ricavate dalle cellule di grasso che si trovano nello stomaco e che vengono trasformate ad uso del cervello. E quando avviene la trasformazione, questo povero centro deve lavorare molto duramente. Quando pensate, questo centro entra in azione. Deve lavorare molto, molto duramente per un unico scopo, ossia provvedere al rifornimento di cellule di grasso.

Questo centro, che chiamiamo Swadhisthan chakra, vi dà il futuro, vi fornisce l’energia per pensare al futuro, la pianificazione; e vi dà anche l’energia per attuare la manifestazione dell’attività fisica, dell’esercizio fisico, del lavoro fisico. Questo povero centro è costretto a svolgere un unico compito: trasformare le cellule di grasso ad uso del cervello.
Se però un chakra che deve governare anche molti altri aspetti inizia a svolgere un unico lavoro, tutto il resto viene trascurato; di conseguenza, voi sviluppate disturbi. Infatti, questo centro deve provvedere al fegato, al pancreas, ai reni, alla milza. Quando la sua attività si canalizza su un unico compito, si programma solo per questo e non può più sostentare tutti questi organi. Così sviluppate problemi di fegato, di reni, di pressione, il diabete, e persino una malattia molto grave chiamata leucemia.

Ora, Sahaja Yoga può curare tutti questi disturbi. Sono solo a livello fisico, ma Sahaja Yoga può curare anche i problemi fisici, poiché se questo centro è riportato al suo comportamento normale, al suo funzionamento normale, potete facilmente curare tutte queste malattie che derivano dalla vostra iperattività, eccesso di pensieri ed eccesso di immaginazione.

È molto pericoloso pensare sempre al futuro. Ad esempio, adesso siamo qui seduti; dovremmo starcene comodi a conversare insieme. Invece stiamo pensando: “Che cosa farò domani?” “Cosa farò quando tornerò a casa?” “Che cosa cucinerò?” “Che cosa mangerò?” o “Come farò a prendere il treno?”

Tutti questi comportamenti futuristici vi fanno acquisire una personalità molto strana. Diventate così futuristici da dimenticare il passato. Ho incontrato un signore che aveva dimenticato persino il suo nome! Aveva dimenticato il nome di suo padre, di sua madre, ed anche — con grande sgomento di lei — il nome di sua moglie, che diceva piangendo: “Che fare adesso? Ha dimenticato tutto! Ora è così proiettato nel futuro che conosce solo quello!” Allora si è dovuto riportarlo al centro, e gradualmente ha riacquistato la memoria. In seguito mi ha detto che è presidente di uno dei consigli di un grande distretto in India.
Mi ha detto: “Io ero…no, io sono!”
Ed io: “Va bene. Va meglio. Ora sei nello stato nel quale riesci a dire ‘io sono’”. È questo quindi ciò che accade, ed è ciò che accadrà alle nostre società di qui che sono molto futuristiche.

Conoscere la Realtà sulla punta delle dita

Per farla breve, si può provare qualsiasi cosa. Si può provare di tutto — ad esempio si possono mostrare immagini del passato e cose simili — ma tutto ciò non riporterà indietro il cavallo, che sta correndo molto velocemente.
L’unica cosa che può riuscirci è il risveglio della Kundalini. Quando la Kundalini si risveglia, illumina questo chakra, il quale riassume la sua forma normale, il suo comportamento normale, la sua condizione normale. A parte tutto questo, esso acquisisce un potere di manifestazione dinamico: significa che quando questo centro, che controlla la nostra attenzione, si illumina, la nostra attenzione stessa si illumina. E l’attenzione illuminata diventa dinamica, nel senso che stando seduti qui, potete porre l’attenzione su chiunque — soltanto rivolgere l’attenzione, senza fare altro — potete soltanto mettere l’attenzione su qualcuno e scoprire sulla punta delle dita il problema di quella persona. Può avvenire a migliaia di chilometri di distanza.

Cristo ha detto: “Le vostre mani parleranno”. Il tempo è venuto. Queste mani, che sembrano così semplici, sono invece così complesse, hanno una struttura così complessa, e le terminazioni nervose sono così microscopiche da non poter immaginare quanto possano rivelarci, fino a che punto possano arrivare.

