Il Nabhi chakra

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11 agosto 2010 In Chakra, Nabhi

Nabhi chakraIl terzo chakra del nostro sistema sottile si chiama Nabhi o Manipur. Sulla nostra mano corrisponde al dito medio, mentre sui piedi al dito alluce; nel corpo corrisponde al ginocchio e al gomito.
Il Nabhi chakra si trova in corrispondenza del plesso solare, all’altezza dello stomaco, e ingloba tutti gli organi nella parte alta dell’addome: lo stomaco, il fegato, la milza, il pancreas e presiede anche al nostro sistema linfatico.
E’ chiaro quindi che sia lo Swadhistan che il Nabhi sono responsabili del funzionamento del fegato, che riveste un ruolo molto importante non solo a livello vitale, ma anche e soprattutto a livello sottile. Più il nostro fegato è maltrattato e più sarà difficile avere una buona attenzione, mantenerci calmi nei momenti difficili; l’eccessivo calore prodotto dal fegato può inoltre andare a disturbare tutto il canale destro, ovvero tutti gli organi in quell’area. Inoltre, ciò provoca anche un’eccessiva attività mentale: in casi estremi l’attività mentale diventa implacabile e i pensieri non ci danno pace. Tutto questo pensare causa inutilmente uno spreco di energia enorme e noi possiamo sentirci stanchi anche senza aver fatto nulla. Quindi, ricercare il silenzio mentale è molto importante anche a livello pratico, perché si risparmia energia in modo da usarla più proficuamente. E’ anche logico: se tutta l’energia prodotta dal fegato va sprecata in pensieri, cosa rimane per altre attività?

Il Nabhi chakra si prende cura del nostro benessere a livello materiale. Una persona che ha questo chakra in equilibrio manifesta qualità come la soddisfazione, la pace interiore e la generosità.
In particolare, se ricordiamo l’esperienza della Realizzazione del Sé, affermiamo a questo livello “Io sono il maestro di me stesso”, perché la qualità fondamentale di questo chakra è proprio il Principio del Maestro, ovvero la capacità di gestire la propria vita in maniera equilibrata.
In particolare, nell’aspetto sinistro del chakra, questo principio si manifesta nei confronti di noi stessi, ovvero essere il nostro proprio maestro: avere dei ritmi di vita equilibrati, sentirsi in pace con se stessi e nel proprio ambiente familiare, essere dignitosi e non negletti. Nella parte destra invece la nostra maestria è rivolta verso l’esterno, per esempio nell’ambito lavorativo o in quello politico: se il Nabhi destro funziona bene saremo in grado di essere “esperti” nel nostro lavoro, di gestire le situazioni e le persone in modo diplomatico ed efficiente. Nella parte centrale del chakra, l’aspetto del Maestro da tenere in conto è quello del Maestro Universale, del Principio Divino che regola e preserva tutta la creazione.

Come abbiamo detto, lo Swadisthan chakra ruota formando un cerchio intorno al Nabhi; l’area delineata dalla rotazione dello Swadisthan viene chiamata Void. In sanscrito prende il nome di Bhavasagara, ovvero oceano delle illusioni, in quanto in quest’area si concentra la nostra attenzione verso la materia che è considerata fonte di illusione. La materia è importante per la nostra esistenza, però spesso ne diventiamo schiavi e perdiamo la connessione sottile e quindi l’armonia con essa. Da qui, il Principio del Maestro (che si trova proprio al centro di quest’area) è quello che ci aiuta a riportarci nell’armonia e nell’equilibrio.
Fino a che siamo intrappolati nell’illusione del Bhavasagara, non possiamo giungere al livello successivo, il Cuore, che è quello in cui si trova il nostro Spirito.



di Alex Buaiscia

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