Quando avviene il risveglio, grazie a queste dita iniziate a sentire intorno a voi le vibrazioni, il Potere onnipervadente che non avevate mai percepito prima. Queste punte delle dita che noi trascuriamo, di cui facciamo cattivo uso, che adoperiamo per cose sbagliate, queste stesse punte delle dita si illuminano e voi iniziate a percepirle.

È questo che ho detto: dovete ottenere la consapevolezza illuminata. È la consapevolezza che deve manifestarsi. Ed è così che iniziate a sentirle sulle dita (le vibrazioni). Potete capire dov’è il problema, che cosa non va in questo punto o in quest’altro. Ora, tutte le dita sono collegate ai vostri centri: cinque (indica le dita, ndt), poi il sesto (indica la base del palmo, ndt) e il settimo (indica il centro del palmo, ndt). Sette sul lato sinistro e sette sul destro. Questa (mostra la mano sinistra, ndt) riguarda il lato emotivo, e l’altra (mostra la destra, ndt) il lato fisico, razionale o – si può dire – mentale. Così, voi potete capire come sia una persona, semplicemente sentendo se da essa emanano sensazioni di calore, di bruciore, di intorpidimento oppure di pesantezza.

E così si stabilisce un rapporto con il potere onnipervadente che vi informa, vi trasmette i messaggi. E questi messaggi sono così esatti che se anche avete dieci bambini realizzati — in questo periodo vi sono molti bambini nati realizzati. Oggigiorno non si riescono più a capire i bambini, ma in questo periodo vi sono grandi anime, nate oggi poiché il momento è venuto. Questo è il tempo del Giudizio, è il Tempo della Resurrezione, è il tempo che è stato descritto in tutte le scritture. Quindi, grandi personalità stanno nascendo, e questi bambini, se bendate loro gli occhi e chiedete quali problemi ha una persona seduta loro di fronte, alzeranno tutti lo stesso dito. Alzeranno tutti lo stesso dito. Anche se hanno gli occhi bendati o la schiena rivolta verso la persona, alzeranno tutti la mano e diranno tutto. Sono così bravi, questi bambini, così bravi!
Quando si mettono le dita in bocca a volte pensiamo… non so, Freud (che non aveva nessuna idea di Dio, della vita e di niente; era molto…. sapeva davvero ben poco), lui avrebbe detto che è un comportamento di origine sessuale. Lui non era altro che un essere fissato sul sesso e voleva che tutti fossero soltanto delle realtà sessuali, non esseri umani.
Qualsiasi cosa possa sostenere questo individuo, la verità è che (questo gesto) non ha niente a che fare con il sesso. È dovuto al fatto che i bambini sentono il calore sulle dita, lo sentono proprio, e per questo le mettono in bocca.
Ho visto dei bambini piccoli piccoli, qui ne abbiamo uno che viene da Londra, ce n’è un’altra che viene da queste zone. Lei, e tutti loro, se glielo chiedete, vi diranno subito dov’è il blocco, qual è il chakra bloccato. I bambini non possono essere ingannati: vi dicono tutti la stessa cosa, quello che sta accadendo. La vostra consapevolezza, quindi, è illuminata, e le vostre mani, che hanno qui le loro terminazioni del sistema nervoso simpatico, vi rivelano ogni cosa.

Curare se stessi

Si può affermare che ora possiamo percepire le informazioni sugli altri e su noi stessi sul nostro sistema nervoso centrale. Se siete qui seduti ed io vi chiedo: “Qual è il vostro problema?” Voi mi risponderete: “Non so quale sia il mio problema, non lo so.” Ma io potrei essere in grado di dirvi qual è. Se poi andate dal medico, vi dirà: “Sì, è questo il problema, come lo sa?”
Non occorre sottoporvi ad analisi, a tutti quegli esami medici dove vi estraggono i denti, vi cavano gli occhi, e al momento di andarvene vi dicono: “Lei è sanissimo”. Non dovete sottoporvi a tutte queste cose orribili. Non dovete sprecare denaro e tentare tutte queste cose frustranti. Semplicemente tendendo le mani, conoscerete voi stessi. E quelli che sono sahaja yogi vi diranno: “Questo non va in te ed è così che si cura”.

Ora è giunto il tempo, ed è davvero fantastico. Con Sahaja Yoga abbiamo curato moltissimi malati di cancro, moltissimi malati di leucemia.
Recentemente una giovane sahaja yogini di New York ha curato un malato di leucemia. Questo ragazzo stava per morire. Avevano sentenziato: “Sta per morire”. Avevano dichiarato che poteva vivere ancora circa quindici giorni, poi sarebbe morto. Voglio dire che questa è l’unica cosa che hanno saputo fare, con tutto quello che aveva passato quel povero ragazzo: era venuto dall’India, aveva speso tutto il denaro, e il certificato che aveva ottenuto era che sarebbe morto entro quindici giorni. Ora, in qualche modo queste persone mi hanno contattato ed io ho detto loro di rivolgersi ad una sahaja yogini di New York. Loro le hanno detto: “C’è questo ragazzo di nome Rahul, che ha a malapena sedici anni”. Soffriva di leucemia. E il ragazzo non solo è guarito, ma è venuto a trovarmi a Londra ed ora è tornato a casa.

Sembra davvero fantastico: come può una persona che non è un medico, che non ha nulla a che vedere con la medicina, saper curare? Al di là di tutti i medicinali, al di là di tutte queste cose, vi è il potere sottile, il potere Divino dal quale tutto ha avuto origine.
Se voi in un modo o in un altro ne entrate in possesso, o imparate a controllarlo, potete curare chiunque vogliate. Adesso non sono io a curare, lo fanno i miei discepoli. Non so quante persone il dottor Warren, che è un medico, abbia curato con Sahaja Yoga che non è una scienza medica. Lui stesso non può contare quanti pazienti ha curato così.

L’intero sistema, dunque, cambierà. Ora state per diventare i maestri di voi stessi, dei vostri poteri, e tutti questi poteri saranno emanati da voi. Quando diciamo che ci sono stati guru in grado di curare, che ci sono stati guru in grado di arrestare il diffondersi di un’orribile malattia e cose del genere, pensiamo che non sia possibile. Crediamo che sia impossibile: “Come può essere? Come possiamo crederci? È una storia inverosimile”. Ma quando voi stessi lo vedrete manifestarsi, ne sarete sorpresi.

Una volta stavo viaggiando in nave e detti la realizzazione al capitano di quella nave. Accadde che uno dei membri dell’equipaggio rimase chiuso nel frigorifero e si ammalò di polmonite. Io, ovviamente, rivestivo una certa posizione, viaggiavo perché mio marito era il presidente di quella compagnia, perciò lui (il capitano, ndt) non voleva chiedermi di scendere giù, pensava fosse troppo chiedermelo. Io dissi: “Bene, se non mi permette di scendere giù da lui è meglio che ci vada lei. Non invii un SOS per chiamare un medico, niente. Vada giù e gli metta la mano sul petto per circa cinque minuti”. La sua polmonite guarì completamente, ed il capitano non riusciva a crederci. Disse: “Come è potuto accadere?”. Ed io: “È così. Le è successo questo. Adesso lei è diventato così, lo accetti”.

Dovete assumere qualunque potere vi sia stato conferito. In sanscrito si dice viraj. Assumetelo. Vedete, anche se vi viene dato un trono, se non riuscite ad assumere il potere di quel trono, a crederci, è come mettere sul trono un giovane mendicante che, vedendo arrivare gente, ancora tende la mano: “Datemi cinque rupie. Datemi cinque rupie”.

Fino a che non assumerete questi poteri sarete ancora incerti. Ma voi li avete ottenuti. E questo è il punto più difficile, specialmente per la mente occidentale, perché loro non riescono a credere di poter avere questi poteri. Non riescono proprio a crederci. Glielo dite ma loro rispondono: “Come può essere?”. Ma è così.

Ora, per esempio, se portate questo strumento (microfono) in un villaggio e dite che trasmetterà la vostra voce; oppure se ci portate un apparecchio televisivo e dite che si possono vedere tutti i tipi di film, o commedie, rappresentazioni teatrali o spettacoli musicali, non vi crederanno. Diranno: “Questa scatola? Sembra una normale scatola di legno”. Quando però lo collegate alla corrente, mostra i suoi poteri. Allo stesso modo, voi considerate gli esseri umani come qualcosa di molto, molto ordinario, terreno.
Diamo noi stessi per scontati. Non ci rendiamo conto di quanto siamo glorificati, di quanto siamo grandi, e con quanta difficoltà, con quanta cura, con quanto amore Dio ci ha creati per uno scopo molto speciale: Egli vuole conferirvi tutti i Suoi poteri. Vuole che entriate nel Regno di Dio e che gioiate delle Sue benedizioni, del Suo amore. È qualcosa che non riusciamo a credere: siamo così frustrati, così disgustati di noi stessi, delle nostre società, di tutto. Ma non è così, non è così. Deve semplicemente accadere. Dovete soltanto essere collegati alla centrale di energia e funziona, funziona. Ha funzionato. Ha funzionato con migliaia di persone e dovrebbe funzionare con voi.

Ma la gente ha idee così assurde che pensa si possa pagare per questo. Come potete pagare per qualcosa di vivente? Avete mai pagato qualcosa per un processo vivente? Ad esempio avete mai pagato qualcosa per ottenere un frutto da un fiore? Potete pagare un fiore?
“Bene, ti do una sterlina, dammi un frutto”. Funzionerà forse? È assurdo, non potete pagare per il Dio vivente, non potete pagare per questa esperienza viva e non potete pagare per il processo evolutivo. È spontaneo. È dentro di noi. Funziona.

Ma noi siamo così fissati sull’idea del denaro che non riusciamo a capire che è gratuito, sebbene abbiamo ottenuto tantissime cose gratuitamente. Abbiamo ottenuto gratuitamente moltissime cose, eppure non capiamo l’importanza di ciò che è gratuito, perché pensiamo che non possa essere rilevante. In realtà tutte le cose più importanti debbono essere gratuite, altrimenti noi non esisteremmo. Non potremmo vivere se non avessimo gratuitamente l’aria per respirare; non esisteremmo. Se qualche volta accade in un aereo o da qualche parte, dovreste vedere come in quel momento la gente comprenda l’importanza delle cose gratuite che diamo per scontate.

Diventare maestri di se stessi

Così, occorre capire che anche la concezione che abbiamo noi di Dio, di come raggiungerlo, di come conoscere noi stessi, è imperfetta.
Noi pensiamo: “Stando ritti sulla testa, lo raggiungeremo”. Insomma, se stando ritti sulla testa si potesse raggiungere Dio, allora durante tutto il processo evolutivo avrebbero dovuto stare ritti sulla testa.
Oppure crediamo che lo raggiungeremo partecipando a qualche corsa, oppure mangiando un cibo o un altro, o facendo una cosa o un’altra: è sbagliato.
Ma allora potreste chiedere: “Perché tutte queste personalità religiose hanno affermato: Non farai questo, non farai quello?” Lo hanno detto perché questi sono gli aspetti necessari al nostro sostegno, al nostro equilibrio come esseri umani. Se non li seguiamo, perdiamo il nostro equilibrio. Dobbiamo avere equilibrio, per questo è stato detto: “Non fare questo”.

Gli esseri umani hanno la capacità di andare agli estremi, quando si dice loro qualcosa. Ho conosciuto gente così: dite loro che per curare un particolare centro (chakra, ndt) debbono fare una certa asana (postura di Hatha Yoga, ndt) o qualche altra cosa, e loro la faranno cento volte, mille volte in un sol giorno. Insomma, io non l’ho mai chiesto. Ho detto di farlo ogni tanto, oppure una volta alla settimana. Ma loro la faranno cento volte. Andiamo agli estremi. E questo è il motivo per il quale, per ottenere l’equilibrio, queste persone (Guru, Incarnazioni, ndt) ci hanno detto: “Non fare questo, non fare quest’altro, non fare quello”.
Ma noi, con il nostro ego, diciamo: “Perché no? Cosa c’è di male?”.
Bene, fate pure. Quando dite ai figli: “Non fumate”, (risponderanno) “Perché no? Tutti i miei amici fumano. Fumerò anch’io”.
Bene, continuate pure. Fumate, prendete il cancro, e poi avrete un buco qui (gola, ndt). Respirate attraverso quello. Dopo un po’ di tempo il naso scomparirà, quest’altra cosa scomparirà. E vi muoverete come automi fissando tutti. Non potrete parlare, non potrete vivere come persone normali.
A quel punto realizzerete: “Oh Dio, vorrei non aver fumato”.

Ma in Sahaja Yoga noi non diciamo di non fumare, perché metà della gente se ne andrebbe. Non diciamo mai: “Non bere”. Non diciamo mai: “Non fare”. Diciamo: “D’accordo, stai facendo questo, va bene”.

Lasciate che accada (Sahaja Yoga, la realizzazione, ndt). Appena accade, rinunciate da soli, perché quando avete trovato ciò che è supremo, non vi interessano più tutte queste meschinità. Tutte le vostre abitudini vi abbandonano automaticamente. Non debbo forzarvi per questo. Avete ogni cosa dentro di voi, quel potere che vi fa ascendere. Così come un fiore di loto emerge dal fango con la sua sola forza, voi vi sollevate, e la vostra fragranza pervade quel fango e voi stessi ve ne stupite.

Prima vi identificate con quel fango e pensate che sia quella la realtà. Ma non è così. Quando emerge, quel loto distende i suoi bellissimi petali e la fragranza gli conferisce quella personalità che si diffonde ovunque. E questo è ciò che accadrà a voi. Tutti voi diventerete quel fiore di loto che è nascosto, che è assolutamente invisibile dentro di voi, che sta per schiudersi, e la fragranza della vostra divinità si diffonderà.

Oggi non posso parlare esaurientemente di tutti i centri, perché, se mi mettessi a farlo, sarebbe un discorso molto lungo. Ho parlato di tre centri, come avete visto: il Muladhara Chakra, lo Swadisthana ed il Nabhi Chakra. Degli altri mi occuperò domani, ora invece debbo parlare dello Spirito, a proposito del quale diciamo ormai da secoli che dobbiamo diventare lo Spirito.

Ora, come sapete, nella lingua inglese “spirito” può essere qualsiasi cosa. È un termine molto ambiguo: noi chiamiamo spirito anche l’alcool, le anime dei defunti, ed anche lo Spirito che è al di là di tutto, l’Essere Puro, chiamato Atma in sanscrito. Chiamiamo tutti questi ‘spirito’.

Qui io sto parlando di quello Spirito che è l’Essere Puro dentro di voi, che è l’Essere distaccato dentro di voi, che è il testimone in voi, che vi guarda in continuazione, che vi osserva, che risiede dentro di voi, nel cuore, come gioia e felicità. La sua sede è il cuore. Lo Spirito non si trova nella nostra mente conscia, non risiede nel nostro sistema nervoso centrale, non è sotto il nostro controllo.
Per fare una similitudine, vi dirò che il lato sinistro dentro di noi è come il freno e il lato destro è come l’acceleratore di una macchina. Ora, nella macchina, noi impariamo a guidare stando seduti sul sedile anteriore. E dietro, c’è questo maestro che osserva l’intera rappresentazione.
Quello che fate voi è spostarvi a sinistra, vale a dire a volte tirate il freno; altre volte spingete sull’acceleratore; commettete errori ed infine imparate a guidare. Il fatto di imparare a guidare rappresenta la saggezza, che acquisiamo equilibrando la nostra vita. Innanzitutto, la cosa più importante è l’equilibrio.
Ma se anche non siete equilibrati, ho visto che in Sahaja Yoga persone molto squilibrate riescono a bilanciarsi. Ora, questo bilanciamento fra destra e sinistra o, diciamo, fra il freno e l’acceleratore, vi fa raggiungere la posizione nella quale potete affermare di padroneggiare la guida. Ma c’è ancora il Maestro seduto dietro. Poi, voi diventate maestri. Il Maestro è lo Spirito dentro di voi. Voi diventate lo Spirito ed iniziate ad osservare voi stessi come conducenti. Ogni cosa diventa come una rappresentazione, una commedia, poiché vi separate ed iniziate a vedere tutto accadervi dinanzi agli occhi, vedete ogni cosa accadere proprio come una commedia che è esterna a voi, e nella quale voi non siete coinvolti.

In questo modo voi entrate nell’area del vostro asse, e la periferia perde il suo impatto su di voi. Diventate così persone silenziose, beate, pacifiche, che osservano la periferia – il movimento della periferia – ma che non vi sono coinvolte.

È così che divenite maestri.

Se avete domande, gradirei rispondere.

Uno yogi espone la domanda di un ricercatore: Lei ha detto di poter curare dopo la realizzazione del Sé. Il problema di lui è che sua madre è sorda. Può risolvere questo problema di udito?

Shri Mataji: Vedete, questa è una domanda che vi fa ritenere che io sia una persona che deve curare tutti. Non è così. Voi venite curati come effetto del risveglio della Kundalini. Mi dispiace che abbiate capito che io sono qui per curare tutti. Dovrei forse stabilirmi in un ospedale?
Invece, la cosa principale è che, per essere curati, deve essere risvegliata la Kundalini.
Se sua madre fosse qui potremmo fare qualcosa. Ma la cosa principale che dovete capire è che Dio ha molto più buon senso di noi, e nutre interesse soltanto per quelle luci, quali noi siamo, che eseguiranno il Suo lavoro. Coloro che sono molto malati, estremamente malati, possono essere curati in un secondo. Vi assicuro che sarete sorpresi.

Il nostro presidente dell’India si recò in America per cure mediche che non ebbero effetto, e stava tornando in India. Andai a trovarlo come Signora tal dei tali. L’Alto Commissario gli disse che ero la Signora tal dei tali e lui aveva sentito fare il mio nome in India.
Sua moglie chiese: “Perché non cura mio marito?”. E lui era proprio alla fine; avevano già predisposto tutto per le onoranze funebri in India. Io gli ho soltanto appoggiato la mano sulla schiena per dieci minuti, non ci crederete. Non dormiva da giorni per il dolore. Disse: “Il mio dolore è diminuito. Voglio dormire”.
E quando si svegliò stava perfettamente bene. Si alzò. Qualcuno aveva portato delle barelle ed altre cose, ma lui scese e si mise a camminare. Non potevano credere ai loro occhi. Ma questo è accaduto perché lui sarà usato per il lavoro di Dio.

Nelle nostre case, se ci sono lampade che non daranno mai luce, non ce ne preoccupiamo. Le vendiamo al rigattiere. Allo stesso modo il Divino non guarisce tutte le persone. Lo fa con molte migliaia, ma riguardo ad alcune persone molto malate, Egli dice: “Bene. Passa al secondo ciclo. D’accordo? Torna purificato, riposato e allora funzionerà”.

Perciò non necessariamente saranno curati tutti, non necessariamente. Moltissimi però sono guariti, ed ha funzionato. Ma non è il nostro compito principale quello di curare la gente. No. È di dare la realizzazione alla gente e, come conseguenza, come ha detto lei, ovviamente se sua madre otterrà la realizzazione la sua sordità scomparirà. Molte persone sono guarite dalla sordità. Non solo la sordità, ma persino i calvi hanno riavuto i capelli. Lui (guarda un sahaja yogi, ndt) non aveva capelli in testa quando venne da me. Non vi dico lo straordinario cambiamento che avviene prima e dopo la realizzazione. È meglio che prendiate delle foto scattate prima delle realizzazione e vi guardiate. A volte, dopo la realizzazione, la gente ha buttato via le foto scattate prima. È tutto diverso.

Ma la cosa principale non è curare, bensì la realizzazione del Sé. È questa la cosa principale.

Anche l’età non è un problema. Ieri, mi sembra, a Birmingham, abbiamo dato la realizzazione ad un signore davvero molto anziano. Perciò l’età non conta, la salute non conta, niente del genere. Ognuno può ottenerla e dovrebbe provarci. D’accordo?
Perciò se può portarla qui (la madre della persona che ha fatto la domanda, ndt), lo faremo funzionare. Ma non le prometto niente. D’accordo? Dio la benedica.

Io, di certo, prometto la realizzazione del Sé. Questo è ciò che prometto, se avrete pazienza con voi stessi come io ne ho con voi. Dovete avere pazienza.

Uno yogi espone la domanda di un ricercatore: Chiede a quante migliaia di anni addietro risale lo yoga.

Shri Mataji: A quale yoga si riferisce? Lo Yoga, lo Yoga spontaneo, esiste da sempre. Vede, ciò che è spontaneo è vivo. Ed il processo vivente esiste da sempre. Perciò non possiamo dire quando sia cominciato. Possiamo dire quando si è separato. Quando Dio ed il Suo potere si sono separati, e Dio ha cominciato ad osservare il tutto da testimone – Dio Onnipotente – ed il Suo Potere ha cominciato ad agire. Ha creato tutti gli universi, ha creato il nostro universo, dal quale ha creato gli esseri umani. Ed ora deve tornare ad essere una cosa sola. La creazione deve conoscere il proprio Creatore.

Una, due, tre, quattro… sono state sempre poche le persone che hanno ottenuto questa connessione, ma oggi è giunto il tempo dell’evoluzione di massa. Per lo sviluppo di una vita non si può stabilire un periodo di tempo. Non si può dire quando sia cominciata, quanti anni fa abbia avuto inizio. Ma oggi è il tempo della fioritura nel quale molti devono ricevere le benedizioni dello yoga. D’accordo? Grazie.

Uno yogi espone la domanda di un ricercatore: Lei ha parlato della Kundalini. Per le persone comuni è molto difficile il suo risveglio?

Shri Mataji: Ah, chi ve l’ha detto? Non è così. Vedete, sono le persone abnormi, quando parlano della Kundalini, a definirla abnorme, perché non sanno come risvegliarla. È la cosa più facile. È la cosa più facile da fare, se si è risvegliati. Persino un bambino può farlo.
Le persone che dicono che la Kundalini è molto difficile (da risvegliare, ndt) non hanno proprio idea di cosa sia la Kundalini. Non sono maestri. Per un maestro cosa c’è di difficile? Anche una persona comune può diventare un maestro, perciò qual è la difficoltà? Costoro non sono maestri. Sono persone assolutamente primitive, interessate ai soldi, inutili. Scrivono libri senza sapere niente della Kundalini.

Sono persone fuorvianti. (Risvegliare la Kundalini) è la cosa più facile da fare. Si muoverà proprio sotto la vostra mano, la vedrete salire e pulsare sulla testa. Non è affatto difficile. Vi ho detto che è la cosa più vitale che deve accadere e tutto ciò che è vitale deve essere gratuito e facile, Sahaja.

In India c’è stato Nanaka che ha detto “Sahaja samadhi lago. Sahaja samadhi lago.. Nessuno ha detto che è difficile.

Kabira non lo ha mai detto. Lui ha detto: “Paacho pachiso pakar bulau ek hi dor bandhahu”: riunirò venticinque persone e le porrò su un unico filo.

Coloro che ne avevano l’autorità hanno sempre parlato così. Nessuno ha detto che è difficile.
Sono soltanto gli individui che non sono capaci di farlo, che non hanno alcuna autorità, a parlare così. Non credete loro. È la cosa più semplice da fare. Lo vedrete voi stessi.
Ma se è la più facile, perché dovremmo negarla? Supponiamo che io abbia per voi un diamante gratis: non vorrete vederlo? Non lo vorrete? Oppure penseremo: “Oh, è molto difficile. Come possiamo fare?”. Mentre io vi dico che è facile, che non dovete pagare per averlo. D’accordo?

Discorso integrale nel video seguente



di Shri Mataji Nirmala Devi

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